Venerdì 5 giugno 2026
Menu

La zia di Obama e' 'clandestina'

AMERICHE - USA
Notizia ·
In Italia sarebbe gia' finita in carcere. Ma almeno per il momento, la vicenda di "auntie Zeituni" sembra essere passata in secondo piano, non senza qualche imbarazzo da parte di Barack Obama. Il fatto è che la donna, la "zietta" di cui il senatore dell'Illinois parla nell'autobiografia "I sogni di mio padre", è spuntata a tre giorni dalle presidenziali americane dopo anni di assenza, rivelando di vivere da immigrata illegale in una casa popolare di Chicago. Il candidato democratico alla Casa Bianca ha liquidato la faccenda con una scarna nota in cui si dichiara all'oscuro di tutto, e lo staff del suo avversario ha evitato di cavalcare la storia, definendola "una questione di famiglia", per usare le parole di Mark Salter, consulente della campagna del senatore dell'Arizona John McCain.  Forse anche il senatore dell'Arizona deve avere pensato quello che David Axelrod, capo della campagna elettorale di Obama, ha detto mentre accompagnava il senatore dell'Illinois a un comizio in Nevada: "Credo che le persone si insospettiscano quando storie di questo genere vengono a galla a 72 ore dalle elezioni". Nonostante questo, il candidato democratico ha subito preso le distanze dalla vicenda, facendo circolare una breve nota in cui si legge che "non sapeva della sua situazione, ma ovviamente ritiene che tutte le leggi appropriate debbano essere applicate".  Certo, Obama non ha mai parlato troppo della "zietta", sorellastra di suo padre, mentre, raccontando della sua vita privata, ha spesso parlato dell'assenza del padre, di sua madre e delle nonna che l'ha cresciuto. Eppure, la questione potrebbe creargli qualche problema: Zeituni Onyango, 56 anni, avrebbe dovuto lasciare gli Stati Uniti tempo fa quando, nel 2004, l'ufficio immigrazione aveva respinto la sua richiesta di asilo, per motivi ancora non chiariti. Ora potrebbe dovere affrontare incriminazioni civili, non penali, per la violazione della legge sull'immigrazione. Non è neppure ben chiaro quando Zeituni si è stabilita clandestinamente in America. "Sono venuta per la prima volta nel 1975, ma ho sempre fatto avanti e indietro", ha detto la donna.  Ulteriore problema: Zeituni ha preso talmente a cuore le sorti del nipote da donare alla sua campagna elettorale 260 dollari (65 dollari secondo la documentazione della Federal Election Commission), forse ignara del fatto che la legge elettorale americana consente solo ai cittadini statunitensi o ai possessori della carta verde (consente di vivere legalmente e a tempo indeterminato negli Stati Uniti, ma non dà diritto di voto) di effettuare donazioni alle campagne dei candidati alla presidenza. Quel denaro, riporta il Washington Post, è già stato rispedito al mittente. "Date le informazioni emerse, la donazione è stata restituita", ha detto Ben LaBolt, uno dei portavoce della campagna di Obama.  Zeituni e "uncle Omar", lo zio Omar di cui Obama parla nell'autobiografia, sono nati dal terzo matrimonio di Hussein Onyango Obama, nonno del senatore dell'Illinois. Il padre di Obama, Barack sr, era invece nato dal secondo matrimonio di Hussein Onyango Obama ed era quindi fratellastro di Zeituni e Omar. "Auntie Zeituni" non è tuttavia uno dei personaggi di cui il senatore ha parlato molto durante la campagna elettorale, citando invece piú volte il padre, la madre e la nonna, che lo ha cresciuto.    
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →