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Italia-programmi.net. I consigli di Aduc per i consumatori
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Comunicato di Emmanuela Bertucci
13 ottobre 2011 14:33
 
Dopo tante segnalazioni giunte dagli utenti, nel giugno 2011 l'Aduc ha presentato un esposto-denuncia all’Antitrust, affinche’ aprisse un procedimento contro la societa’ Estesa Limited, con sede alle Seychelles, che gestisce il sito. A seguito dell'esposto, l'Antitrust ha aperto una istruttoria ed il 29 agosto 2011 ha intimato alla società di cessare la sua condotta commerciale scorretta, ordinandole di:
- non pubblicizzare sui motori di ricerca “la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italiaprogrammi.net”;
- rendere chiaro sul sito stesso che si tratta di un servizio a pagamento;
- cessare ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento nei confronti di quei consumatori che hanno reso noto alla società di non aver mai inteso sottoscrivere alcun contratto, visto che la natura onerosa del servizio offerto era tutt'altro che chiara.
Italiaprogrammi ha successivamente modificato la pagina di registrazione del sito: sopra il form di registrazione non c'e' piu' scritto “Crea il tuo account”, ma “Crea il tuo account a soli 8 euro al mese”. La modifica e' stata protocollata dall'Antitrust in data 20 settembre 2011. 
Abbiamo pero' scoperto, grazie alle segnalazioni degli utenti, che la modifica e' una beffa: opera solo in orario lavorativo, mentre di sera e di notte (quando gli uffici dell'Antitrust sono chiusi) "torna" la vecchia dicitura. Dal 18 ottobre 2011, poi, tale modifica è stata completamente eliminata, ed il sito è ritornato alla sua originaria ingannevolezza (evidentemente, dicendo chiaramente che si pagavano 8 euro al mese, nessuno si iscriveva più...).
Abbiamo dunque, in data 15 ottobre, segnalato l'accaduto all'Antitrust con una integrazione di denuncia, Autorita' che, tra l'altro, e' intervenuta nuovamente in data 13 Ottobre 2011 intimando a questa societa' di ottemperare a quanto da essa gia' comunicato a fine agosto. In seguito, il 26 ottobre, l'Autorita' ha emesso una ulteriore nota, comunicando di aver anche interessato la Procura della Repubblica, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza. In seguito l'Autorita' ha emesso ancora una nota.
Infine abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di Roma il sequestro penale del sito di Italia Programmi.net e, alla procura di Firenze, li abbiamo denunciati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla frode informatica e all'estorsione.

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NOVITA'

Il 4 gennaio 2012 l'Antitrust ha multato questa societa' per un milione e mezzo di euro e trasmesso il tutto alla Procura della Repubblica: un importante provvedimento che non blocca il malaffare di queste persone, per cui occorre continuare a tenere alta la guardia.

Il 22 marzo 2012 abbiamo presentato una nuova denuncia all'Antitrust in cui chiediamo l'apertura di due nuovi procedimenti:
- uno per la mancata ottemperanza al primo, chiedendo che sospenda l'attivita' della Estesa Limited;
- uno per la nuova condotta commerciale scorretta con l'invio della mail “Convocazione presso Tribunale Regionale Giudiziario”, chiedendo che dispongano anche tramite la Guardia di Finanza, la chiusura del sito.

Il 26 marzo 2012 grazie alle segnalazioni degli utenti dell'Aduc abbiamo integrato l'esposto all'Antitrust, fornendo all'Autorita' la prova che il sito italia-programmi.net continua a non ottemperare ai provvedimenti dell'Autorita', chiedendone l'immediato oscuramento.

Il 3 aprile 2012, su iniziativa della Procura della Repubblica di Milano, il sito www.italia-programmi.net e' stato posto sotto sequestro preventivo in seguito all'avvio di un'indagine per truffa. Le tecniche di oscuramento adottate dall'Autorità italiana non sono efficaci al 100% (sarebbe necessario individuare dove è ospitato fisicamente il server, probabilmente da qualche parte in Olanda), ma è comunque un ottimo passo avanti.

A partire dal giugno 2012, Italiaprogrammi (che nel frattempo ha cambiato dominio da ".net" a ".org" e la sede legale) sta prendendo di mira chi già ha pagato la prima volta, chiedendo il versamento della seconda annualità. Ovviamente, il fatto di esserci "cascati" la prima volta, non significa doverci cascare di nuovo....

Da meta' giugno 2012, a chi ha gia' pagato la prima volta, arrivano lettere di posta ordinaria di un presunto avvocato romano (che non esiste: lui e l'indirizzo che viene dato come suo studio) in cui i "buontemponi" di Italia-programmi (nel frattempo trasferitisi a Cipro) intimano di pagare la seconda tranche dell'abbonamento, il tutto condito con le solite minacce che non hanno costrutto logico e giuridico. Qui il nostro comunicato in merito

Da febbraio 2013, Italia Programmi ha iniziato a inviare solleciti di pagamento via mail per gli importi relativi al terzo anno di "abbonamento". A quanto ci risulta il fenomeno è meno esteso che in passato e il nostro consiglio è sempre lo stesso: non pagare. Qui il comunicato

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I NOSTRI CONSIGLI per chi riceve i solleciti di pagamento  per email o posta ordinaria/prioritaria da parte di Italia Programmi, inclusi coloro che hanno già pagato (purtroppo) la prima rata del cosiddetto abbonamento biennale:

1) non pagare niente e ignorare ogni loro richiesta che non pervenga per raccomandata. Email e lettere ordinarie non hanno alcun valore e equivalgono a spam o spazzatura. Solo nel caso in cui il sollecito arrivasse per raccomandata a/r, cosa mai accaduto fino ad oggi, potrebbe essere consigliabile rispondere con lettera raccomandata a/r di diffida indirizzata alla sede legale della società. Quando riceveremo segnalazioni di raccomandate, sul nostro web predisporremo un modulo di diffida,

2) fare un esposto/querela alla Procura della Repubblica della propria citta',  per sollecitare l'intervento di queste autorita' sul piano penale, come da noi spiegato in questo articolo. Ecco il modulo da utilizzare, da riempire con i propri dati e adattare al proprio caso, da presentare (di persona o tramite invio di raccomandata a/r) alla Procura della Repubblica competente per il proprio luogo di residenza. Vi chiediamo di segnalarci per telefono o per email  l'eventuale deposito, si' da poterlo eventualmente sollecitare.

3) continuare a inviarci le vostre segnalazioni per eventuali integrazioni istruttorie da produrre alle autorità competenti, corredate se possibile da documentazione: cio’ consentira’ di comprendere l’estensione del fenomeno, dato che sicuramente verra’ tenuto in considerazione ai fini di eventuali sanzioni e condanne. Clicca qui per fare una segnalazione.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti, il servizio di consulenza dell'Aduc risponde dal lunedi' al venerdi' (ore 10/18) al n. 895.96.97.997

(aggiornato al 12 febbraio 2013)
Pubblicato in:
Consulenza
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