Accoglienza migranti. Modello Albania: 685 trasferiti, solo 101 rimpatri e quasi 500mila euro a persona

I numeri del cosiddetto "modello Albania" parlano chiaro: a fronte di centinaia di milioni di euro spesi, i risultati concreti in termini di rimpatri sono molto al di sotto delle aspettative. Come riporta Antimafia Duemila, al 14 luglio 2026 risultavano trasferiti nel centro italiano di Gjadër, in Albania, 685 cittadini stranieri, dei quali soltanto 101 erano stati poi rimpatriati: meno del 15% del totale.
Rapportando i costi sostenuti ai 101 rimpatri effettuati, si arriva a circa 495mila euro per ogni persona rimpatriata, un dato che solleva interrogativi seri sull'efficacia e sulla sostenibilità dell'intera operazione.
Le difficoltà non si limitano ai numeri. Il 29 giugno scorso, l'europarlamentare Cecilia Strada si era recata nel centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) insieme a un'altra parlamentare europea per un'ispezione, ma alle due rappresentanti elette sarebbe stato impedito di accedere agli spazi in cui si trovavano i migranti trattenuti. Le persone detenute avrebbero tentato di comunicare con le eurodeputate gridando dalle finestre sbarrate, mentre alla richiesta di spiegazioni sarebbe stato risposto evocando il rischio di "possibili agitazioni".
Il centro di Gjadër resta quindi molto lontano dagli obiettivi iniziali del Protocollo Italia-Albania: tra spese ingenti, rimpatri esigui, decisioni giudiziarie che hanno portato alla liberazione di centinaia di trattenuti e dati ufficiali non sempre coerenti tra loro, il bilancio dell'operazione appare pesantemente deficitario.