Sabato 17 ottobre 2026
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Cartelli e riciclatori cinesi: la maxi-multa a Bank of America

Articolo · Redazione ·

Il legame tra i cartelli della droga messicani e le reti cinesi di riciclaggio di denaro sta costando caro agli investitori americani. Lo denuncia un editoriale di The Daily Signal, che punta il dito contro i controlli bancari inadeguati che permettono a cartelli e reti criminali cinesi di continuare a trarre profitto dalle loro attività illecite.

 

Il caso che fa da detonatore è quello di Bank of America, condannata dal Dipartimento del Tesoro statunitense a pagare oltre 1,2 miliardi di dollari per violazioni delle leggi federali antiriciclaggio. Secondo quanto ricostruito dalle autorità americane, l'istituto non aveva segnalato tempestivamente al FinCEN oltre 5 miliardi di dollari in transazioni sospette, più di un miliardo delle quali collegate a rischi prioritari per la sicurezza nazionale, comprese le cosiddette Chinese Money Laundering Networks (CMLN) e flussi di denaro illecito legati al confine sud-occidentale degli Stati Uniti. La banca ha ammesso di aver violato volontariamente il Bank Secrecy Act, la legge del 1970 che impone agli istituti di credito di contribuire a individuare e prevenire il riciclaggio.

 

La sanzione comprende una penale civile da 750 milioni di dollari imposta dall'Office of the Comptroller of the Currency, la più alta mai comminata da questo organismo di vigilanza bancaria nella sua storia. Bank of America ha inoltre raggiunto un accordo separato da 11,6 milioni di dollari con l'Office of Foreign Assets Control per presunte violazioni di programmi sanzionatori riguardanti Iran, Russia, narcotraffico e terrorismo internazionale. Nel complesso si tratta della terza sanzione più alta mai comminata dal Tesoro americano.

 

L'autore dell'editoriale ricorda un aneddoto storico per dare la misura dei volumi di denaro in gioco nel narcotraffico: secondo quanto raccontato da Roberto Escobar, fratello e contabile di Pablo Escobar, il cartello che faceva capo al narcotrafficante colombiano arrivava a svalutare circa 2,1 miliardi di dollari l'anno a causa del denaro contante danneggiato da topi, animali o persone che fosse. Una cifra quasi doppia rispetto alla multa oggi inflitta a Bank of America.

Dopo l'annuncio della sanzione, il titolo della banca è crollato in borsa di oltre l'8%, un colpo pesante per gli azionisti che, scrive il Daily Signal, presumibilmente si aspettavano che l'istituto non violasse volontariamente la legge né si esponesse al rischio di coinvolgimento in attività illecite legate ai cartelli messicani e alle reti di riciclaggio cinesi. Queste ultime sono ormai talmente diffuse da aver guadagnato un proprio acronimo nei rapporti federali sulla criminalità: CMLN, appunto.

 

La collaborazione tra i cartelli messicani, come quello di Sinaloa e il Jalisco New Generation Cartel (CJNG), e le reti cinesi di riciclaggio esiste da circa un decennio e nasce da un incastro perfetto di interessi: da un lato i cartelli hanno bisogno di ripulire enormi quantità di dollari provenienti dal narcotraffico, dall'altro i cittadini cinesi cercano canali per aggirare le rigide restrizioni valutarie imposte da Pechino sui trasferimenti di denaro all'estero. Secondo le stime del governo statunitense, i cartelli messicani e colombiani generano fino a 39 miliardi di dollari l'anno dal solo traffico di droga.

 

L'editoriale sottolinea come le conseguenze del riciclaggio vadano ben oltre il contante perso dai cartelli o le multe miliardarie alle banche. Il fenomeno alimenta il traffico di esseri umani, le reti del fentanyl e mina la fiducia dei cittadini nel libero mercato: quando le organizzazioni criminali riescono a sfruttare i mercati liberi, la fiducia del pubblico nel capitalismo ne risente, e questo rischia di rendere più attraenti agli occhi dell'opinione pubblica alternative come il socialismo. Secondo il Daily Signal, Bank of America non è l'unico istituto finito sotto la lente delle autorità per le proprie pratiche antiriciclaggio, e i numeri coinvolti in queste reti criminali non sorprendono chi conosce le reali dimensioni economiche di alcune tra le organizzazioni criminali più redditizie al mondo.

 

Come riporta il Daily Signal, Bank of America ha dichiarato un utile netto di circa 30,5 miliardi di dollari nel 2025: la penale da 1,21 miliardi di dollari equivale quindi a quasi il 4% dei profitti annuali della banca, una cifra che secondo l'autore dell'articolo dimostra quanto possa costare un controllo apparentemente inadeguato sulle transazioni sospette.

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