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Censura. Charlie Hebdo e Erdogan. Oltre la satira uno scontro tra religioni? Bah…. c'è solo 'chi fa il fesso'
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Articolo di Vincenzo Donvito
29 ottobre 2020 11:27
 
  Come se non bastasse il coronavirus, a ricordarci che la libertà, la fraternità e l’uguaglianza non sono punti di riferimento per affrontare anche la pandemia che riguarda tutti, ora ci si è messo anche un auto-incensato paladino della religione islamica, Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia che fu di Atatürk. Che, a seguito della disputa che dura già da un mese tra Francia e Turchia, dopo che la rivista Charlie Hebdo ha pubblicato un vignetta in cui si prende in giro lo stesso presidente (1), ha reso più pesante la sua missione querelando il giornale parigino, con scontato strascico di reazioni in diversi Paesi con più o meno importanti manifestazioni di piazza, dove dar fuoco alla bandiera francese è il minimo. Come siamo arrivati a questa situazione è più o meno cronaca dei giorni scorsi, riportata da vari media (2).

Ok. Abbiamo capito. Come in tante parti del mondo (Italia inclusa) non si riesce a dar vita a governi di unità nazionale per far fronte alla crisi pandemica, figuriamoci se questa unità possa essere ricercata e raggiunta per la convivenza tra diversi. Era così anche prima della pandemia e la Francia ne sa qualcosa (3), e qualcuno ha creduto che il coronavirus avrebbe rimodellato buon senso e disponibilità… No! Non è stato e non è così. Che si chiami Osama bin Laden o Recep Tayyip Erdogan, viene sempre fuori qualcuno a ricordarci che le religioni sono vive e che esistono solo affermandosi/imponendosi su altre. Certo, ci sono i famosi dialoghi tra religioni promossi dai vari leader delle confessioni, e proprio in questi giorni (27 ottobre) è stata celebrata la XIX giornata del dialogo cristiano-musulmano (4), ma è innegabile che passano in secondo piano di fronte al manifestarsi di violenze omicide e suicide da parte di quelle che vengono definite frange più estremiste.

Nel caso di Erdogan c’è da considerare che queste sue sortite sono a supporto di strategie geopolitiche: in particolare (in questo momento) nel Mediterraneo orientale, in Libia e in Azerbaigian/Armenia (con la guerra in Nagorno-Karabakh); più in generale ad una sua presunta intenzione di ergersi a guida politico/spirituale di quasi 1,8 miliardi di musulmani del mondo (23% della popolazione).
Ma per lo scontro di potere geopolitico (che è la sostanza della questione), in questo momento Erdogan ha scelto di “pompare” (5) la dimensione ideologica, il conflitto tra due diverse impostazioni: la laicità (supremazia delle leggi dello Stato) e la fede (supremazia delle leggi religiose). Per cui al “diritto alla blasfemia” rievocato dalle parti laiche, si contrappone chi ritiene che la blasfemia non sia un diritto ma un peccato: in quanto tale con valore superiore al “laico” reato e quindi punibile secondo quelle che sono le proprie letture dei sacri testi di riferimento (nei casi estremi che abbiamo ricordato: morte dei blasfemi).

In questo contesto c’è un “errore” di fondo: considerare valida l’equazione Europa-cristianesimo (6) e che qualcuno possa rappresentare il mondo islamico (non esiste un papa come per i cattolici). Questo per dire che la guerra tra cristianesimo e islamismo esiste solo nella testa di alcuni fanatici che ora hanno a riferimento/capo il leader turco nella sua scelta opportunistica del momento.

Per concludere. Le religioni sono una cosa seria. Importante è riuscire a distinguere tra chi le pratica per se stesso e chi ne fa arma di potere. Forse qualcuno crede che potrebbe esistere un Pianeta tutto islamico o tutto cristiano. Difficile… A nostro avviso c’è solo “chi fa il fesso”. E per smascherare questo “fesso” non ci si deve sottomettere ad alcune imposizioni nel nome del quieto vivere. Fa quindi bene il presidente francese Emmanuel Macron a ricordare che esistono le religioni così come esiste la satira, ed entrambi hanno diritto di “cittadinanza”. E che la censura ucciderebbe religioni e satira.


NOTE
1 - “Erdogan in privato è molto divertente”, è il titolo della prima pagina di Charlie Hebdo, con sotto la caricatura del presidente, disteso in mutande, che con una mano beve da una lattina e con l’altra solleva la veste di una donna che porta due calici, e viene mostrato il sedere di questa donna. «Ouh, le prophète», dice Erdogan.
2 - “Un breve ripasso: il 2 ottobre il presidente francese aveva pronunciato un discorso, coraggioso, contro il «separatismo» islamico, cioè i gruppi estremisti che antepongono le leggi della Sharia a quelle dello Stato. L’Islam è «in crisi», ha detto, e si è attirato le prime critiche dalla Turchia, che è uno dei Paesi più influenti per la selezione degli imam stranieri inviati in Francia. La questione si è aggravata con l’uccisione del professore Samuel Paty, che aveva mostrato in aula le vignette su Maometto pubblicate nel 2006 da Charlie Hebdo durante una lezione sulla laicità. Al suo funerale Macron è intervenuto ribadendo il principio della libertà di espressione, con riferimenti precisi alle caricature. Erdogan ha risposto dicendo che «deve fare esami per la sua salute mentale», ha invitato al boicottaggio dei prodotti francesi insieme a Giordania, Kuwait e Iran. Macron ha richiamato il suo ambasciatore da Ankara, sono seguite proteste e attacchi sui giornali, compresa la posizione di Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica Estera, che ha richiamato la Turchia invitandola a cessare le provocazioni. Anche l’Iran ha risposto, con un appello dell’ayatollah Khamenei ai giovani francesi. (da Linkiesta del 29/10/2020)
3 – In questo Paese i terroristi jihadisti si sono fatti sentire diverse volte, non per seminare quel terrore da cui (come credono i terroristi occidentali) dovrebbe nascere un nuovo ordine, ma per applicare la sharia (il nuovo ordine dicono di averlo già, si tratta solo di applicarlo). Così hanno fatto i fratelli Kouachi dando la morte ai blasfemi di Charlie Hebdo, altrettanto è stato fatto al Bataclan e all’Hyper Kasher per punire la promiscuità, e a Tolosa per punire gli ebrei “trasformati in porci e scimmie»”; ultima la decapitazione di Samuel Paty.
4 - https://www.aduc.it/articolo/xix+giornata+dialogo+cristiano+islamico_31921.php
5 – per chi volesse approfondire l’opportunismo del leader turco che ora ha scelto di ergersi a difensore islamico, basta scorrere le politiche di Erdogan in questi ultimi anni, in particolare nei rapporti con l’Unione europea (dove la domanda di ingresso del suo Paese è sempre sul piatto) e con la Nato (di cui è membro attivo, senza intenzione manifestata di andarsene, ma in conflitto con altri Paesi altrettanto membri di questo accordo di difesa militare).
6 – le radici cristiane che in diversi hanno voluto introdurre nei trattati (tipo Maastricht) non sono menzionate, anche se vari principi del cristianesimo e anche dell’islamismo vi sono presenti.
 
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