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Le criptomonete piacciono a 14 milioni di italiani
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Articolo di Redazione
23 gennaio 2023 12:37
 
Gli italiani continuano a credere nelle criptomonete. Nonostante quello che gli esperti definiscono “cryptowinter”, l’inverno delle criptovalute dovuto alla bolla speculativa e alle frodi sulle piattaforme di scambio come Ftx, la fiducia degli italiani sembra essere ancora salda. Le hanno comprate in sette milioni mentre altrettanti sette milioni sono interessati e lo faranno in futuro. E crescono del 13%, nel mondo, i progetti sulla blockchain, la tecnologia su cui si basano queste valute adottata anche da tanti altri settori per rendere più efficienti alcuni processi o semplificare l’accesso e la condivisione dei dati.

«Il 2022 è stato un anno di estremi per il mondo blockchain. Assieme allo scoppio drammatico di alcune bolle e ad un deprezzamento prolungato, si è compiuto il consolidamento del lavoro di sviluppo iniziato anni fa, a dimostrazione di una vitalità tecnica», spiega Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger del Politecnico di Milano che ha messo a punto una ricerca sul settore.

Guardando al contesto italiano, il metodo più usato per entrare in possesso delle criptovalute sono le piattaforme di scambio (40%) e le più utilizzati sono Coinbase, Crypto.com e Binance; seguito dai bancomat di queste valute distribuiti sulla penisola (19%) e ai servizi di wallet, uno spazio virtuale che fa da portafoglio digitale (18%). Il 52% degli italiani ha utilizzato sistemi indiretti tramite servizi di trading finanziari tradizionali e la propria applicazione bancaria. Numeri ancora piccoli, invece, per gli Nft, i certificati digitali: il 9% dichiara di averli acquistati e il 14% intende acquistarne in futuro. I preferiti sono quelli legati all’arte.

Se nel mondo, in generale nel 2022, i progetti blockchain identificati sono stati 278 (+13% rispetto ai 245 del 2021), anche in Italia l’anno appena passato ha visto un deciso aumento dei progetti blockchain aziendali. Gli investimenti hanno raggiunto i 42 milioni di euro, +50% rispetto al 2021. Nel 33% dei casi sono legati al settore finanziario e assicurativo, nel 23% al retail e alla moda, principale novità del 2022. Ma si segnalano anche il settore automobilistico e della pubblica amministrazione, il 10% e il 7% del mercato.

La ricerca sottolinea, inoltre, come le valute digitali sono al centro anche delle sperimentazioni di Governi e banche centrali. «59 delle 100 principali banche al mondo hanno attivato almeno un progetto» osservano gli esperti. «Ma la strada per la creazione di una forma digitale di moneta, legalmente riconosciuta e utilizzabile su piattaforme blockchain è ancora all’inizio. In questo scenario la regolamentazione giocherà un ruolo cruciale».
«Tra le applicazioni più interessanti della blocckhain» conclude Francesco Bruschi, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger «si segnala l’introduzione da parte di piattaforme “classiche” come Instagram di token (un gettone virtuale, ndr) nei propri mondi e i crypto-asset sono diventati un’alternativa agli strumenti principali di supporto economico all’Ucraina, consentendo di raccogliere decine di milioni di dollari da piccoli donatori in tutto il mondo».

(Osservatorio economico e sociale Think Thank quotidiano del 23/01/2023)

 
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