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Disobbedienze civili e aule giudiziarie. L’assoluzione di Pannella
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22 giugno 2001 0:00
 
Che l’attuale legislazione sulle droghe sia controproducente e contraddittoria e’ stato confermato questa settimana dalle aule giudiziarie, con due sentenze assurde e in disaccordo tra di loro. I fatti risalgono al 1995, dopo 6 anni, la vicenda sembra essere arrivata al capolinea. Nell’agosto del 1995, si verifico’ un evento di ordinaria cronaca di arresti nella costa romagnola, le forze dell’ordine interpretarono la legge sullo spaccio includendovi anche la cessione a titolo gratuito. Alcuni ragazzi che si passavano uno spinello, furono accusati di spaccio. I Club Pannella-Riformatori, guidati da Marco Pannella preannunciarono e realizzarono una serie di disobbedienze civili: agosto 1995 a Porta Portese, previa comunicazione alla stampa e alle forze dell’ordine, furono regalate ai presenti dosi di hashish e piantine di marijuana; dicembre 1995 durante la trasmissione televisiva "L’Italia in diretta", condotta da Alda D’Eusanio, Marco Pannella regalo’ alla conduttrice un pacchetto contenente 200 grammi di hashish. Le udienze di questi due episodi giudiziari si sono trascinate negli anni, per giungere finalmente, nel giugno del 2001, a due sentenze: una di assoluzione e l’altra di condanna per Marco Pannella. Il 13 giugno la Cassazione ha reso definitiva la sentenza di condanna per il leader radicale per i fatti di Porta Portese, quattro mesi di reclusione, convertiti in 8 mesi di liberta’ vigilata. Per l’azione in diretta televisiva, il 18 giugno la seconda Corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza di assoluzione "perche’ il fatto non sussiste", sentenza che era giunta in primo grado il 10 novembre 2000 e contro la quale il Pubblico Ministero aveva fatto ricorso in Appello. A sollecitare l’assoluzione era stato lo stesso procuratore generale che dopo la visione della videocassetta in aula ha sostenuto che "l'azione di Pannella - ha spiegato il rappresentante della pubblica accusa - era esclusivamente e prettamente dimostrativa, da inserirsi cioe' nell'ambito di una battaglia, da me non condivisa, portata avanti dai radicali per la legalizzazione delle droghe leggere". L’imputato dal canto suo, aveva preso la parola per spiegare di "avere agito perche' pienamente consapevole della irragionevolezza della norma che nella sua testualita' punisce chiunque ceda o riceva a qualsiasi titolo una sostanza presunta stupefacente". Per questo motivo, Pannella aveva chiesto alla Corte di essere condannato "se si dovesse ritenere questa legge ragionevole, rispettabile e positiva". Marco Pannella ha cosi’ commentato amaramente la sua assoluzione: "Se non fosse tragica, questa vicenda sarebbe esilarante. Abbiamo una giustizia distrutta da una legge che fa ridere o fa pena. La norma esprime un concetto anticostituzionale e i giudici mi assolvono. Sarei lieto se venissero liberate dalle condanne le migliaia di persone coinvolte in casi analoghi". Purtroppo le migliaia di persone condannate per vicende simili, non avranno alcun beneficio dall’assoluzione di Pannella, avranno solo una conferma: questa legge oltre a essere inapplicabile e ingiusta, diventa foriera di stragi di diritto e di legalita’. Di fronte ad una disobbedienza civile, realizzata con l’impegno politico di contestare una legge che si ritiene ingiusta fino a pagarne di persona le conseguenze per la sua applicazione, di fronte ad un reo cosi’ confesso e cosi’ manifesto, per altro gia’ condannato per fatti simili, ci chiediamo cosa puo’ pensare il cittadino medio dell’assoluzione del leader radicale. Lo scempio del diritto di fronte a questa legge e’ cosi’ plateale che dovrebbe far riflettere i nostri legislatori, dovrebbe abbattere quelle barriere ideologiche che fino ad oggi non hanno prodotto altro che queste follie quotidiane di arbitrarieta’ ideologica. Un ragazzo che passa lo spinello all’amico e’ considerato alla stregua di uno spacciatore, un leader politico che si autodenuncia per aver compiuto la stessa azione viene assolto per "non aver commesso il fatto" quando era in televisione di fronte a migliaia di telespettatori e condannato quando era in piazza, c’e’ qualcosa che non funziona?
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