Giovedì 11 giugno 2026
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Energia alternativa e risparmio energetico. Intervista al ricercatore Bertrand Piccard

Articolo · Redazione ·
Le fonti rinnovabili potrebbero già oggi dimezzare il consumo d'energia fossile. Ma ci vogliono le leggi, poiché gli uomini non agiscono su base volontaria e spesso confondono il prezzo con i costi.

Il cinquantaduenne psichiatra Bertrand Piccard è nipote del fisico Auguste Piccard, che nel 1931 salì nella stratosfera in una bolla di metallo, ed è figlio dell'oceanografo Jacques, che nel 1960 scese con il batiscafo a 10.916 metri di profondità. La sfida di Bertrand si chiama Project Solar Impulse: fare il giro del mondo con un aereo alimentato esclusivamente dal sole.

Signor Piccard, che cosa si è ripromesso per il 2011?
Il mio ultimo proposito risale a undici anni fa. Allora ebbi l'idea di produrre un velivolo senza carburante, capace di sorvolare il mondo. Nel 2010, con André Boschberg abbiamo raggiunto il primo obiettivo: un aereo senza carburante che vola di giorno e di notte.
Nessuna impresa dell'industria aerea o energetica vi ha sostenuto -ne è stupito?
La Storia insegna che le grandi svolte industriali non avvengono in aziende consolidate. Non sono le maggiori a sopravvivere nella storia dell'umanità, ma quelle che si adattano meglio alle nuove situazioni. La migliore auto elettrica sul mercato, Tesla, non è stata inventata da un costruttore di auto, ma da un miliardario internet statunitense. Anche i primi cellulari non sono stati scoperti dai produttori di telefoni tradizionali.
Cosa offre Solar Impulse alla vita quotidiana?
Dimostra che il potenziale dell'energia pulita è enorme se vogliamo ridurre il consumo di fonti fossili. Se venissero adottate in modo coerente dalla nostra società le tecnologie usate per Solar Impulse, potrebbero dimezzare già oggi il consumo di energie fossili.
Ma se la cosa è così semplice perché non la mettiamo in pratica?
Molte aziende non se la sentono di fare il primo passo. Vorrebbero che lo facessero tutti. Per questo i governi dovrebbero porre dei limiti precisi al consumo di energia e di emissioni CO2. Costringerebbero i settori industriali a fare insieme il passo verso le tecnologie pulite: per isolare gli edifici; per scaldare e raffreddare; per l'auto, l'elettronica, l'illuminazione. La società sprecherebbe meno energia, meno soldi finirebbero all'estero per acquistare petrolio; si creerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Fintanto che paghiamo meno le energie fossili di quelle rinnovabili, le misure proposte sembrano utopistiche.
Risparmiare energia è sempre vantaggioso! Solo che molti scambiano il prezzo con il costo. Il prezzo del petrolio oggi è inferiore a quello dell'energia solare, invece i costi no. Nel prezzo dell'energia solare sono compresi tutti i costi, mentre nel prezzo di petrolio, gas e carbone non sono contenuti i 200 milioni di anni che ci sono voluti per il formarsi dei giacimenti, né i costi delle maree nere, né quelli per le guerre del petrolio né quelli del mutamento climatico. Con le energie fossili viviamo a spese degli anni futuri.
Lei non crede nella forza del mercato?
No, piuttosto a un mondo globalizzato e speculatore, dove il prezzo del petrolio sale in fretta. Se non siamo pronti a risparmiare energia con l'aiuto delle tecnologie pulite, tra qualche anno l'energia a buon prezzo verrà a mancare.
Che cosa vuol dire questo per la Svizzera?
Se oggi il nostro Paese attuasse una politica energetica e climatica rigorosa, non inciderebbe granché sul clima mondiale. Però sulla nostra industria sì, poiché farebbe un enorme passo in avanti, creerebbe nuovi posti di lavoro, sarebbe di stimolo all'industria. La Svizzera oggi può ancora contare su innovazione e ricerca. Potrebbe essere all'avanguardia nell'energia pulita. Deve solo volerlo.
Cosa pensa del nucleare?
Non mi pongo il quesito se sia una fonte moralmente buona o no. Penso solo in modo economico.
Cioè?
Contesto l'argomento, secondo cui nei prossimi vent'anni in Svizzera il consumo energetico salirà del 2% l'anno e quindi occorre una nuova centrale nucleare. Con le tecnologie attuali possiamo invece ridurre del 2% l'anno i consumi, senza rinunciare al nostro comfort. Così facendo ci risparmieremmo un nuovo impianto nucleare, avremmo più posti di lavoro e saremmo un Paese più indipendente.
Ma per una Svizzera che già oggi ha un basso tasso di emissioni non è facile conseguire obiettivi climatici cosi' ambiziosi.
Non è vero che abbiamo poche emissioni! La richiesta fatta da Swisscleantech (l'associazione che promuove le energie pulite, ndr) di una riduzione del 20% a livello nazionale e del 20% all'estero è la nostra unica chance di sopravvivere economicamente. Quest'obiettivo lo si raggiunge se si provvede all'isolamento degli edifici, se si cambiano i sistemi di riscaldamento e d'illuminazione, se si costruiscono impianti per le energie rinnovabili.
Chi dovrebbe pagare per tutto questo?
Non è una spesa. E' un investimento. Per una cosa come questa i soldi si trovano sempre. Se Lei compra delle azioni, investe. E investe anche se provvede a isolare bene la Sua casa poiché ricaverà un profitto del 12% l'anno. Deutsche Bank ha sanato la sede principale a Francoforte con 200 milioni di euro; in cinque anni ha ripreso i soldi spesi con i risparmi che ne sono derivati.
Perché ci vogliono delle prescrizioni statali? Deutsche Bank ne ha fatto a meno.
Qui in Svizzera viviamo nelle comodità e non sappiamo più cosa sia lo spirito pionieristico.
Stiamo troppo bene?
Nel breve termine sì. Ma se vogliamo rimanere ricchi dobbiamo fare subito delle buone scelte per il futuro. Centocinquant'anni fa la Svizzera era un Paese contadino piccolo e povero; la gente attraversava le montagne a piedi, la luce era quella delle candele. Sono state le decisioni politiche a permettere di costruire gallerie, ponti, laghi artificiali. Nessuno allora diceva che costavano di più che andare a piedi o a usare le candele.
Economiesuisse (sindacato degli imprenditori, ndr) punta alla volontarietà. Lei, in quanto psichiatra, pensa che l'uomo sia capace spontaneamente di pensare a lungo termine e di tener conto della sostenibilità?
No! La maggioranza cerca il proprio interesse immediato. Se non si è costretti a pensare al futuro, non lo si fa. Per questo esistono leggi che frenano le inadempienze. E' proibito buttare i rifiuti nel bosco, è proibito fumare, è proibito guidare in stato di ebbrezza. Ci vorrebbero delle leggi anche per impedire che la gente sprechi l'energia.

(Intervista di Gabriela Weiss, pubblicata sul quotidiano Neue Zuercher Zeitung del 09-01-2010. Traduzione di Rosa a Marca)

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