ESMA avverte: rischio greenwashing su fondi "verdi" e di transizione

L'ESMA, l'autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari, ha pubblicato il 12 ottobre due nuove note tematiche dedicate alle dichiarazioni di impatto positivo e di transizione climatica fatte da fondi, obbligazioni e benchmark, segnalando il concreto rischio che gli investitori vengano tratti in inganno.
Come riporta Law360, il regolatore avverte che i fondi i quali promettono di sostenere la transizione verso economie a basse emissioni di carbonio rischiano di indurre in errore gli investitori quando formulano promesse ambiziose senza spiegare come verranno effettivamente raggiunte né come ne verranno misurati i progressi nel tempo.
Le due note rappresentano il terzo e il quarto capitolo di una serie avviata dall'ESMA nel 2025: la prima pubblicazione, nel luglio di quell'anno, riguardava etichette, qualifiche e rating ESG; la seconda, uscita a inizio 2026, si concentrava invece sui criteri di integrazione e di esclusione ESG adottati dai fondi. Il nuovo documento sulle dichiarazioni di impatto segnala che, secondo le prassi osservate sul mercato, esiste spesso confusione tra l'impatto generato dall'investitore e quello generato dal soggetto in cui si investe, oltre a dichiarazioni prive di un collegamento chiaro tra la strategia di investimento e il risultato positivo promesso, e affermazioni non adeguatamente supportate da prove concrete.
L'autorità invita quindi i gestori di fondi e gli emittenti obbligazionari a spiegare con chiarezza quale differenza intendono produrre sul piano ambientale o sociale, in che modo pensano di generarla e con quali metodi ne misureranno i risultati, distinguendo concetti come l'intenzionalità dell'investimento e l'addizionalità, ovvero il reale contributo aggiuntivo generato rispetto a quanto sarebbe comunque accaduto.
Per quanto riguarda invece le dichiarazioni di transizione climatica, l'ESMA sottolinea che si tratta tipicamente di affermazioni rivolte al futuro, che dipendono da fattori esterni, ipotesi di lavoro e sviluppi non ancora certi. Il regolatore chiede dunque ai partecipanti al mercato di comunicare in modo trasparente le proprie ambizioni di transizione, i piani concreti di attuazione, i metodi con cui verranno valutati i progressi compiuti, i limiti dei dati disponibili e le principali ipotesi e dipendenze sottostanti alle promesse fatte.
Le note precisano che una dichiarazione può risultare fuorviante per diverse ragioni: selezione arbitraria dei dati più favorevoli, esagerazione, omissione di informazioni rilevanti, vaghezza, incoerenza, assenza di confronti o soglie significative, oppure uso di immagini o espressioni ingannevoli. Pur non introducendo nuovi obblighi regolamentari, i documenti fissano quattro principi di riferimento che le dichiarazioni di sostenibilità dovrebbero sempre rispettare: essere accurate, accessibili, sostanziate da prove e costantemente aggiornate.
L'ESMA chiarisce inoltre che queste indicazioni non vanno intese come una prescrizione di un particolare approccio o di uno specifico livello di ambizione in materia di sostenibilità, anche alla luce della revisione in corso della normativa europea sulla trasparenza della finanza sostenibile, nota come SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation).