Mercoledì 12 agosto 2026
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Climateflation: il clima spinge i prezzi degli alimenti verso l'alto

Articolo · Redazione ·

Il termine climateflation — la pressione inflazionistica direttamente causata dai cambiamenti climatici — è sempre più al centro del dibattito economico internazionale. Come riporta Nation Thailand, gli eventi meteorologici estremi stanno riducendo i raccolti agricoli e aumentando i costi di produzione, con effetti diretti sui prezzi che i consumatori pagano ogni giorno.

 

Secondo un'analisi di Oxford Economics, le ondate di calore record del giugno 2026 hanno devastato i raccolti europei, cancellando circa 9 milioni di tonnellate di cereali e colpendo anche gli agricoltori che avevano adottato tecniche adattate al clima più caldo. Questo fenomeno è ritenuto destinato a spingere i prezzi alimentari più in alto nel 2027, con un impatto maggiore rispetto alle perturbazioni della catena di approvvigionamento legate ai conflitti geopolitici.

 

La differenza chiave tra guerre e clima, secondo gli esperti, sta nella natura degli effetti: i conflitti influenzano i costi dei fertilizzanti con un certo ritardo, mentre le ondate di calore ricorrenti colpiscono direttamente le rese agricole, assottigliando le riserve alimentari globali. Il risultato è un aumento delle bollette della spesa per i consumatori e il rischio concreto di inaccessibilità ai generi alimentari di base per le fasce più povere della popolazione mondiale.

 

Il fenomeno non riguarda solo l'Europa. In Sud-Est asiatico, un rapporto dell'ASEAN Food and Beverage Alliance (AFBA), elaborato in collaborazione con Oxford Economics su cinque paesi — Thailandia, Indonesia, Malaysia, Vietnam e Filippine — ha rilevato che un aumento medio dell'1% delle temperature può far salire i prezzi degli alimenti dall'1 al 2% nella maggior parte dei paesi, fino al 6% nelle Filippine. In Thailandia, le temperature record della stagione estiva 2026 hanno già causato un calo della produzione di uova e rallentato la crescita degli animali da allevamento, con i costi extra che si trasferiscono sui prezzi finali.

 

Gli esperti sottolineano che le banche centrali non possono risolvere gli shock di offerta indotti dal clima con strumenti di politica monetaria tradizionale. Le soluzioni strutturali — riduzione delle emissioni e transizione verso un'agricoltura sostenibile — restano le uniche leve efficaci per contenere questa pressione sui prezzi nel lungo periodo.

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