Prezzi alti. E’ possibile ridurli. Privato e Pubblico possono contribuire

Con la stima dell’inflazione a +3,3%, pur se qualcuno cantava vittoria per il contenimento dei nostri prezzi, è tornata di attualità una dinamica che le scelte economiche in corso, italiane ed europee, non riescono a far sì che non sia deleteria per la nostra quotidianità.
E mentre in Italia si discute di una molto improbabile tassazione dei cosiddetti extra-profitti di compagnie energetiche e istituti di credito (comunque i più eclatanti incassatori di utili nella situazione attuale), ecco che dal nord Europa ci arrivano due segnali da prendere in grande considerazione.
Entrambi vengono dalla Svezia.
Il primo è un’azienda mega, Ikea. Il secondo è il governo del Paese scandinavo.
Privato e pubblico, senza apparentemente essersi messi d’accordo, hanno così inflitto un duro colpo al carovita.
La mega azienda svedese i cui prodotti sono in tutte le nostre case, con l'obiettivo di alleggerire il peso del carovita sulle famiglie, ha deciso di ridurre i prezzi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. L'intervento riguarda circa 1.500 prodotti, con ribassi che vanno dal 15 al 25%, e in alcuni casi fino al 28-29% a seconda del mercato. La riduzione dei prezzi, in vigore dal 1 settembre, coinvolge oltre 20 Paesi europei
Il secondo è il governo svedese che, in questi giorni preelettorali, ha rivendicato un successo della propria politica economica: il taglio dell'IVA sui generi alimentari avrebbe effettivamente prodotto prezzi più bassi per i consumatori. La misura era entrata in vigore il 1 aprile 2026, dimezzando l'IVA sui prodotti alimentari dal 12% al 6%. I prezzi sono scesi del 5,5%, un dato che corrisponde a quanto era stato previsto. Il taglio dell'IVA, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027, ha un costo stimato attorno ai 37 miliardi di corone svedesi, circa 3,36 miliardi di euro, spalmati sui due anni di applicazione. La riduzione fiscale sul cibo non è una misura isolata, ma rientra in un pacchetto economico più ampio varato dal governo in vista del voto: comprende anche sgravi sulle tasse relative al carburante e un aumento dei crediti d'imposta sul lavoro, tutte misure pensate per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie.
Italia. "Grandi" discussioni? Lotte all’ultimo coltello come quella sugli extraprofitti che, se fossero messi in atto, sconvolgerebbe le basi del nostro sistema economico? Niente di tutto questo. “Solo” la lungimiranza di un’azienda e di uno Stato. Ikea ha pensato che i profitti non sono necessariamente legati alla quantità immediata, ma alla “confidenza coi consumatori” che riesce a stabilire nel tempo. Il governo ha pensato di intervenire, alla radice, su uno dei meccanismi fiscali del rincaro dei prezzi… altro che bonus a mitraglia.
Interessante rilevare che il governo svedese è di cosiddetto centrodestra: Governo di minoranza di coalizione guidato da Ulf Kristersson.
Ma crediamo che - Ikea da una parte, governo svedese dall'altra - non sia questione di destra, sinistra o centro, ma solo di buon senso che, quando c'è e non è condizionato da ideologie, fa il bene comune.