Giovedì 2 luglio 2026
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Fiducia nella scienza in crisi: pandemia, politica e disinformazione erodono il rapporto con i cittadini

Articolo · Redazione ·

Negli ultimi anni la fiducia pubblica nella scienza ha subito una battuta d'arresto significativa. Come riporta Quotidiano Sanità, il fenomeno ha conosciuto un'accelerazione marcata negli ultimi dieci anni, con un picco nel periodo post-pandemia di Covid-19: tre fattori principali — la gestione comunicativa dell'emergenza sanitaria, la politicizzazione delle decisioni scientifiche e la diffusione di disinformazione sui social media — hanno contribuito a incrinare un rapporto già fragile tra istituzioni scientifiche e opinione pubblica.

 

Durante la pandemia, le comunicazioni spesso contraddittorie da parte di esperti e istituzioni hanno alimentato confusione e sfiducia. La scienza, per sua natura fondata sul continuo aggiornamento delle conoscenze, è stata percepita da molti come incoerente, soprattutto in un contesto ad alta tensione emotiva come quello emergenziale, in cui i cittadini si aspettavano certezze che il metodo scientifico non era in grado di offrire in tempi rapidi.

 

A questo si è aggiunta la politicizzazione delle questioni scientifiche: temi come vaccini, clima e salute pubblica sono stati trasformati in battaglia ideologica, con dati e ricerche utilizzati in modo strumentale da diversi schieramenti politici. Questa dinamica ha reso più difficile il dialogo tra la comunità scientifica e i cittadini, spingendo molte persone a interpretare le raccomandazioni degli esperti attraverso la lente dell'appartenenza partitica anziché sulla base delle evidenze.

 

Infine, la proliferazione di notizie false in rete ha ulteriormente inquinato il dibattito. La disinformazione sanitaria, amplificata dai meccanismi delle piattaforme digitali, ha trovato terreno fertile nella polarizzazione e nella sfiducia già presenti, trasformandosi in uno strumento capace di ostacolare l'adesione a comportamenti fondamentali per la salute collettiva — dalla vaccinazione alle misure di prevenzione.

 

Di fronte a questo scenario, gli esperti sottolineano la necessità di una comunicazione scientifica più trasparente, accessibile e capace di spiegare anche le incertezze proprie del processo di ricerca. Ricostruire un rapporto di fiducia con l'opinione pubblica richiede non solo messaggi più chiari, ma anche una netta separazione tra decisione tecnica e indirizzo politico, affinché i cittadini possano percepire la scienza come strumento al servizio della collettività e non come apparato ideologico.

 

Qui uno specifico sondaggio della rivista Nature
 

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