Firenze amministrata male. Il caso bus turistici
Non ci voleva la sfera di cristallo. L’arrivo dei lavori della linea tramviaria per Bagno a Ripoli nell’area di piazza Piave non poteva coesistere pacificamente con la sosta dei pullman turistici a ridosso del tratto di Lungarni prospicente la Torre della Zecca. La loro presenza in una situazione di normale viabilità aveva messo in luce non poche criticità che oggi rischiano di diventare deflagranti. No, non ci voleva la sfera di cristallo perché, pur non ponendo limiti alle capacità anche esoteriche dei cronisti del Corriere Fiorentino, già nel giugno dello scorso anno era stato possibile prevedere cosa sarebbe accaduto quando «nel 2025 i lavori arriveranno nel tratto del lungarno Pecori Giraldi», cioè dove i bus scaricano le comitive dirette verso piazza Santa Croce.Il «tappo» determinato da cantierizzazioni ad alto impatto, restringimento di corsie e presenza dei colossi della strada ha già cominciato a far aumentare la pressione nella bottiglia in cui è intrappolata la zona. Ed è prevedibile che il manometro venga messo ad ulteriore ed estrema prova con l’intensificarsi delle presenze estive. Ora, nessuno è così ingenuo da pensare che lavori stradali così ingenti si possano fare senza disagi: la storia della botte piena e della moglie (o del marito) ubriaca ha insegnato a tutti a non essere troppo esigenti. Ma viene da chiedersi se davvero una pianificazione in grado di non aggravare la già difficile situazione di traffico in vista delle opere per la tramvia sia stata davvero fatta. Oppure se le previsioni su cui era basata non siano da ripensare di fronte alla verifica sul campo.
Due giorni a caso: la mattina di ieri e la piovosa domenica scorsa hanno offerto la prova provata dell’attuale incompatibilità tra ruspe e torpedoni. D’accordo: il tormentone della sosta dei bus turistici se la batte con quello su aeroporto di Peretola e overtourism. Rischia di stancare chi legge. E anche chi scrive. Ma non è un buon motivo per far finta che il problema non esista.
Che non sia facile risolverlo è fuori discussione: lo testimoniano gli annunci ed i tentativi di Palazzo Vecchio che a ritroso nel tempo risalgono anche a prima dell’insediamento dell’attuale giunta. Del resto è inutile fare gli struzzi: quei pullman sono una delle componenti del turismo mordi-e-fuggi che comprende il giro a piedi del centro in una manciata di ore, shopping incluso e «programmato». Si tratta quindi di intervenire in una delle maglie della discutibile rete economica che non arricchisce tutti ma molti. Però forse, proprio la contingenza dell’impossibilità di sovrapporre due attività, una funzionale alla fruizione «fast» della città e l’altra a dotarla di una infrastruttura strategica comunque la si pensi, potrebbe dare la spinta decisiva al Comune per una scelta radicale e definitiva sulla presenza — meglio, sull’assenza — di quei pullman in aree così delicate. Non farlo, al contrario, potrebbe invece offrire motivi in più (o magari alibi) ai gestori dei servizi di trasporto pubblico, quali bus e taxi, per poter giustificare ritardi e disservizi di cui Firenze non avrebbe proprio bisogno. Soprattutto ora.
(articolo pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 17/04/2025)
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