Martedì 9 giugno 2026
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Firenze. Studenti e affitti esosi. Investire sul futuro e non sul consumismo

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·
I problemi che c'erano, se non si risolvono, restano. Lapalissiamo? Per i comuni mortali, ma non sembra così per l’amministrazione  di Palazzo Vecchio. L’elenco è lungo. Ci soffermiamo sul “caro-affitti” per gli studenti universitari, che ci è stato ricordato dall’Unione degli universitari che, insieme alla Cgil, hanno fatto il quadro della situazione: nulla è cambiato rispetto ad incontri e promesse.

Crediamo che il Comune di Firenze debba fare una profonda riflessione su cosa intende fare per economia e cultura, un binomio inscindibile nella città del Giglio. Sono tante le cose che vengono fatte, per carità, ma alcune sembra che vengano lasciate a se stesse. E’ accaduto con la vicenda degli orari di  chiusura dei musei, dove il Comune ha solo preso atto che i visitatori è bene che non vadano nei musei durante le feste, e sembra che succeda altrettanto per gli affitti degli studenti.

La domanda è semplice: visto che probabilmente siamo tutti d’accordo che la presenza studentesca a Firenze è fondamentale per cultura ed economia, è importante che gli studenti fuori sede abbiano case economiche dove poter alloggiare?  Se la risposta è positiva, c’è poco da tergiversare: questi alloggi vanno creati e, per esempio, invece di far fare centri commerciali e alberghi di lusso, sarebbero meglio case per gli studenti, singoli appartamenti o studentati che siano.

E’ probabile che si facciano più soldi col consumismo immediato, centri  commerciali e  alberghi di lusso. Ma, com’è accaduto per il cibo nel centro storico ormai untuosa mangiatoia vociante e senza servizi di supporto (bagni, centri ristoro, panchine), si vuole che Firenze divenga un dormitorio di lusso (magari con mostre di Ferrari in piazza Signoria e Ponte Vecchio) per turisti di lusso “mordi e fuggi”, oppure polo di attrazione per la cultura dell’oggi e del domani?

Se si vuole onorare la storia passata e presente nonché investire sul futuro, occorre rinunciare un po’ ai facili e semplici guadagni del consumismo e programmare introiti economici a lunga gittata e forte spessore culturale… le case per gli studenti nel nostro caso.
Se questo è chiaro, il resto sono chiacchiere politicanti.

 
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