Martedì 30 giugno 2026
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Inflazione in microscopico calo. Mercato non reattivo grazie all'invadenza dello Stato

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·
David Clarke - Unsplash
Foto: David Clarke — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

La stima Istat per l'inflazione annuale durante il mese di giugno, indica un leggero calo, arrivando al 3 da 3,2%

Una stabilizzazione dovuta essenzialmente al calo della crescita dei prodotti alimentari, trasporti, ricreativi e culturali e cura della persona. Anche il carrello della spesa continua a crescere pur se un po’ meno: da 1,9 a 1,6%. Crescita minore che compensa la continua impennata dei prezzi energetici. elettricità e gas regolamentati crescono da 5,6 a 9,3%, mentre quelli del mercato libero, sempre in crescita maggiore rispetto a quelli regolamentati, arrivano a 12,9 rispetto al precedente 12,5%. Segnale che lo Stato ha maggiori difficoltà a mantenere i prezzi bassi rispetto al mercato. Mercato, che per lo specifico, è condizionato dalla situazione geopolitica (in particolare Stretto di Hormuz) tutt’altro che in via di definizione. E, ammesso e non concesso che fra un po’ si possa avere un qualche accordo che riporti indietro la situazione, le compagnie petrolifere così come i maggiori acquirenti dei loro servizi, non sembrano intenzionate a far calare i loro prezzi ad intermediari e al dettaglio, visto che hanno tutte le intenzioni di recuperare quanto hanno perso da alcuni mesi. Lo specchio di questa situazione sono le tariffe aeree, cresciute del 54% (dati Iata) e tutt’altro che in calo in questo periodo, anche perché coi voli pieni grazie alla stagione delle vacanze, è difficile che nel mercato si faccia avanti qualcuno con costi più contenuti.

 

Insomma, i pochi decimali di calo dell’inflazione sono solo espressione matematica, che la realtà è quella di un mercato cresciuto e in costante crescita. Mercato che, quando è monopolista come quello energetico regolamentato, cresce anche di più rispetto a quello libero.

 

Sarebbe questo il momento di una maggiore liberalizzazione, ma le aziende precotte e rimpinguate di sovvenzioni pubbliche e l’angoscia di una politica che vuole controllare tutto, non sembrano aiutare in questa direzione.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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