Giovedì 25 giugno 2026
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I valori fondanti della Repubblica contro le nuove aggressioni

Articolo · Annapaola Laldi ·

Oggi, 25 giugno, si celebra alla Camera dei Deputati l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente,  “chiamata a scrivere le regole fondamentali della nuova Repubblica. È l’inizio di una stagione politica senza precedenti, destinata a cambiare per sempre il volto dello Stato”, come ben riassume su LA STAMPA di oggi Alfonso Celotto in un puntuale articolo che, dopo aver evidenziato i punti salienti del percorso dal Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 alla prima seduta dell’Assemblea Costituente del 25 giugno 1946, si conclude così: “A ottant’anni da quei giorni, l’eredità della Costituente continua a parlare alle nuove generazioni. In un’Italia uscita dalle macerie della guerra, uomini e donne di idee diverse riuscirono a costruire insieme la casa comune della democrazia. È forse questa la lezione più attuale lasciata da quella straordinaria stagione politica. Viva la Repubblica!”

 

Ebbene, questa celebrazione, oggi, non sarà formale, perché dovrà ribadire con fermezza e severità i principii democratici e antifascisti della nostra Costituzione, adesso irrisi e calpestati dalle roboanti affermazione della truppa che si è aggregata, fuoruscendo da altri partiti di destra, nel progetto del generale Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”. Un partito che, a mio modesto avviso, non sembra affatto rispondere a quanto richiesto dall’articolo 49 della Costituzione, dove si legge: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. La missione di FN sembra, infatti, piuttosto, quella di scardinare la nostra pur imperfetta democrazia per sostituirla con la cieca obbedienza al capo, cioè a lui, il generale, che chiama, non a caso, “truppa” i suoi accoliti.

 

Un esempio palese delle mire dei vannacciani si è mostrato, due giorni fa, negli otto interventi di altrettanti esponenti di FN sul Piano Casa durante la seduta notturna della Camera. Su queste mire sovversive ha attirato immediatamente l’attenzione l’onorevole Gianni Cuperlo del PD, il quale ha anche portato solidarietà alla giovane collega OUIDAD BAKIKALI , presa vigliaccamente di mira dai vannacciani perché cittadina italiana di famiglia marocchina.

 

Metto quindi in rete il video del discorso di Cuperlo della durata di sette minuti. Guardarlo e ascoltarlo con attenzione ci fornirà molti spunti di riflessione sul passato e sul presente; soprattutto sull’Italia, in cui vogliamo vivere noi e far vivere i nostri figli e nipoti.

Qui la trascrizione del discorso di Cuperlo

 

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