Domenica 14 giugno 2026
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Ucraina in Ue. Urgente

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

A pochi giorni dalla riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, che ha all'ordine del giorno il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea crediamo sia opportuno trattare l'ingresso di Kiev come una vera emergenza, superando le resistenze burocratiche che hanno già  rallentato di anni un processo politicamente ineludibile.

 

Il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso parte dell’Ucraina. Con incursioni militari che, proprio in questi giorni, registrano record. Le istituzioni Ue (e non solo) sembra se ne siano accorte solo quattro anni e quattro mesi fa, come se nel 2014, con occupazione  e annessione della Crimea e lo scoppio della guerra nel Donbass, non fosse successo nulla. Per quanto riguarda l’Italia, i governi dal 2014 in poi - Renzi, Gentiloni e Conte - non hanno colto l'importanza di quanto accadeva ai confini dell’Ue (in buona compagnia della distrazione di Bruxelles). Mentre a tutti è rimasta memoria della  grande “fratellanza” che i governi di Silvio Berlusconi mostrarono a Putin fino al 2011 quando a novembre terminò la “era” governativa del nostro magnate nazionale.

 

Solo lo scorso 12 giugno gli ambasciatori dei Paesi Ue hanno dato il via libera ai negoziati formali per l’adesione di Ucraina e Moldavia. Il motivo ufficiale  di tanta  attesa è che - dicono - ci sono regole e sensibilità nei Paesi membri che rendono difficile un percorso accelerato (qui un’intervista al ministro degli Esteri olandese), anche se il livello dei sistemi ucraini di difesa dimostrato in questi anni di guerra (avrebbero dovuto capitolare in alcuni giorni secondo la Russia e non solo…), farebbero impallidire qualunque velleità di altri Paesi Ue verso la gestione di qualcosa che assomigli ad una difesa militare Ue o - ci  si consenta l’azzardo - un esercito europeo (si consideri il recentissimo fallimento del supercaccia franco-tedesco SCAF).

 

In questo contesto - senza mettere in secondo piano le vicende energetiche che a cascata ci sono state e ci sono con la Russia - l’Ue solo ora comincia il percorso formale per l’adesione dell’Ucraina. Con l’Italia che si distingue dicendo che questo ingresso non deve andare a discapito di altrettanto ingresso dei Paesi dei Balcani (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e, pur se  per ora solo potenziale, Kosovo)... di fatto sminuendo l’urgenza dell’Ucraina in guerra con chi vuole fagocitarla. La velleità europea, e soprattutto italiana, (che si continua a chiamare burocrazia, bla bla), manca solo che frapponga anche l’ingresso di Georgia, Armenia e Turchia come prioritario o contemporaneo a quello dell’Ucraina.

 

Vai a spiegare tutta questa vicenda agli ucraini sotto le bombe e agli altri milioni esuli, nonché agli europei che, forse meglio di chi governa i propri Paesi e di chi amministra l’Ue, si chiedono perché l’Ucraina non sia già Paese membro. Perché in corso non c’è una discussione tra Putin, Ucraina e Paesi Ue, ma una guerra; dove ogni ferito o morto in più, ogni spesa militare (incluse quelle di Paesi non Ue: Usa, Uk, Norvegia, Svizzera, etc) non possono continuare ad essere considerati unici strumenti verso la pace.

 

La “ragion di Stato” (Ue in questo caso) non ha senso. Lo Stato siamo noi, inclusi quelli che vengono sacrificati con la perdita della vita e dei propri beni. 

 

Giovedì 18 e venerdì 19 si riunisce il Consiglio europeo con all’ordine del giorno l’ingresso dell’Ucraina. Innegabilmente il Consiglio (27 capi di Stato e di governo dei Paesi membri) è l’organo politico per eccellenza visto che definisce priorità e indirizzi politici generali dell'Unione europea ed esamina i problemi del processo di integrazione.

Se non è URGENZA quella dell’ingresso dell’Ucraina, e se non si è in grado di “sburocratizzare” le procedure, foss’anche per  salvare una sola vita umana, a cosa serve esserci?

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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