Mercoledì 24 giugno 2026
Menu

Arbitro Bancario finanziario. Utilità e limiti

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Bankitalia ha  pubblicato la relazione sull’attività 2025 dell’Arbitro Bancario Finanziario (Abf).

Strumento extragiudiziale di ricorso sulle contese finanziarie essenzialmente tra risparmiatori e banche, poco conosciuto quanto poco utilizzato (13.500 ricorsi: -3% rispetto al 2024). In tribunale ci sono circa 18.000 procedimenti che vengono avviati ogni anno, e circa 12mila esposti vengono presentati a Bankitalia. Il contenzioso riguarda soprattutto difficoltà nei pagamenti di prestiti e mutui, anomalie nei tassi, anatocismo e usura.

 

Ma le pronunce dell’ABF possono non essere risolutive, perché prevedono l’adesione degli intermediari alle stesse: la banca può dire che non è d’accordo con la pronuncia e al risparmiatore non resta, per provare  ad aver ragione, di procedere in giudizio. 

C’è da dire, però, che il 94% di questi intermediari ha aderito alle decisioni dell’Arbitro (escluse le questioni relative alla cessione del quinto di stipendio e pensione). Motivo che lo rende strumento veramente utile, visto anche  che le spese di procedura richieste al risparmiatore  sono 20 euro, che vengono anche rimborsate in caso di accoglimento del ricorso. Comunque è bene sapere quali sono gli istituti bancari che si distinguono per non accettare le delibere dell’Abf, tra cui, oltre a diverse banche “piccole”, troviamo anche alcuni colossi. 

 

Per comprendere meglio il fenomeno, Aduc, che ha uno specifico canale del suo web in materia,  nel suo osservatorio settimanale sui consumatori che si rivolgono ai sistemi di consulenza e assistenza in web e in presenza, riporta, per la scorsa settimana, una percentuale del 14,10 di chi ha avuto problemi con le banche e del 12,10 per chi ha avuto problemi con prodotti finanziari.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →