Riforma mercato elettrico europeo. Briciole per i consumatori e Stato sociale per le aziende
Il Parlamento europeo ha approvato la riforma del mercato dell’energia elettrica. Per diventare legge per tutti occorrerà l’ok anche da parte del Consiglio europeo. Quindi, c’è tempo.
Punto rilevante per i consumatori, oltre ad una maggiore informazione sui contratti, è la fine del diritto dei fornitori dei servizi di modifiche unilaterali dei contratti, una delle maggiori dannazioni e strumento di vessazione che contribuisce oggi ad arricchire i gestori ed impoverire gli utenti. Inoltre c’è il divieto, solo per gli utenti vulnerabili e a discrezione dei singoli Stati, di ridurre l’erogazione dei servizi anche durante una controversia.
Per chi intende fare business in materia - “contratti per differenza” -, l'Ue si conferma come la maggiore entità sociale per le aziende del Continente, al limite anti-mercato: lo Stato garantisce da costi troppo alti della materia prima, ma in compenso, quando i ribassi della stessa materia prima sono notevoli, si trattiene parte dei guadagni aggiuntivi. Con l’aggiunta, per aziende e consumatori industriali, di prezzi di Stato in caso di particolari andamenti dei mercati. Rischio d'impresa... questo sconosciuto.
Vedremo come andrà a finire prima dell’approvazione del Consiglio europeo, ché, per quanto c’è ora sulla carta, sembra che il mercato, per le aziende, diventerà una sorta di investimento sicuro a spese dei contribuenti.
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