Sabato 15 agosto 2026
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Il supermercato come modello di cultura e incontri

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Li riconosci soprattutto da abbigliamento modello "tedesco in vacanza” o, talvolta, perché sono una famigliola/gruppo, a differenza dei “residenti” sempre da soli o al massimo "genitore con figlio”. Inoltre si soffermano davanti ai prodotti molto più tempo che non l’abituale acquirente che sa già cosa prendere e corre.

 

Sono i turisti che incontri nei supermercati (non quelli mini dei centri storici). Che cercano di capire meglio i luoghi che visitano cercando di entrare  in contatto con i “residenti” e il loro mondo.

 

E’ uno dei pochi mezzi che hanno a disposizione per uscire dall’urbe disneyzzata in cui vagano, dove tutto è a prezzi tripli e stimolati da vetrine e cartellini in cui non manca mai la lingua inglese.

 

Qualche volta mi sono soffermato a conversare perché, vedendoli con il “naso all’insù” di chi sta cercando qualcosa che forse non sa neanche cosa sia, ho dispensato consigli ed indicazioni, manco fossi un addetto del supermercato.

 

Particolare attenzione di questi consumatori/turisti viene dedicata ai banchi alimentari, quelli dove si prende il numerino aspettando il proprio turno: i prodotti sono anche cucinati e a peso/unità sfusa e, a differenza di molti altri Paesi nel mondo, nel nostro non è molto diffusa l’abitudine di comprare confezioni già pronte di cibo da consumare grossomodo subito. Lì, spiegazioni e contatti coi residenti diventano maggiori, ché “vuoi mettere un italiano che non parli di cibo glorificando le proprie tradizioni”....

 

Dobbiamo quindi sperare nei supermercati perché la nostra cultura e tradizioni non siano solo una vetrina, e siano i nostri consumi e consumatori a dialogare coi turisti.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

 

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