Giovedì 11 giugno 2026
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BCE alza i tassi: mutui e prezzi al dettaglio nel mirino

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

La Banca centrale europea ha deciso: il denaro da oggi costa di più: 0,25%. Non solo per i mutui per l’acquisto della casa, ma ne risente tutto il credito al consumo, con ricadute sul prezzo finale di beni e servizi acquistati a rate. Non solo. Anche i prezzi al dettaglio ne risentiranno. E saranno quelli con maggiore crescita. Se le rate del mutuo, o del credito per la lavatrice o lo smartphone o la vacanza, avranno incrementi precisi dettati dalle regole a cui gli istituti di credito non potranno non attenersi se non incrementando “solo” le creste tipo “spese di incasso”, nel mercato al dettaglio i singoli grossisti e commercianti fanno come ritengono più opportuno per guadagnare di più.

 

Forse sarebbe meglio che quando i regolatori come la Bce prendono certe decisioni, per quanto giuste siano nello specifico del loro mandato, farebbero meglio a considerare non solo il rapporto diretto che i risparmiatori hanno con gli istituti di credito, ma anche le ricadute su mercato e mercanti, sempre in fibrillante attesa per rimpinguare introiti che, per l’appunto, non sono dettati da regole ma solo da loro desideri.

 

Comunque, non si può pretendere tutto. Ben lungi, e rifuggendo, da qualunque intento regolatorio di Stato dei prezzi al dettaglio del mercato, va considerato che - lato cittadini comuni - le nostre economie non sono “attrezzate” per il bene diffuso, ma solo ognuno per il proprio.

La domanda e il dubbio è d’obbligo. Fatte queste considerazioni, siamo sicuri che gli aumenti (comunque necessari) debbano essere sempre così esosi, per quanto possa essere considerato esoso un quarto di punto.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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