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Usa. Il mercato dell'ecstasy in mano alla mafia israeliana
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Articolo di Donatella Poretti
22 luglio 2002 18:04
 
Pari al boom della cocaina negli anni 80, la crescita del mercato dell'ecstasy preoccupa le autorita' statunitensi. La Florida e' la strada d'ingresso delle pasticche, come lo e' per la cocaina colombiana. Una pasticca in media viene rivenduta a 18 dollari, e stimando che annualmente il traffico ammonta a circa 150 milioni di pasticche, il conto e' facilmente fatto: l'affare dell'ecstasy negli Usa rappresenta un mercato di piu' di 2.700 milioni di dollari.
Le autorita' statunitensi segnalano che e' la mafia israeliana il maggior gruppo che controlla il traffico di ecstasy, anche se altre organizzazioni di trafficanti colombiani e domenicani stanno cercando di penetrare il mercato.
Un'indagine congiunta della Dea e dei Servizi Doganali realizzata nel 1999, aveva rilevato che organizzazioni criminali originarie di Israele utilizzavano giovani ebrei ortodossi per introdurre la droga nel Paese, ritenendo che i loro abiti religiosi e la loro fama di estremo rigore li rendessero meno sospetti nel momento in cui oltrepassavano la dogana.
Un esperto della polizia israeliana, Yifat Steinberg, conferma che gli israeliani sono stati i primi ad intuire il potenziale di questo mercato. "Si sono posizionati in un mercato vuoto. Sono stati i primi a capire l'enorme potenziale di guadagno sull'ecstasy", precisa Steinberg.
La Polizia ritiene che la mafia israeliana abbia anche stretto accordi con l'equivalente russa e con le vecchie famiglie italiane di New York, come i Gambino o i Gotti. Ma il mercato e' solo di distribuzione, infatti, salvo eccezion,i non esistono fabbriche di ecstasy all'interno degli Usa.
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