Giovedì 11 giugno 2026
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Uzbekistan. Riduzione del danno grazie agli aiuti della Svizzera

Articolo · Vincenzo Donvito ·
Sotto la guida di Jakob Huber, Contact Netz ha aperto due centri di assistenza sanitaria in Uzbekistan, grazie anche all'aiuto di due organizzazioni non-governative locali. Nei centri della capitale Tashkent e della citta' di Samarcanda, i tossicodipendenti hanno a disposizione siringhe pulite e preservativi.
Il gruppo svizzero, con sede a Berna, ha cosi' esteso il suo programma per l'aiuto ai tossicodipendenti e per ridurre i pericoli dell'infezione da Hiv e altre infezioni trasmittibili.
Secondo Huber questo lavoro e' fondamentale perche' la societa' uzbeka sta avendo non poche conseguenze dall'aumento dei tossicodipendenti da eroina.
Secondo l'Ufficio Onu sulle Droghe e il Crimine (Unodc) i tossicodipendenti sarebbero 2 mila, cioe' lo 0,7% dell'intera popolazione di eta' superiore a 15 anni, e dipenderebbero essenzialmente dagli oppiacei, in particolar modo eroina. La popolazione dell'Uzbekistan e' di 24 milioni.
Sempre Huber crede che la Svizzera non poteva non rispondere alla richiesta di aiuto del Governo uzbeko. Secondo lui la Svizzera, solo venti anni fa, era, in materia, nella stessa situazione dell'Uzbekistan odierno. Quando in Svizzera c'era una politica sulla droga basata sull'astinenza, si riusciva ad entrare in contatto solo con il 10% dei consumatori di droghe. In Uzbekistan, con lo stesso sistema, la percentuale va dal 5 al 10%. Per Huber c'e' il modo, anche in Uzbekistan, di entrare in contatto con l'altro 90%.
La politica svizzera si basa su quattro pilastri: prevenzione, terapia, rafforzamenti legislativi e riduzione del danno. In Uzbekistan, secondo Huger, conviene concentrarsi su quella della riduzione del danno. E questo significa anche proteggere la gente dall'Hiv e le altre infezioni trasmittibili, senza lasciarli morire per mancanza di cure.

Il progetto uzbeko per la riduzione del danno puo' anche servire come una formula per discutere e trovare una soluzione ai problemi riscontrati con i Paesi confinanti. Il Tajikistan e il Kyrgyzstan hanno manifestato interesse, ma il problema principale e' trovare i soldi per la realizzazione.
Il Governo svizzero ha finanziato il progetto uzbeko per tre anni, con un costo annuale di 125 mila Usd.

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