Martedì 13 ottobre 2026
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Weekend drogato. L’eccellenza dei fatti e dei luoghi

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Nel mondo i narcos continuano a darsi da fare. Questo fine settimana eccelle il Marocco (non solo migranti che per alcuni esaltati giustificano la sospensione di Schengen alle frontiere con la Spagna dopo i fatti di Ceuta) che, grande produttore di  hashish soprattutto nella regione montuosa del Rif, registra un sequestro di 3,5 tonnellate nel porto di Tanger Med.

 

Un disavveduto in materia, come sembrano essere tanti tra i decisori istituzionali, penserebbe che di conseguenza, visto che l'hashish marocchino va per la maggiora come qualità e quantità nello spaccio e consumo del Belpaese, i prezzi dovrebbero salire alle stelle… no, non è così, perché anche se la domanda è altissima, l’offerta è talmente alta che, pur con un sequestro di questa portata, i prezzi di vendita al dettaglio non crescono.

Intanto i nostri fornitori che partono dall’Africa anche per le pasticche - Libia nel nostro caso… che ricorda non essere  solo luogo di transito di migranti - sono state vittime di 1,3 milioni di pezzi sequestrati.

 

La nostra penisola, isole comprese, non è stata da meno nelle sue performance del fine settimana appena passato, unendo sempre l’Italia da Palermo a Varese, passando per Livorno, Torino, Roma, Napoli, Pescara, Latina, Cesena, Catania, Bergamo, Biella, Siena, Salerno, Follonica, Bari, Arezzo, Lucca, Carrara, Ferrara, Matera, Cosenza, Prato…. considerando sempre i dati che siamo riusciti a raccogliere dalla nostra indagine tra i media.

 

Mentre a Prato - carcere  Dogaia settimana scorsa -  si è consumato uno dei riti in forma estrema (acquisto di droga all’interno pagando con carta di credito), non si può dire che non ci siano state altrettante emulazioni come nelle carceri di Cosenza e Torino, dove in quest'ultimo la droga era impacchettata con telefonini e chiavette usb; o Napoli, dove il drone che portava le sostanze oltre le mura di cinta è stato intercettato, ha perso il suo prezioso bagaglio, ma è riuscito a fuggire e, ovviamente, a prepararsi per il prossimo giro.

 

Immaginiamo tutto l'ambaradan di forze dell’ordine impegnate per far rispettare la legge che, vietando consumo (pur se depenalizzato) e vendite, hanno dovuto impegnarsi in questa corsa allo spacciatore, trascurando per esempio i controlli stradali che, sempre in questo fine settimana, non sono riusciti ad impedire 43 morti (in crescita rispetto al weekend precedente).

 

Questo carosello narrativo ci ricorda non tanto che ci vorrebbero più forze dell’ordine (come lamentano tutti i politici locali e nazionali ma poi non fanno nulla, soprattutto non aumentano gli stipendi da fame che percepiscono gli addetti del settore)… ma ci ricorda che, visto che le politiche principali sono per dissuadere dal consumo chi non è interessato ad essere dissuaso e consuma costi quel che costi, … che il problema non sarebbe vietare ma regolamentare, come avviene per le droghe legali tabacco e alcol. E non si può escludere che ne trarrebbero vantaggio le carceri con meno detenuti, sistema giustizia con meno processi, ordine pubblico con meno problemi, diffusione e pratica della legalità. Ma qui gioca l’ideologia, brutta bestia per vivere in democrazia.

 

Qui i numeri, per la settimana appena passata e dall’inizio dell’anno, delle conseguenze del proibizionismo sulle droghe illegali.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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