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Aduc – Osservatorio Firenze. Andate a scuola in bicicletta. Assessore, assessore… talvolta il silenzio sarebbe meglio
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Comunicato di Vincenzo Donvito
13 settembre 2017 9:38
 
 “Accompagnate i figli a piedi o in bicicletta e’ un primo passo...”. Cosi’ l’assessore alla Mobilita’ del Comune di Firenze, Stefano Giorgetti, in previsione dell’ulteriore caos per la mobilita’ urbana in previsione della riapertura delle scuole pubbliche nei prossimi giorni. Consiglio saggio? A noi ha fatto pensare a quando Saddam Hussein, il despota che governava l’Iraq prima del suo detronamento violento, rivolgendosi ai suoi sudditi, ricordava loro come utilizzare lo spazzolino da denti. Cioe’ dare consigli, ovviamente utili, ma che diventano banali, ridicoli e dannosi se detti da una certa persona, Hussein o Giorgetti che sia.
E‘ evidente che il nostro assessore non sa di cosa stia parlando, oppure crede che la sua potenza mediatica sia tale, verso i sudditi della sua amministrazione, che dire certe cose e’ piu’ importante in se’ che non per quello che si dice.
Io accompagno mia figlia tutti i giorni in bicicletta per andare a scuola. E onde evitare il peggio, faccio un percorso doppio di quello che sarebbe piu’ semplice a rigor di logica rispettando sempre il codice della strada. Questo per evitare una serie di percorsi che metterebbero in pericolo la vita del ciclista, minorenne o adulto che sia, sia dal punto di vista della sicurezza stradale che dell’inquinamento atmosferico. Quindi, per andare a scuola, ci impiego un tempo doppio. Chissa’ se il nostro assessore fa altrettanto. Non lo so, e mi auguro di si’, cosi’ forse capira’ meglio cosa gli sto ricordando. Ma un fatto innegabile rimane: prima di dare consigli, forse sarebbe meglio sapere di cosa si parla. Cioe’ delle piste e percorsi ciclabili praticamente inesistenti e, quando ci sono, costantemente violati dalla incivilta’ degli automobilisti (dovuta non solo a fattori specifici individuali, ma essenzialmente a mancanza di informazione, cultura e controllo/repressione).
Il problema e’ gigantesco in questa citta’ (in buona compagnia di tante altre realta’ urbane nazionali), ma a Firenze e’ ancor piu’ accentuato: gli investimenti in materia sono ridicoli e comunque localizzati in modo da considerare la bicicletta come mezzo di svago e non di mobilita’; tutta l’organizzazione della mobilita’ e’ fatta ad uso e consumo di quella automobilistica (avete mai visto, per esempio, quando ci sono lavori o spostamenti di percorsi, qualche indicazione per i ciclisti? In genere, nelle rare piste ciclabili, c’e’ solo un cartello che dice “pista ciclabile chiusa”, senza indicazioni di percorsi alternativi… e quindi il ciclista o si avventura nel traffico spesso anche in contromano, o condivide illecitamente gli spazi dedicati ai pedoni).
Signor assessore, se vuole, venerdi’ mattina, verso le 7,40, ci diamo appuntamento sotto casa mia, nella zona Statuto e, porti la sua bicicletta o prenda una di quelle cinesi del Comune, e venga a scuola con me e mia figlia, cosi’ forse capira’ di cosa ha straparlato.
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