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Aduc-Osservatorio Firenze. L’ex-sanatorio Banti. Un’altra vergogna… da bollettino di guerra
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Comunicato di Vincenzo Donvito
16 settembre 2019 15:11
 
  “Viene accolta con vivo compiacimento la notizia del coinvolgimento delle forze dell'ordine nel controllo del Presidio Banti per affrontare ciò che ha assunto le caratteristiche di un problema di ordine pubblico. Si conferma che il servizio di vigilanza , affidato ad un’azienda del settore, prevede la presenza, in orario notturno, dell’unità cinofila.” (1). …
Il Banti è quell’edificio spettrale che, percorrendo la via Fiorentina, dopo Montorsoli si gira a sinistra per andare verso Monte Morello. Sono quasi 30 anni che è in quelle condizioni che necessitano dell’intervento di cui sopra. Ormai un monumento che, pur se non coinvolto nell’overdose di turismo che caratterizza la nostra città, andrebbe messo in una una guida di Firenze (insieme al sant’Orsola in centro e tanti altri), per far meglio conoscere la città. Tra presunto amianto presente nella struttura, qualcuno dei saltuari e precari occupanti che ogni tanto ci muore per misteriosi motivi, ha tutte le caratteristiche di “casa degli spettri”.
Ok, sappiamo che tanto si è scritto e tanto si è detto e che le vendite all’asta (con prevalente vincolo sanitario) sono sempre andate deserte, e che – immaginiamo- la proprietà Asl non sa che fare… ma prendiamo atto che oggi, A.D 2019, i fatti che fanno notizia di questa struttura sono, “con vivo compiacimento”, che le forse dell’ordine sono lì fisse.
Un grande passo avanti, complimenti. In attesa del prossimo cadavere e dei prossimi presunti pericoli per la salute pubblica che verranno rilevati.
Ma qualcuno si vergogna? Sembra di no. Siamo la città in cui ci si compiace dei presidi di polizia. Forse ci siamo sbagliati a nascere in quest’epoca e a vivere in questa città. O forse abbiamo studiato male i manuali di amministrazione e del vivere con benessere e felicità. Ma non ci sbagliamo nel dire che questo compiacimento si addice più ad un bollettino di guerra che di vita.

1 - notiziario Met di oggi

Integrazioni sulla vicenda
Qui una specifica pagina Facebook per il recupero del sanatorio 

A seguire una nota dell'associazione Idra sulle possibili soluzioni
L’associazione fiorentina Idra resta infine in attesa di un cenno di riscontro dall’assessore regionale al Diritto alla Salute Stefania Saccardi, alla quale è stato richiesto un incontro dopo la lettura della risposta – l’11 settembre scorso - all’interrogazione di un consigliere sul Banti. “Quei particolari riferimenti – ha scritto Idra all’assessore - all’ultima emergenza legata alla diffusione nell’ambiente anche dei due parchi limitrofi (quello del Banti stesso e quello della Garena) dei residui di amianto che si distaccano regolarmente (anche solo per effetto dell’azione dell’acqua e del vento) dalla copertura vetusta e malridotta del sanatorio, e alle condizioni di accessibilità dall’esterno al complesso, ci spingono a considerareparticolarmente urgente l’opportunità di un incontro con lei. Non più tardi di qualche giorno fa, nel corso di un sopralluogo fotografico e video con interviste a testimoni della storia del manufatto, abbiamo dovuto costatare la totale assenza di controlli all’ingresso, e la persistente presenza sia dell’inquinante amianto sia di varchi, in ogni dove, che permettono comunque di accedere al sito a tutte le ore del giorno e della notte”.
Nel segnalare alla Regione l’interesse – come risulta da colloqui intercorsi - della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio alla formulazione di proposte congrue e adeguate rispetto al processo di riuso e valorizzazione dell’immobile, Idra chiede che una sua delegazione possa essere ricevuta allo scopo di presentare e discutere “anche al di là della contingenza attuale, i contenuti, le proposte e gli esiti delle numerosissime iniziative di cittadinanza attiva promosse sul territorio intorno al Banti”.

Qui un reportage recente dell'associazione Idra

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