testata ADUC
Aduc – Osservatorio Firenze. Riapertura ztl: le iniziative inutili prese col l’algoritmo
Scarica e stampa il PDF
Comunicato di Vincenzo Donvito
7 agosto 2020 10:10
 
  Sembra che dal 24 agosto la ztl del centro di Firenze avrà due varchi, lungarno Vespucci e via della Scala, per accedervi dalle 16 invece che dalle 20, consentendo la sosta in piazza Ognissanti e piazza Strozzi. Dopo mesi di dibattito a distanza e nelle stanze dell’amministrazione, questo è il parto di Palazzo Vecchio.

“Un colpo alla botte e uno al cerchio” è, secondo l’amministrazione (assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti) il punto di equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e dei residenti.

Ovviamente soddisfatte le associazioni di commercianti, contrari i residenti.

E ci vuole un’amministrazione per decidere che di fronte a esigenze contrapposte basti dare un contentino ad una parte, scontentando un pochino l’altra? Non bastava un algoritmo? A costi decisamente più contenuti.

Secondo i commercianti e Palazzo Vecchio questi due nuovi parcheggi serviranno a far affluire in centro gli acquirenti per le merci dei negozi: 60 posti in piazza Ognissanti e 30 in piazza Strozzi. Novanta automobili per novanta acquirenti. Alla faccia di quanto speso per le varie tramvie, vediamo le file di auto per l’ingresso in ZTL e quelli che, trovando i parcheggi pieni, girano intorno agli stessi in attesa che si liberi un posto; magari col marito che continua a girare e la moglie che è già scesa e si è buttata nello shopping. Mariti e mogli fenotipo: di quelli che alle 16 (orario di apertura dei varchi ZTL) hanno già smesso di lavorare; i lavoratori non dipendenti pubblici o liberi professionisti, esclusi. Quindi novanta famiglie di dipendenti pubblici (senza doppio lavoro), o mogli auto-munite che passano le giornate a rendersi belle chè al resto ci pensa il marito professionista. Tutta gente che ha i soldi per comprare in centro un capo d’abbigliamento che costa il doppio rispetto ai centri commerciali periferici.
Immaginiamo sia questo lo scenario che l’algoritmo di Palazzo Vecchio ha valutato per fisicamente far firmare la disposizione al Sindaco.

“Una scelta servile (ndr: verso i commercianti). Sarà il caos vero. Il ritorno di una camera a gas”, ha detto Graziano Cioni (che nel 1988, da assessore fiorentino, istituì la prima ZTL in Italia) ad un quotidiano locale.

Dal punto di vista politico non abbiamo altro da aggiungere e ringraziare Cioni per la sintesi.

Dal punto di vista pratico, la descrizione che abbiamo appena fatto crediamo sia la fotografia di cosa accadrà e della utilità insistente del provvedimento.

Il problema principale in questo momento (ZTL inclusa) è la mancanza dei turisti. Negli scorsi giorni, dopo un “buco” di mesi, Firenze si è ben “difesa” con presenze “mordi e fuggi”, ma alcuni italiani e scarsi temerari non-italiani sono quasi zero rispetto a come si è modellata l’offerta economica nel centro storico in questi ultimi decenni. Per far tornare i turisti, nonostante tutte le lodevoli iniziative, e i Novanta posti macchina, partite da Palazzo Vecchio, sembra che sia ancora troppo presto per raccoglierne qualche frutto. Non si può che vivacchiare cercando di farsi meno male con una pandemia ancora in atto, dove le resse diurne (via de’ Neri) e notturne (movida) dovrebbero essere messe sotto ferreo controllo e scoraggiate. E, con professionalità, valutare e cominciare a mettere in opera una vivibilità del centro città non solo legata ad una mono-economia, l’overtourism (che presenta problemi non solo rispetto a ciò di cui stiamo parlando).

Il resto, inclusa la decisione da algoritmo, è INUTILE. Forse a qualcuno può dare l’idea che l’apertura della ZTL faccia entrare cento euro in più in qualche negozio… ma pur con tutto il rispetto dovuto ai cento euro, crediamo che un importo del genere oltre che inutile sia anche ridicolo, visto che una qualunque attività economica in centro ha a che fare con problemi che sono di decine di migliaia di euro (per restare nella fascia bassa…). E quindi occorre un ripensamento del tutto.
Nel frattempo, rincorrere un mondo e una Firenze che non c’è più, è solo illudere se stessi e quei bischeri che ci credono.
 
CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA
Pubblicato in:
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori