Giovedì 11 giugno 2026
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BASTA CON LE TORTURE ECONOMICHE DELL’EUROSTAR

Comunicato ·


L’ADUC SCRIVE ALL’AD DELLE FS: COMINCIAMO CON ABOLIRE L’OBBLIGO DI PRENOTAZIONE

Firenze, 9 Settembre 2002. Segue il testo del messaggio che il presidente dell’Aduc, Vincenzo Donvito, ha inviato all’amministratore delegato dell’azienda Fs, Giancarlo Cimoli.
Nei periodi di punta, come sicuramente questo lo e’, si vede se un sistema e un’organizzazione funziona. Stiamo parlando di quelle ferrovie che per molti sono una tortura piu’ o meno quotidiana. E da alcuni anni in qua, oltre alla tortura per ritardi, pulizia, scomodita’, orari, se ne e’ aggiunta un’altra, quella economica legata all’uso dei treni Eurostar.
Se fossero dei treni speciali a cui il passeggero potrebbe ovviare, non ce ne occuperemmo piu’ di tanto. Ma su alcune direttive sono diventati quasi gli unici, e dopo questi primi anni di servizio, il bilancio che se puo’ trarre e’ decisamente negativo. Sicuramente e’ positivo per l’azienda Fs perche’ ha guadagnato piu’ soldi, ma siccome stiamo parlando di un’azienda che lavora in regime di monopolio, la soddisfazione da parte dell’utenza non puo’ essere un fatto marginale da relegare all’ultimo punto dell’ordine del giorno di questo o di quell’altro consiglio di amministrazione, ma e’ una questione che riguarda la mobilita’ e il suo diritto. Cioe’ investe una sfera piu’ di indirizzo economico, quindi di economia politica, che di scelte aziendali intrinseche. Quindi deve essere considerata anche in termini di diritto dei passeggeri.
Questo bilancio negativo, parte dal fatto che su alcune tratte ferroviarie (per esempio la Firenze/Bologna) se non si prende l’Eurostar, la propria mobilita’ e’ fortemente penalizzata dai rari altri treni a disposizione. Non solo, ma anche prendere un Eurostar e’ una beffa tipica del Belpaese. E’ noto che su questi treni non si puo’ salire senza prenotazione, ma se si va in stazione a fare un biglietto sono rare le volte in cui si trova posto, per cui comunque si sale su questo treno (talvolta –raro- anche scarsamente pieno, nonostante risulti completamente prenotato), e si e’ costretti a pagare l’esazione suppletiva di 8 euro, pur viaggiando come sardine, in piedi e ammassati nei corridoi e nelle piattaforme. Il senso di beffa e’ il sentimento piu’ diffuso in questi momenti, che sono sempre piu’ frequenti, diventando la norma nei periodi di punta.
Ora i casi sono due.
Nel primo le ferrovie dovrebbero fare rispettare il regolamento e consentire l’accesso su questi treni solo a chi ha una prenotazione. Ma non lo fanno, altrimenti spesso le carrozze viaggerebbero semivuote: si potrebbe rivedere il sistema di prenotazione che le ferrovie hanno, per cui i gruppi di posti che ogni stazione gestisce potrebbero essere distribuiti in maniera diversa, ma non cambierebbe il problema. Perche’ l’azienda Fs ha interesse, a fronte di un’alta domanda di trasporto da un luogo ad un altro, comunque di avere i vagoni pieni, e quand’anche il nuovo sistema di prenotazione funzionasse meglio, ci sarebbero dei vuoti che potrebbero essere colmati solo con "l’assalto al vagone" vigente oggi; non solo ma quali treni prenderebbero tutti quelli a cui fosse negato l’accesso all’Eurostar? E come ne risentirebbe il trasporto su gomma, visto che gli abbandoni di quello su rotaia sarebbero maggiori?
Nel secondo caso si potrebbe prendere atto che tutto il sistema di gestione dell’Eurostar non ha funzionato, e quindi dovrebbe essere rivisto, a partire dall’abolizione dell’obbligo di prenotazione, specialmente in percorsi da pendolari (vale sempre l’esempio di Firenze/Bologna). Quest’ultima soluzione, quantomeno eviterebbe di far pagare gli odiosi 8 euro per un posto a sedere che non esiste, e che invece sono una vera e propria gabella furbetta per incassare piu’ soldi non dando un servizio.
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