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Bollette acqua a Firenze. Publiacqua come gli usurai? La minaccia di 'tagliare' l'acqua arriva in pieno agosto
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Comunicato 
21 agosto 2009 0:00
 
Pur avendo pagato regolarmente i consumi, diversi cittadini fiorentini rischiano di rimanere senza acqua. Il servizio recupero crediti di Publiacqua, il principale gestore idrico toscano, ha intimato il pagamento agli utenti, in una lettera protocollata il 27 luglio 2009. La minaccia perentoria e': "… l'azienda procedera' inoltre alla sospensione della fornitura per morosita' che potra' avvenire a partire da 30 giorni dal ricevimento della presente senza ulteriore avviso …" (Testo integrale).
 
I fatti. A Firenze operano le cosiddette societa' letturiste, aziende che per conto dei vari condomini si occupano della lettura dei contatori e della ripartizione tra i vari appartamenti della bolletta dell'acqua. In citta' e provincia ne operano diverse (una quindicina, secondo stime). Queste societa' raccolgono i soldi dagli utenti e poi pagano le bollette al gestore, Publiacqua appunto (societa' mista: tra i soci lo stesso Comune di Firenze).
 
Una delle aziende letturiste, la ASCo Srl di Signa (Fi), ha cessato l'attivita' (la conferma la si ha dal risponditore automatico del telefono aziendale). Probabilmente e' fallita, lasciando in panne diversi condomini e probabilmente "scordandosi" di pagare le ultime bollette, per le quali aveva gia' incassato i soldi dagli utenti. I quali ricevono l'intimazione a pagare da Publiacqua.
Lo stato di insolvenza della ASCo. e' noto a Publiacqua, ed e' indecente che la societa' che annovera tra i suoi soci 49 Comuni toscani si comporti in modo cosi' disinvolto. Perche' dare, in prossimita' del mese di agosto (quando molti sono in ferie), l'ultimatum: "paga entro 30 giorno o posso tagliarti l'acqua" e' degno del peggior usuraio che approfitta delle difficolta' della controparte debole. Cosa fara' l'utente che rientrato dalle vacanze il 30 agosto leggera' la lettera? Paga per non rischiare di restare senz'acqua, l'ultimatum e' scaduto. E forse non e' solo furba cialtroneria quella di Publiacqua, ma una mossa basata su freddo calcolo: sapendo delle difficolta' dell'A.S.Co e soprattutto dei soldi che la societa' non ha versato, preferisce immediatamente incassare, piuttosto che rimanere incagliata in un contenzioso che potrebbe aprirsi. E questo e', appunto, un approccio da usurai.
 
Attendiamo che l'Ato 3 Toscana, l'Autorita' di controllo del settore, che gia' conosce il problema, fermi Publiacqua. Gli utenti prima di pagare due volte hanno il diritto di sapere come stanno le cose. Al momento anche chi non e' in ferie non puo' verificare se quanto chiede Publiacqua sia legittimo.
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