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BOTULISMO: L'ADUC DENUNCIA LA
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Comunicato 
11 settembre 1996 0:00
 
MINISTRA DELLA SANITA'. ANCHE ROMA PRIVA DEL SIERO Roma, 11 settembre 1996. Il reato va dalla semplice omissione in atti d'ufficio al concorso in omicidio colposo. E' questa la sintesi dell'esposto-denuncia contro la ministra della Sanita', Rosy Bindi, che l'Aduc ha inviato alla Procura della Repubblica di Napoli. Inoltre la stessa ministra dovrebbe risarcire il danno prodotto, e cio' in attuazione del DPR 224/1988, in attuazione della direttiva comunitaria 85/374, in materia di responsabilita' da prodotti difettosi.
Stando alle nostre informazioni -dichiara Primo Mastrantoni, segretario nazionale dell'Aduc- una partita di flaconi con siero antibotulinico e' giunto da poco al ministero della Sanita', questo lascia presupporre che il ministero non ne aveva o ne aveva in quantita' limitate. Sarebbe comunque un atto di normale amministrazione trasferire tale prodotto ai vari centri antiveleni, circa 20, sparsi in tutta Italia. Sempre secondo nostra indagine, ne' il Policlinico Umberto I ne' il Policlinico Gemelli, hanno in dotazione il siero antibotulinico.
Quanto all'origine dei fatti riteniamo che il clostridio botulinico, della stessa famiglia del tetano, possa essersi annidato, sotto forma di spora e quindi resistente, nel prodotto di origine, cioe' nel latte, e poi in particolari condizioni si sia sviluppato nella sua forma vitale. Occorre capire da dove sia venuta la partita di latte contaminato.
Resta il fatto -conclude Mastrantoni- che l'assistenza ospedaliera non sia stata efficace, considerato che spesso basta una terapia intensiva per far superare al degente lo stato di crisi e che il siero costituisce un adiuvante nella terapia antibotulinica.


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