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Coronavirus e orari negozi. I sindacati dichiarano sciopero perché li vogliono limitare… Facciamoci male?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
27 marzo 2020 17:13
 
  I sindacati confederali del commercio hanno dichiarato sciopero per domenica 29 marzo in Toscana. Il loro intento è quello di tutelare i lavoratori del settore. Si tratta di uno sciopero che in genere fanno ogni festa comandata di un certo rilievo (tipo Pasqua, Natale, etc) perché sono convinti in questo modo di facilitare l’economia in particolare e in generale. Puntualmente le adesioni al loro sciopero sono limitate, oppure totali perché, magari, proclamando sciopero il giorno di Capodanno, è scontato che quasi tutti i negozi sono chiusi. Comunque un loro diritto che esercitano in questo modo.

Ora la situazione è un po’ diversa. Da più parti, incluso il capo della Protezione civile, sistimola una maggiore apertura dei negozi, sì da evitare file lunghe e assembramenti che - si sa - non sono consigliati per far fronte all’epidemia. Noi abbiamo chiesto apertura di 24 ore ma, a parte quegli esercizi commerciali che hanno già questi orari, siamo stati ignorati. Anzi. Alcune catene di supermercati hanno ritenuto opportuno restringere gli orari.
Comunque, al momento non c’è la legge di guerra e il coprifuoco, per cui, nell’ambito delle autorizzazioni che consentono a certe categorie commerciali di essere aperte, ognuno si comporta come ritiene opportuno, anche perché (per fortuna) le leggi restrittive sugli orari proposte a suo tempo da parte di forze politiche oggi al governo, sono ancora nei cassetti del Parlamento.

Bene, in questo contesto i sindacati confederali proclamano lo sciopero. Siamo basiti di tanta irresponsabilità, visto che oggi più che mai ognuno è chiamato ad essere responsabile come non mai. Ovviamente questo sciopero, per l’occasione, non è tanto marcato sulla loro continua tentazione di restringere gli orari di apertura dei negozi, ma centrato sulla sicurezza dei lavoratori. Sicurezza che, a noi che facciamo le file per fare la spesa e non solo, risulta che sia garantita da norme ben precise e che ci sembra mediamente non siano violate. Sicurezza che invece, qualora i lavoratori dovessero far fede alla richiesta di sciopero di questi sindacati, sarebbe compromessa per coloro che vanno a fare la spesa, dovendosi concentrare di più nei giorni di apertura.

Non sappiamo cosa passi nella testa di questi dirigenti sindacali. Quale concezione abbiano della sicurezza sanitaria, del commercio e dell’economia. Ma sappiamo che questa loro decisione è dannosa e pericolosa per tutti.
Ci auguriamo un clamoroso flop del loro appello.
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