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Cura epatite C. Perche' non siamo tutti indiani?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
15 gennaio 2015 14:23
 
 Il farmaco della Gilead per curare l'epatite C (efficacia al 97%), non potra' essere brevettato in India. Le autorita' hanno negato le autorizzazioni e la causa farmaceutica ha firmato diversi accordi volontari di licenza con produttori di farmaci generici in quel Paese, incluse le restrizioni dei Paesi che potranno avere accesso a questa versione generica, che costera' 1 Usd a compressa rispetto ai 1.000 Usd del prodotto venduto sotto l'egida del brevetto.
In Italia ogni compressa costa circa 600,00 euro e per un ciclo completo di terapia si va intorno ai 60.000,00 euro, per cui il nostro Servizio Sanitario, dopo un accordo con la Gilead, ne ha previsto l'uso per un numero limitato di malati (1,5 milioni sono i portatori di questo virus), che pare sia di 30.000.
A fronte del rifiuto delle autorita' dell'India e della disponibilita'/flessibilita' della casa farmaceutica a modulare il prezzo anche al di fuori della brevettabilita', ci domandiamo perche' non possiamo essere tutti indiani.
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