DICO. APPELLO AI POLITICI CATTOLICI PER L'OBIEZIONE DI COSCIENZA A FAVORE DEI DIRITTI DEGLI ITALIANI CHE RAPPRESENTANO
Firenze, 28 marzo 2007. L'odierna filippica pastorale della Conferenza episcopale italiana (Cei) sui Dico ha il pregio di parlare chiaro: quei parlamentari che voteranno a favore di questo disegno di legge non potranno piu' chiamarsi cristiani. Sicuramente manca il prezioso contributo di mons. Trujillo, che avrebbe aggiunto al severo richiamo anche la minaccia di scomunica. La coerenza lo vorrebbe. Comunque, consideriamo i Dico un piccolo primo passo in avanti, nonostante la loro evidente mediocrita'. Per questo -facendo nostro il linguaggio della Pontificia accademia per la vita- cogliamo l'occasione per invitare tutti i politici cattolici al "doveroso esercizio" di una "coraggiosa obiezione di coscienza", venendo meno per una volta alla loro fedelta' alla Chiesa cattolica romana in nome dei diritti umani e civili di coloro che rappresentano, i cittadini italiani.
Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
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