I FANS E LA PUBBLICITA'. SMETTIAMOLA DI FARCI MALE E SEGUIAMO CON SCRUPOLO LE PRESCRIZIONI MEDICHE
Firenze, 7 aprile 2005. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Am J Kidney Dis 2005", ha puntato il dito sull'abuso indiscriminato dei Fans, i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, da parte della popolazione.
Coloro che abitano nei Paesi cosiddetti occidentalizzati, negli ultimi decenni hanno tri-centuplicato l'utilizzo farmacologico chimico, a discapito della propria salute.
Solo 45 anni fa, nel 1960, il consumo di Fans, e di farmaci in generale, era 300 volte piu' basso di oggi. I farmaci attualmente piu' gettonati sono quelli che possono essere acquistati agevolmente in farmacia senza la prescrizione medica. Tra di essi, fino a brevissimo tempo fa, anche antibiotici e Fans. Questi ultimi, hanno avuto una peculiare metamorfosi: nati con molecole dannosissime, successivamente sono stati migliorati nella struttura chimica, nel tentativo di non danneggiare i parenchimi nobili, rene e fegato.
Malgrado i cenni in letteratura medica, per tanti decenni questi farmaci hanno visto una crescita esponenziale, e riteniamo che molti pazienti finiti in unita' di dialisi, avrebbero potuto risparmiarsi il calvario se solo fossero stati curati piu' eticamente.
Non comprendiamo, come si debba tutelare il cittadino dal fumo passivo, bloccando la pubblicita' delle sigarette, e poi permettere che il "Diclofenac", nota molecola chimica (Fans) di diverse specialita' farmaceutiche, possa essere pubblicizzata in tv, come avviene.
Nessun farmaco, dovrebbe essere pubblicizzato, con qualsiasi mezzo e attraverso qualsiasi strumento mediatico. Il fatto che questo avviene, nella fattispecie con alcune specialita' quali i Fans, la dice lunga su come la salute pubblica sia un business, e non un bene da salvaguardare.
Un farmaco e' sempre pericoloso, e non dovrebbe trovare spazio nella pubblicita' televisiva, e soprattutto non dovrebbe essere venduto mai senza quella prescrizione medica che racchiude, nel senso giuridico, l'atto medico e quindi la responsabilita' giuridica, etica di coloro i quali hanno espresso il giuramento di Ippocrate.
Giuseppe Parisi, medico, consulente Aduc
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