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Governo. Acciaierie di Taranto: 3.500 operai in cassa integrazione
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Comunicato di Primo Mastrantoni
12 dicembre 2019 10:40
 
   "Il sonno della ragione genera mostri". Così, il pittore spagnolo Francisco Goya (1746-1828) rappresentava gli effetti di chi abbandona la ragione.

Il problema è che questi effetti, producono drammi.

Così, la vicenda della acciaierie di Taranto, ha un epilogo drammatico per 3.500 operai e, si riversa negativamente per l'economia del Sud Italia.

Una classe politica (M5S, PD, Italia Viva, Leu e Lega) che, negli spasmi di una irresponsabile attività legislativa, hanno posto le condizioni per l'abbandono della maggiore società nel settore metallurgico, la ArceloreMittal, che, dopo aver vinto una gara europea, avrebbe garantito 5 anni di interventi di ristrutturazione e tutela ambientale e 4,2 miliardi di investimento, con un contratto vincolante. 

Che cosa pensare della giustizia che, prima concede (la Procura) e poi nega (il Tribunale) la prosecuzione dell'attività degli impianti, con la chiusura di un altoforno? Che l'interpretazione delle norme è ribaltabile, ognuna con le proprie ragioni certo, ma confermando alle imprese che prima si abbandona l'Italia meglio è? Chi investirà più in italia?

E c'è ancora qualcuno che, con il senno fuggito, non sulla Luna ma su Urano, crede alla bufala di un piano, preordinato dalla Arcelor Mittal, di abbandonare le acciaierie tarantine, per favorire la produzione dell'acciaio in altri Paesi.
Evidentemente non sanno che cosa significhi un contratto vincolante e quali siano le penali multimiliardarie per la violazione delle norme contrattuali. 
Ma, tant'è, è rassicurante, per costoro, credere che la colpa sia sempre degli altri e che è stato ordito un complotto ai danni dell'Italia e degli italiani.
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