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Governo e Regioni. Vaccini ipotetici e quelli reali di Moderna e Curevac
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Comunicato di Primo Mastrantoni
30 marzo 2021 13:48
 
Vaccini ipotetici. Potremmo così definirli, vista la richiesta di molti politici nostrani per vaccini che esistono, ma non possono essere utilizzati.

Hanno iniziato Matteo Salvini, Nicola Zingaretti e Giorgia Meloni ad auspicare l'utilizzo del vaccino russo Sputnik che esiste nella loro immaginazione, così come quelli cinesi.

Per informazione al popolo, i russi di Sputnik, non hanno ancora presentato domanda formale all'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, e tanto meno all'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, per validare il loro vaccino. Passeranno, perciò, mesi prima di veder arrivare lo Sputnik.

Dunque, di cosa blaterano costoro? Vogliono somministrare al popolo un farmaco (vaccino) russo non certificato che, tra l'altro è stato iniettato a solo il 4% dei russi?

 Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dichiara di aver sottoscritto un contratto con Sputnik, attivabile dopo l'approvazione dell'Ema.
Già, ma oggi il contratto vale quel che vale, praticamente niente.

Infine, abbiamo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che in conferenze stampa vanta incontri con intermediari per la fornitura di ben 27 milioni di dosi di Pfizer. Dimentica che Pfizer fornisce solo i governi nazionali e Zaia non è governo nazionale. Inoltre, si lamenta perché il collega presidente De Luca ha firmato un contratto (immaginario) per lo Sputnik. Dimentica, sempre Zaia, che Pfizer è certificato ma non lo può acquistare e lo Sputnik non è ora acquistabile.

Tutti scordano che l'americana Moderna ha rinunciato a far valere i diritti del brevetto durante la pandemia, consentendo alle aziende di accedere alle tecnologie per la produzione del vaccino e Curevac è un vaccino tedesco in fase di approvazione.

Rivolgere l'attenzione a questi due vaccini è troppo difficile per i nostri governanti?
 
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