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UNA LEGGE NAZIONALE E UNA REGIONALE PER ARRESTARE GLI ACCATTONI? BASTANO E AVANZANO LE LEGGI CHE GIA' CI SONO, SENZA AGGIUNGERE IL DIVIETO DI CHIEDERE SOLDI ALLE PERSONE
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Comunicato 
6 agosto 2004 0:00
 

Firenze, 6 Agosto 2004. La Lega Nord alla Regione Lombardia ha proposto una legge per rendere un reato l'accattonaggio in luogo pubblico o aperto al pubblico. Mentre il sen.Paolo Danieli (An) aveva gia' depositato un progetto di legge simile, che lo scorso aprile e' stato assegnato alla commissione Giustizia. Il progetto del senatore Danieli propone l'arresto fino a tre mesi, che diventerebbero sei quando si simulano mezzi fraudolenti per stimolare l'altrui pieta'. Ovviamente le motivazioni sono legate a questioni di ordine pubblico e di decoro, dando migliori strumenti alle forze dell'ordine per frenare un fenomeno che viene presentato come in crescita.
Al di la' delle motivazioni che spingono a fare simili proposte, forse (e' sempre bene presupporre la "leggerezza" di analisi/effetto di certe proposte e dei suoi proponenti) non si sono considerati due aspetti:
- viene praticamente vietato chiedere soldi in luogo pubblico;
- le leggi gia' esistenti a difesa proprio del decoro e dell'ordine pubblico.

E' evidente che il primo aspetto e' marginale sia per la Lega Nord che per il senatore di An, in quanto le loro strutture di partito non vivono coi i soldi dei cittadini elargiti volontariamente, chiedendoli magari per strada come fanno tante associazioni e gruppi, ma grazie a quel finanziamento pubblico dei partiti piu' volte bocciato dagli italiani nelle varie occasioni referendarie, ma sempre fatto rientrare sotto altre forme, con il consenso unanime di tutti i partiti, con piccolissime eccezioni (radicali e singoli deputati).
Sul secondo aspetto (le leggi gia' esistenti) e' notorio a tutti che qualunque vigile urbano di qualunque paese o citta' d'Italia ha gia' a disposizione un numero spropositato di norme a cui far riferimento per allontanare chi fa accattonaggio recando disturbo. Il problema, come sempre in Italia, non e' nella mancanza di leggi e norme, ma nella volonta' e nella capacita' di applicare le stesse. Ma l'italica maniera di fare amministrazione e' invece riempirsi di leggi e leggine, si' da prendersi qualche medaglietta, e lasciare tutto come prima. Nella fattispecie, non sarebbe bastata un'interrogazione parlamentare per chiedere al ministero degli Interni di sollecitare una maggiore attenzione dei preposti all'ordine pubblico?
Ci auguriamo che in Lombardia come al Senato, non si sprechino i soldi dei contribuenti stando dietro a simili progetti.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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