OBIEZIONE DEI MEDICI ALL'ABORTO: VITTIME O CARNEFICI?
IL DOPPIOGIOCO DELLO STATO DEL VATICANO: INVOCA LA LIBERTA' DI COSCIENZA SOLO QUANDO NON RIESCE AD IMPORRE LA SUA VOLONTA', COSI' COME FA ALL'ONU.
LA PETIZIONE ALL'ONU PER CAMBIARE LO STATUS DELLA CHIESA ROMANA
Firenze, 19 Giugno 2001. I ginecologici cattolici, incoraggiati dal Papa del Vaticano, hanno chiesto che sia rispettato il loro diritto all'obiezione di coscienza quando si rifiutano di praticare aborti, e che per questo non siano discriminati nella loro professione.
C'e' qualcuno che si sentirebbe di dar loro torto? -si domanda il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito: anzi crediamo che qualunque ginecologo che pratica gli interventi di interruzione di gravidanza, come qualunque essere umano che non e' ostile al ricorso a questa pratica sarebbe in prima fila nel difendere questo diritto.
Ma cio' che sulla vicenda fa lo Stato del Vaticano (proprio lo Stato in quanto tale) e' cosa ben diversa dalla tutela del diritto di chi la pensa in modo diverso da lui: la liberta' di coscienza e il diritto a questa liberta', viene invocata solo nelle situazioni in cui non riesce ad imporre la propria volonta'. E' una tipica messa in opera di doppiogioco, tutto a suo vantaggio.
E' quello che succede all'Onu, dove la Chiesa Cattolica Romana ha deciso di chiamarsi Stato, e in virtu' di questo non risponde al suo essere Chiesa, usandola per imporre le sue politiche demografiche cosi' come ricordatoci dal Papa in questi giorni per difendere la liberta' dei ginecologici obiettori: "medicine contraccettive e abortive, nuove minacce alla vita ….".
Ogni anno 600 mila donne muoiono durante la gravidanza o per problemi connessi al parto, e il Vaticano, come Stato riconosciuto all'Onu (nella sua veste di non-membro, Osservatore Permanente), ha voce in capitolo nelle decisioni che limitano le pianificazioni familiari e il ricorso all'aborto, anche in Paesi dove lo stesso e' legale e c'e' un'emergenza contraccezione -anche per le donne che sono state rapite durante azioni di guerra.
Ogni anno 5,8 milioni di persone diventano sieropositive all'Hiv e 2,5 milioni muoiono per Aids, e la Chiesa Romana cerca sempre di bloccare le decisioni politiche internazionali per cui l'educazione all'uso del preservativo e' uno dei maggiori strumenti prevenzione contro Hiv/Aids.
Una Chiesa che si appella alla liberta' di coscienza quando sente che e' minacciata la sua liberta' di scelta e di espressione, ma che, quando dismette l'abito di Chiesa e indossa quello di Stato, impone i suoi veti senza spazio per le coscienze diverse, lascia quantomeno perplessi sulla portata di certi appelli come quello al congresso dei medici cattolici.
Proprio su questo, con gli amici americani di "Catholics for a free Choice" stiamo conducendo una campagna, con una petizione rivolta al segretario generale dell'Onu, perche' il Governo della Chiesa Cattolica Romana partecipi alle Nazioni Unite cosi' come fanno tutte le altre religioni del mondo, come organizzazione non-governativa.
Sul nostro portale Internet si puo' firmare la petizione
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