Sabato 6 giugno 2026
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO. AMPLIARNE L'ACCESSO. IL MINISTRO TURCO NON SEGUA LE ORME DEI SUOI PREDECESSORI COME STA FACENDO CON LA PILLOLA ABORTIVA RU486

Comunicato ·

Firenze, 27 Maggio 2006. Alleanza Nazionale ha presentato un progetto di legge per sottoporre la somministrazione della "pillola del giorno dopo" alla legge sull'interruzione volontaria di gravidanza (194/78). L'on. Riccardo Pedrizzi afferma che trattasi di farmaco abortifacente e non contraccettivo, in quanto non e' "anti-antinidatorio" ma "abortivo", e propone che i farmacisti possano esercitare l'obiezione di coscienza per quanto riguarda la pillola del giorno dopo.
Ci risiamo! Ancora una volta un gioco semantico, intellettualmente disonesto, per giustificare l'ideologia, o peggio ancora -ci si permetta questo dubbio- la convenienza politica. Se cerca lo scontro sul campo terminologico, Pedrizzi e' perdente in partenza. Si chiama aborto quando vi e' interruzione di gravidanza, cosa che presuppone -appunto- la gravidanza. Gravidanza che inizia tecnicamente quando l'ovocita fertilizzato si impianta nell'utero. Poiche' la pillola del giorno dopo previene proprio l'impianto (ed in altri casi addirittura la fertilizzazione dell'ovocita), e quindi previene la gravidanza, essa e' tecnicamente un contraccettivo.
Ma davvero e' questo il nocciolo della questione, i "tecnicamente"? O forse e' la sua opinione per cui la vita nasce al momento del primo incontro fra l'elemento femminile e quello maschile? Se e' cosi', quali argomentazioni possono supportare queste invidiabili certezze di Pedrizzi se non le Verita' che solo una fede puo' impartire?
Quindi, per onesta', portiamo il dibattito fuori dal terreno ipocrita del tecnicismo semantico, e riportiamola sul terreno dove e' sempre stato.
Noi non abbiamo tutte queste certezze, non sappiamo dire se l'ovulo fertilizzato e' sinonimo o meno di vita, perche' nessuno e' stato in grado di convincerci (ne' papi ne' scienziati) nell'uno o altro senso.
Se l'obiezione di coscienza per i farmacisti fosse riconosciuta, come vuole Pedrizzi, come potrebbe una donna che vive in un piccolissimo paesino con una sola farmacia "obiettrice" avere lo stesso diritto di una donna che vive in una grande citta' cosparsa di farmacie?
Per quanto ci riguarda, crediamo che ampliare -e non limitare- l'uso della pillola del giorno dopo sia la strada necessaria a garantire il diritto alla salute. Per questo vorremmo fosse eliminata la necessita' di ricetta medica e il divieto di vendita alle minorenni: il nostro interesse e' ridurre il numero di aborti, e questa ci sembra una strada valida.
Faremo di tutto per opporci al progetto di legge di Alleanza Nazionale, un vero atto ostile contro il diritto alla salute.
Al ministro della Salute Livia Turco, reiteriamo la richiesta urgente di eliminare l'obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo (clicca qui).

Ci auguriamo che il ministro non voglia rispondere a questa richiesta come sta facendo con la pillola abortiva Ru486, ovvero seguendo passo passo il percorso tracciato dal suo predecessore Francesco Storace. Il ministro Turco ha detto di non voler interrompere le sperimentazioni in atto della RU486... ma cosa c'e' da sperimentare visto che stiamo parlando di un farmaco in uso in larga parte del mondo da decenni e decenni?
E' il momento dei fatti, e non di parlarsi addosso.

Pietro Yates Moretti, consulente Aduc
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