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Publiacqua. Condanna Antitrust mette paletto contro arroganza
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Comunicato di Vincenzo Donvito
4 luglio 2019 19:18
 
  Arriva oggi, dopo svariate denunce e segnalazione, una pronuncia dell’Antitrsut contro una pratica che Publiacqua spa ha avuto, e continua ad avere, nei confronti di chi, pagate le bollette, si è visto tagliare lo stesso il servizio. Nella fattispecie, come scrive l’Antitrust:
“nella riscossione delle fatture relative ai consumi idrici delle utenze condominiali, indebito condizionamento dei condòmini solventi in presenza di morosità di uno o più condòmini, nonostante l’esistenza di contatori individuali e in presenza di pagamenti parziali delle fatture, con minaccia di riduzione del flusso e quindi di sospensione della fornitura idrica a tutto il condominio”.

Un punto fermo che speriamo serva a questo gestore del servizio nell’area metropolitana fiorentina a ritirare i remi in barca dopo aver attraversato mari e fiumi di illegalità. Nonostante la stessa legge sul condominio avesse precisato nel corso di questa sua traversata nel mare dell’illegalità, che ciò che faceva non andava fatto.

La pronuncia arriva anche dopo che noi ne abbiamo pagate le salate conseguenze (economiche), dopo essere stati denunciati dal gestore monopolista fiorentino ed aver dovuto pagare i loro avvocati e i nostri danni che abbiamo arrecato (secondo il giudice) per aver detto con linguaggio popolare che non erano dei santarelli per quel che facevano.

La vicenda è stata decisamente sgradevole grazie all’arroganza che ha caratterizzato il comportamento di Publiacqua che, anche in trasmissioni Rai di rilievo nazionale, ha sempre negato l’evidenza e l’esistenza di testi di legge che non le consentivano di fare ciò che faceva. Arroganza legata alla loro certezza di immunità per essere sempre stati espressione (politica e societaria) delle maggioranze al potere nel Comune di Firenze e nella Regione Toscana (E’ bene ricordare anche il conflitto di interessi: Publiacqua è societariamente proprietà degli stessi Comuni che devono controllare il suo operato… bella trasparenza!!).
Insomma, una vicenda specchio della realtà in questo pezzo di territorio della Toscana.
E ora, cosa succede? Non ci aspettiamo pentimenti, scuse e rimborsi. Sappiamo con chi abbiamo a che fare e, tra l’altro, è anche giusto che, come è molto probabile che succederà, facciano ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Certo, se fossero un po’ più civici, in attesa della definizione finale potrebbero sospendere tutte le pratiche che hanno in corso. Chi di speranza vive di speranza muore? Non nella logica e nello spirito di come noi concepiamo politica ed amministrazione. Per cui, ad ognuno la propria iniziativa.
Ma sia chiara una cosa: Publiacqua è sempre stata illegale in ciò che faceva, e siccome siamo convinti che non erano e non sono degli imbecilli, ne erano pienamente consapevoli, ma “ci marciavano” per fare le loro belle figure di bilanci che tornano e per non dover mai abbassare la guardia del potere che hanno sempre riverito, servito e incoraggiato. Ora – forse – cambierà qualcosa, ma solo perché saranno costretti a farlo dalla forza del Diritto. Servirà da lezione?

Qui il provvedimento odierno dell’Antitrust: https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/PS10987_scorr-sanz_omi.pdf
Qui la cronologia dei fatti: https://www.aduc.it/info/google.php?cx=014274313731221348228%3Azwzhrnerwti&cof=FORID%3A11&ie=UTF-8&q=publiacqua&sa=Cerca
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