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Residenze Sanitarie Assistenziali. Audizione Aduc in Senato
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Comunicato 
1 marzo 2012 13:31
 
 Ieri l'Aduc, rappresentata dagli avvocati Emmanuela Bertucci e Claudia Moretti, e' stata audita in Senato dalla Commissione d’inchiesta sull’efficacia e efficienza del servizio sanitario nazionale, nell'ambito dell'inchiesta sulle strutture socio sanitarie per il ricovero e l’assistenza degli anziani, in relazione ai costi delle strutture per gli utenti. La Commissione e' presieduta dal sen. Ignazio Marino.

Nel corso dell'audizione e' stata evidenziata l'illegittima applicazione della normativa nazionale da parte dei Comuni italiani e delle strutture con essi convenzionate, puntando il dito sugli escamotage utilizzati per “scaricare” gli elevati costi di questo servizio sull’utenza e sulle famiglie con atti e regolamenti che prevedono il pagamento di soggetti terzi alla prestazione, anche laddove ciò e' espressamente escluso dalla normativa statale. Sono state sottolineate le prassi illegittime delle strutture stesse le quali, creando ambiguità sul proprio ruolo (esercente di pubblico servizio e soggetto privato) e facendo leva sull’ignoranza del cittadino, all’atto di ricovero chiedono che gli utenti e i parenti si “impegnino” privatisticamente affinché siano comunque pagati i costi delle rette, anche se di spettanza dei Comuni. Si tratta di prassi che trovano, a volte, riscontro nelle convenzioni stesse con i Comuni, i quali autorizzano la struttura ad esigere soldi dai destinatari delle prestazioni e dai parenti. E' stato evidenziato come tali richieste economiche, unitamente alle minacce di dimissioni in caso di morosita' del degente, siano stati denunciati da Aduc e dai cittadini alle Procure della Repubblica di riferimento, quali prassi estorsive.

La Commissione, a seguito della relazione presentata, ha chiesto chiarimenti principalmente su tre aspetti:
- il ruolo delle RSA e il rapporto giuridico fra RSA e utenti;
- lo stato dell'arte del contenzioso in materia di quote;
- le “patologie” riscontrate da Aduc in fase di accesso alle strutture.

I nostri rappresentanti hanno esposto il quadro giurisprudenziale nazionale, che dopo varie oscillazioni si e' assestato in favore degli utenti grazie all'intervento del Consiglio di Stato, evidenziando come il contenzioso che ha visto più volte vittorioso il cittadino ha prodotto ulteriori “difese” delle amministrazioni che, pur di evitare gli esborsi in questione, hanno progressivamente ridotto i ricoveri definitivi in struttura in vari modi:
restrizioni nei criteri di accesso escludendo dalla possibilita' di inserimento in RSA le persone non autosufficienti che abbiano parenti in vita;
inserimenti temporanei solo per qualche mese “da ususfruirsi” nel corso dell'anno, come se si trattasse di buoni vacanza, e come se per i restanti nove mesi la persona non autosufficiente miracolosamente sanasse;
improbabili guarigioni: i Comuni rivalutano la situazione del degente moroso, ritenendo idoneo alle esigenze dell'utente il servizio domiciliare e non (piu') la lungodegenza in RSA.

La fase istruttoria dell'inchiesta aperta dalla Commissione e' ancora in corso. Abbiamo suggerito, per comprendere la diffusione del fenomeno, che venga disposta l'acquisizione diretta, da parte della Commissione, di ulteriori informazioni sui contratti che vengono sottoposti alla firma dei parenti.

Il nostro auspicio, che e' stato anche oggetto di dibattito nel corso dell'audizione, e' che la Commissione proponga l'adozione di una norma di interpretazione autentica dell'art. 3 comma 2 ter del d.lgs. 109/98 che chiarisca agli operatori del diritto, amministrazioni pubbliche e organi giudiziari, che le quote devono essere parametrate sul reddito del solo assistito, cosi' illuminando definitivamente quella zona d'ombra dentro la quale i Comuni si nascondono per tutelare le casse comunali a danno degli utenti.

Qui la registrazione dell'intera audizione effettuata dal servizio parlamentare di Radio Radicale

Qui la relazione su situazione e iniziative Aduc in materia RSA, consegnata alla Commissione del Senato
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