SCIOPERO TAXI. DOVE VOGLIONO ANDARE? LA LIBERALIZZAZIONE E' UN'OCCASIONE ANCHE PER LORO
Firenze, 4 Luglio 2006. Con gli scioperi improvvisi e i blocchi del servizio, ci domandiamo dove vogliano andare i padroncini/taxisti. A parte quei politici che li sostengono per puro ostracismo nei confronti del Governo (si sarebbero opposti anche se il Governo avesse deciso di statalizzare il servizio), non ci sembra che ci sia persona che non abbia colto l'importanza della fine dei privilegi di questa categoria. I taxisti credono che mettendo a ferro e fuoco le nostre citta' otterranno qualcosa. Non lo sappiamo. Anche se questo tipo di mobilitazione in genere e' pagante, qui c'e' una decisione molto ben definita da parte del Governo e una realta' di distorsione del mercato che ha penalizzato tutti fino ad oggi. A partire dagli stessi taxisti che, abitualmente, per accedere a questo mestiere hanno dovuto diventare delinquenti fiscali pagando "a nero" fino a 200 mila euro per una licenza, e che come prospettiva, per i loro successori ne hanno una identica. Pensavano che dovesse/potesse continuare cosi' in eterno?
Ci sembra la medesima situazione di alcune decine di anni fa, quando alcuni coraggiosi assessori comunali cominciarono a chiudere i centri storici al traffico veicolare privato; i commercianti scesero in rivolta perche' sembrava che dovessero fallire da un momento all'altro. Si provi oggi a riaprire una di quelle strade chiuse al traffico o a non procedere a nuove chiusure e/o pedonalizzazioni... ci sarebbe un'ennesima rivolta dei commercianti che non vogliono traffico veicolare davanti ai loro esercizi. Cioe' hanno capito che quei provvedimenti portano piu' clienti ai loro negozi.
La stessa cosa vale per i taxisti e per chiunque si oppone ad una liberalizzazione col superamento di rendite di posizione. Col tempo le categorie interessate se ne avvantaggiano, perche' piu' competizione porta a piu' offerta, piu' qualita' e quindi piu' lavoro. Non si capisce perche' non debba essere cosi' anche per i taxisti. Da parte nostra auspichiamo che vengano fatte queste valutazioni, e che gli incontri istituzionali che ci saranno a vari livelli servano a spiegare ai taxisti che questa e' un'occasione anche per loro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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