SPEZZATINO BLU: OLIGOPOLIO BUONGIORNO! MERCATO ADDIO!
Firenze, 8 Ottobre 2002. L’Antitrust ha dato parere favorevole a quello che e’ stato chiamato lo spezzatino di Blu, cioe’ la spartizione dell’operatore di telefonia mobile tra altri gestori. Con il beneplacito del ministero delle Comunicazioni, dell’Autorita’ sempre delle Comunicazioni si e’ dato il via ad una raffinata operazione di chirurgia economica che istituzionalizza nel nostro Paese il regime di oligopolio a tre nell’ambito delle comunicazioni mobili. Telecom/Tim, Vodafone/Omnitel e Wind/Enel sono per legge i proprietari dell’etere mobile italiano (c’e’ anche H3G che acquisisce circa 800 siti per la sua rete Umts, ma visto l’ambito –Umts, se ci sei batti un colpo …- sara’ bene riparlarne solo quando e se si vedra’ qualcosa …).
Al duopolio della telefonia fissa (Telecom e Wind Infostrada, cioe’ Enel), ora si aggiunge anche questo.
Cosa succedera’? A sentire le autorita’ e gli operatori, e’ tutto un tranquillizzare. Specialmente per i 600 mila clienti di Blu che saranno acquisiti da una Wind che, a suo tempo, aveva detto che avrebbe mantenuto i profili tariffari originari. Ma che gia’ la scorsa meta’ di settembre aveva chiesto a Tim e Vodafone/Omnitel di stipulare impegni di non-concorrenza, e alla fine dello stesso mese aveva chiesto all’Autorita’ delle Comunicazioni di sospendere per sei mesi la portabilita’ del numero per i clienti di Blu che volessero optare per Wind. Non c’e’ che dire per chi aveva preso impegni di rispetto: tra il dire e il fare c’e’ sempre di mezzo l’arroganza di chi sa di gestire un servizio in regime di privilegio.
Questo succede -e’ bene ricordarlo- con Tim/Telecom che e’ diventato proprietario unico. E non e’ che questa azienda sia un signor nessuno: nel settore come nella telefonia fissa, dove detiene una posizione dominante di mercato essenzialmente per eredita’ di monopolio.
Questo e’ il nuovo scenario della telefonia mobile italiana, in epoca di privatizzazioni e liberalizzazioni.
A chi giova? Sicuramente non ai consumatori (quello che sta facendo Wind con i clienti di Blu e’ emblematico). E altrettanto sicuramente non al capitalismo italiano, che non acquisisce nuova ricchezza, ma si muove solo tra partite di giro dei soliti capitali in cui, tra pacchetti di maggioranza (Enel) e golden share (Telecom), c’e’ sempre di mezzo lo Stato.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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