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Tassa di soggiorno e raddoppio. Chi usa paga, o no?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
2 dicembre 2019 12:24
 
 In genere le associazioni dei consumatori alzano la loro voce quando ci sono tariffe o servizi che vengono a costare di più per gli utenti. E insieme ad esse, a singhiozzo secondo specifici interessi, si accodano o contestano le associazioni di categoria.
Oggi è la tassa di soggiorno, che da un massimo di 5 euro a notte (in genere applicata al livello massimo per gli alberghi di super lusso), è previsto che raddoppi, a 10 euro.
Noi, che da sempre peroriamo il libero mercato in “salsa” europea *, per l’occasione riteniamo che si tratti di un buon provvedimento. A parte che il livello massimo viene applicato solo per gli alberghi super lusso (che se un ospite che spende mediamente 200-1000 euro a notte, se invece di 5 euro di tassa ne paga 10.. ci sembra insignificante per le sue scelte di alloggio), per il resto sono comunque importi che hanno una logica che, rispetto agli importi oggi in vigore, forse potrà meglio servire allo scopo: migliorie dei servizi turistici, trasporti, pulizie e promozione culturale.

Per chi vive in città con “pesante” economia turistica può essere un modo per meglio affrontare gli ospiti e, soprattutto, non far gravare tutte le spese sui residenti.

Uno dei motivi che in genere vengono utilizzati da quelli “contrari ad ogni costo” è che il benessere delle città per la presenza turistica ci sarebbe già grazie al fatto che i turisti arrivano e spendono, e che se aumentiamo la tassa di soggiorno questi turisti rischiano di non venire. In teoria (del secolo scorso) potrebbero anche avere ragione, ma non è così nel 2019. In contesto di cosiddetto overturismo, la presenza dei visitatori in città che sono tutt’altro che attrezzate a far fronte a queste masse (al limite dell’incontrollato) **, di fatto accade questo: ci guadagnano albergatori e commercianti (questi ultimi, essenzialmente delle zone canoniche del turismo di massa); le amministrazioni, con gli attuali incassi di tasse di soggiorno, sembra che non ce la facciano a garantire gli abituali servizi per un uso civico e civile della città e aumentano le imposte per i residenti ***; chi ci rimette sono i residenti, quelli che prendono il tram o il bus per andare a scuola e al lavoro, quelli che mettono i sacchetti della spazzatura nei cassonetti e non, come buona parte dei turisti, nei cestini dei centro città, talmente strabordanti che danno un loro poderoso contributo al sudicio diffuso sì da far passare le pulizie più volte al giorno, fino alla presenza continua di spazzini… passaggi e presenze che dove sono la maggior parte dei residenti (al lumicino nei centri storici) sono solo una volta ogni tot giorni.

I commercianti e gli albergatori (soprattutto questi ultimi) alzano gli scudi contro l’aumento della tassa di soggiornopoverini… quando gli va male un pezzetto di stagione, le percentuali di calo sono sempre ad una cifra vicina allo zero, mentre in media registrano sorridenti percentuali di crescita diffusa spesso a due cifre. Ma queste categorie sembra che abbiano problemi a fare 2+2 includendo in questa semplice addizione, per esempio, tutte e quattro le stagioni ****. Ricordando bene che, per esempio a Firenze, i commercianti nel secolo scorso fecero barricate quando fu decisa la zona pedonale del centro storico (una primizia europea in quel periodo)… lungimiranti e collaboratori per il bene comune… suvvia…. E considerando che anche oggi, alcuni alberghi iperstellati in zona pedonale godono di immunità di passaggio di mezzi a quattro ruote: sembra che ci sia un rapporto proporzionale fra numero delle stelle e difficoltà motoria muscolare dei loro ospiti.

Per concludere. Non sappiamo se la voracità fiscali delle amministrazioni locali in contesto di overturismo saranno appagate da questi aumenti, ma è invece possibile che anche al turista che crede di aver sborsato il dovuto con l’albergo, il ristorante, il paninaro e il tram si inculchi un concetto base: chi usa paga, o no?

Ps
Le problematiche dell’overturismo, ovviamente, non avranno una soluzione o una boccata d’aria fresca con queste nostre osservazioni. Le questioni sono molto più complesse per le amministrazioni anche se le soluzioni sarebbero semplici. Per chi volesse approfondire consigliamo un web, anche ben collegato con altri web di altre città turistiche in condizioni critiche: http://www.progettofirenze.it/

NOTE
* è bene ricordare che le coperture e garanzie sociali previste in Ue (tipo servizi sanitari), pur essendo estranee ai Paesi “faro” del libero mercato (tipo Usa), da noi sono importanti ed organiche a qualunque politica economica e sociale.
** a Firenze, per esempio, città di 370.000 residenti, i turisti annuali si avvicinano a 14 milioni, quasi quaranta volte di più degli abitanti
*** sempre a Firenze, la proposta di bilancio per il 2020 prevede, non a caso, l’aumento dell’imposta sui rifiuti, la Tari: https://avvertenze.aduc.it/toscana/articolo/aduc+osservatorio+firenze+bilancio+2020+irriverente_30332.php
**** i maligni, categoria a cui siamo fieri di non appartenere, potrebbero anche tirare in ballo l‘elenco delle categorie economiche in cima nelle “liste” degli evasori fiscali.
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