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Tessere sconto fasulle: le aziende porta a porta padovane arrivano anche in Sardegna e Lazio. Come evitare il raggiro
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Comunicato di Domenico Murrone
7 aprile 2009 0:00
 
Il fenomeno delle tessere sconto fasulle si espande anche in Lazio e Sardegna. Sono anni che varie societa', tutte della provincia di Padova, sguinzagliando venditori di biancheria e altri prodotti per la casa, invitano i consumatori a sottoscrivere una tessera sconto in vista dell'imminente (quanto fantomatica) apertura di un centro commerciale in varie zone d'Italia, dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia all'Emilia Romagna. Successivamente sono state 'colpite' regioni del Centro, come Toscana, Umbria e Marche. Di recente ci sono pervenute molte segnalazione telefoniche e tramite mail anche da Lazio e Sardegna (1).  
Come funziona. Un venditore ottiene un appuntamento a casa del consumatore. L’agente promette che grazie a una tessera fedelta' il cliente si garantira’ un sconto per acquisti in un centro commerciale che sta per essere aperto in zona. A parole, nessun costo e impegno, ma viene fatto firmare un complicato e ambiguo contratto. Infine, viene preannunciato che dopo qualche settimana passera’ un nuovo agente che consegnera’ la tessera.
A questo secondo incontro, la musica cambia. Dai toni rassicuranti si passa alle minacce. Se non si acquista per cifre che arrivano a 5 mila euro si sara’ citati in giudizio e altre minacce simili.
 
Come difendersi. Il decreto legislativo 206/2005 permette il diritto di recesso (art.64), per gli acquisti al di fuori dei locali commerciali, senza penale entro 10 giorni.
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Ovviamente, a fronte di proposte ambigue e non chiare e' meglio non firmare. In casi di necessita', invece, ecco il modulo di recesso clicca qui
Importante. I dieci giorni per recedere decorrono dal momento della firma, ma se la merce oggetto d'acquisto non e' puntualmente visionata dal consumatore, i dieci giorni decorrono dalla consegna della stessa merce. Nel caso specifico, il cliente non ha idea di cio' che ha acquista, quindi e' possibile inviare la raccomandata di recesso anche dopo la seconda visita.
 
Il raggiro dura da anni. Qui tutti i nostri comunicati:
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(1)
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