Non autosufficienza: chi assisterà gli anziani quando la famiglia non basterà?

L'Italia invecchia a ritmi sempre più rapidi, e il sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti mostra crepe sempre più evidenti. Come riporta Mondo Sanità, al 1° gennaio 2026 gli over 65 in Italia sono 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione, mentre gli ultraottantacinquenni hanno superato quota 2,5 milioni. Numeri che pongono una domanda destinata a farsi sempre più urgente: chi si occuperà di milioni di persone anziane quando le famiglie non riusciranno più a reggere da sole il peso della cura?
Per rispondere, almeno in parte, a questa emergenza è stato varato il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, che stanzia circa 3 miliardi di euro nel triennio. Il Fondo dedicato passerà dai 934,6 milioni di euro previsti per il 2026 a 1,108 miliardi nel 2027. Si tratta di cifre in crescita, ma secondo gli osservatori del settore le sole risorse economiche non bastano: servono personale qualificato e servizi concreti e diffusi sul territorio, non soltanto stanziamenti sulla carta.
Sul fronte dell'assistenza domiciliare, i dati diffusi da AGENAS indicano che nel 2025 sono stati presi in carico 1.625.785 anziani over 65, pari all'11,3% della popolazione anziana italiana: un risultato che supera l'obiettivo fissato, ma che spesso non si traduce in una copertura continuativa nell'arco delle 24 ore, lasciando scoperte le ore notturne o i momenti di emergenza.
Il vero argine, in mancanza di un sistema pubblico capillare, restano le famiglie. Secondo l'Istat sono quasi 6,9 milioni le famiglie composte esclusivamente da persone over 65, e oltre il 61% degli anziani vive da solo: una percentuale che sale a quasi 8 su 10 tra gli ultraottantenni. È su questi nuclei, spesso privi di un supporto quotidiano, che ricade il peso principale della cura. Nel frattempo, le proposte di legge per il riconoscimento giuridico ed economico dei caregiver familiari restano ancora ferme in esame parlamentare nell'estate 2026, senza una data certa per la loro approvazione definitiva.
Tra gli strumenti attivati per sostenere le situazioni più gravi c'è la Prestazione Universale, misura sperimentale in vigore fino al 31 dicembre 2026. Si rivolge esclusivamente agli anziani over 80 con bisogni assistenziali gravissimi, un ISEE sociosanitario inferiore ai 6.000 euro e il diritto già riconosciuto all'indennità di accompagnamento. Chi rientra in questi rigidi criteri può ottenere un assegno aggiuntivo di circa 850 euro al mese, pensato per remunerare il lavoro di cura o l'acquisto di servizi assistenziali qualificati.
Per chi non può più contare sull'assistenza domiciliare, resta la strada delle strutture residenziali. Nel 2024 gli ospiti anziani delle RSA italiane erano poco più di 291.000, di cui quasi 239.000 in condizione di non autosufficienza, con il 77% degli ospiti sopra gli 80 anni. Anche qui, però, l'offerta varia sensibilmente da un territorio all'altro, creando forti disparità di accesso tra regioni e persino tra province. Su questo fronte il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato l'obiettivo di introdurre criteri di accesso più equi su tutto il territorio nazionale e di rafforzare i controlli sulle strutture private accreditate.