Venerdì 23 ottobre 2026
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Droghe illegali e governo. Fuori dal mondo dopo averlo inquinato

Lapulce · Vincenzo Donvito Maxia ·

Presso la Comunità di San Patrignano, nell’ambito dell'incontro internazionale su prevenzione e recupero dalle dipendenze, promosso da Italia e Francia, co-fondatori dell'Ecad, la Coalizione europea contro le droghe, si é tenuto l’intervento della nostra presidente del Consiglio dei ministri.

 

Giorgia Meloni ha confermato le sue politiche in materia, elogiando le cure prestate in quella comunità ad alcuni tossicodipendenti, nonchè gli impegni previsti dal governo come  la legge da poco approvata che dice che i tossicodipendenti in carcere non ci devono stare, ma poi per farlo sono stati stanziati fondi per de-carcerare solo il 2% dei potenziali aventi diritto. Fino alla consueta esternazione su “tutte le droghe fanno male”, e il ricordo degli impegni di repressione del narcotraffico in coordinamento con tutte le polizie possibili e immaginabili.

 

Si è trattato del solito “parlarsi addosso”.  Lungi anche dalle realtà politiche e sanitarie che sulla cannabis dimostrano il contrario di quello che dice la premier (cannabis terapeutica e ricreativa, legalizzate da tempo in quasi tutti gli Usa, Canada… fino ad alcuni Paesi anche dell’Ue). 

Ragion per cui la premier non ha minimamente valutato la possibilità che la situazione attuale è proprio causa di quanto accade e peggiora: domanda e consumi in crescita; offerta soddisfatta dalla criminalità dei narcos; problemi di ordine pubblico e destabilizzazione di istituzioni (financo interi Stati); sistemi giudiziari intasati e carceri piene di consumatori e spacciatori di vario livello; forze dell’ordine (che in assoluto tutti, e in ogni ambito, reclamano essere sempre troppo poche) molto impegnate tra piccola e grande criminalità; finanziamenti sempre insufficienti per far fronte a traffici sempre più sofisticati e mortali per persone e istituzioni; implementazione della cultura dell’illegalità tra consumatori che sfidano qualunque divieto per approvvigionarsi, in un mercato la cui pericolosità sanitaria sottostà solo al controllo di maggiori profitti dei venditori. 

 

Insomma la nostra premier ha confermato di essere fuori dal mondo dopo averlo inquinato e continuando a farlo. Determinazione prettamente ideologica che non considera neanche che uno dei suoi maggiori alleati e ideologicamente affine, il presidente Usa Donald Trump, sta legalizzando molte sostanze (cannabis e psichedelici inclusi) anche a livello federale del suo Paese.

 

Un bagno di realismo, nonchè di cultura e informazione, forse le servirebbe per disinfettarsi da incrostazioni che sono già putrefatte.

 

Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc 

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