Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

TIM passa la linea a VoIP senza consenso: come contestarlo

22 aprile 2026
Domanda 22 aprile 2026
Buongiorno,
descrivo di seguito quanto accaduto.

Mia madre ha telefono fisso, mobile e fibra con Telecom. Lo scorso gennaio Tim la chiama e le comunica che è necessario effettuare un upgrade della sua linea. Le viene fissato un appuntamento. Non è una proposta, è una comunicazione.

Il 26 gennaio ho personalmente contattato il servizio clienti per accertarmi che non ci fossero variazioni economiche o modifiche contrattuali o tecniche di sorta (la chiamata dovrebbe essere registrata). In tale occasione mi viene esplicitamente garantito che non avrebbe speso nulla in più e che non ci sarebbero stati cambi di servizio, trattandosi esclusivamente di un aggiornamento tecnologico.

Ai primi di febbraio interviene il tecnico ed esegue il lavoro. Da subito, però, i telefoni smettono di funzionare.

Contattiamo più volte l'assistenza e riceviamo SMS (ancora conservati) nei quali viene dichiarato che il problema è stato risolto. Successivamente ci viene comunicato che per TIM risulta tutto regolare e che dobbiamo rivolgerci a un tecnico a nostre spese per risolvere la situazione.

Il problema? L'utenza è stata passata a VoIP (senza informarci) con la conseguenza che il solo telefono funzionante è quello attaccato al modem. Tutti gli altri non vanno: per una donna di oltre 80 anni non è comoda la situazione e per noi era sicuro avere un telefono in ogni stanza. Non ultimo risente di questo "aggiornamento" anche il servizio di telesoccorso e telecontrollo attivato in casa.

Ad oggi il risultato è che, a seguito di un intervento proposto e gestito da TIM, il servizio telefonico non funziona come prima, ci viene attribuita un'accettazione mai espressa e ci viene richiesto di sostenere ulteriori costi per risolvere un problema non causato da noi. Abbiamo, ovviamente, aperto un reclamo, scaduto, non ha avuto risposta.

Posso fare qualcosa?

Risposta ADUC
Gentile Claudia,
La situazione descritta configura una modifica unilaterale del contratto senza consenso dell'utente, con conseguente peggioramento del servizio: si tratta di una condotta che viola le norme del Codice delle Comunicazioni Elettroniche e la disciplina a tutela dei consumatori.
Il punto centrale è che TIM ha trasformato la linea telefonica in VoIP senza fornire un'informativa chiara e senza ottenere un consenso esplicito, anzi garantendo telefonicamente che non ci sarebbero state modifiche di servizio. Conservi con cura quella comunicazione SMS in cui TIM dichiara il problema risolto, e se possibile richieda copia della registrazione della chiamata del 26 gennaio: sono elementi importanti a supporto della sua posizione.
Poiché è già stato presentato un reclamo rimasto senza risposta entro i 45 giorni previsti, si può procedere con la conciliazione obbligatoria presso il Corecom. Questa è la procedura che deve necessariamente essere avviata prima di qualunque ricorso al Giudice di Pace. Il Corecom competente è quello della Regione Veneto. Nella domanda di conciliazione le consigliamo di richiedere: il ripristino del servizio telefonico nelle condizioni precedenti all'intervento (compreso il funzionamento di tutti gli apparecchi e del telesoccorso), il rimborso di eventuali costi già sostenuti, e il riconoscimento dell'indennizzo per disservizio prolungato, che i contratti TIM prevedono in caso di malfunzionamento imputabile all'operatore.
Per predisporre il reclamo formale scritto o la diffida, prima di procedere alla conciliazione, può usare il nostro generatore di moduli per la telefonia.
Se desidera, può anche richiedere copia della registrazione della chiamata del 26 gennaio attraverso un'istanza di accesso ai dati personali (ai sensi del GDPR), il che le consentirebbe di avere una prova documentale delle rassicurazioni ricevute.
Per approfondire: la nostra guida sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom e la nostra scheda sui contratti dei consumatori e le nuove regole di vendita.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →