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SALUTE
01/10/2026 – 07/10/2026
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La sanità italiana continua a arrancare tra liste d'attesa, struture inadeguate e decisioni che mettono il profitto davanti alla salute. Le RSA restano un nodo critico: rette insostenibili, anziani in attesa, personale insufficiente. Intanto cresce la consapevolezza che molti servizi sociosanitari dovrebbero essere responsabilità del SSN, non carico privato delle famiglie. Anche i dati sulla disabilità cambiano, ma senza risorse vere il diritto resta sulla carta.
In questo numero
EDITORIALE
→  Cari lettori del web di Aduc... volete sostenerci?
ARTICOLI
→  Clima, la scienza non è un’opinione
→  Firenze. La collina spianata per un parcheggio albergo di lusso
→  Rette RSA. Se assistenza e cura non sono separabili paga il SSN
→  Marasma carburanti. Incapacità e mancanza di prospettive. Verso il peggio
→  Quali saranno le conseguenze di El Niño e dei potenziali eventi meteorologici estremi sui viaggi?
→  Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 07/10/2026
→  Firenze. Dimmi dove mandi i tuoi rifiuti e ti dirò quanto sei “sostenibile” (anche finanziariamente)!
→  Crisi della casa. No alle restrizioni delle libertà. Stimolare gli investimenti finanziari
→  Un tempo le droghe psichedeliche erano considerate "carburante rivoluzionario per razzi", ma potrebbero rivelarsi farmaci in grado di cambiare la vita?
→  Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 06/10/2026
→  Italia. Il fine settimana drogato. Tutto come non potrebbe essere altrimenti
→  Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026
→  Osservatorio disservizi da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Politiche energetiche. Isterie e incapacità
→  La raccolta rifiuti a Firenze
→  Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda
→  Economia in deterioramento. Da agosto a settembre si va verso un ottobre più incerto
→  Il Governo abbia il coraggio di fissare per legge i prezzi energetici
→  Lettera mensile ADUC — Ottobre 2026
→  Caro carburanti. L’alternativa è nel libero mercato con meno consumi e più ecologici
→  La tavola condivisa e il glucosio che si quieta: cronaca di un metabolismo sociale
→  Salute. Neswletter settimanale di Aduc. 01/10/2026
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Rapporto Gimbe sul SSN
→  ITALIAITALIA. Cresce la raccolta differenziata, ma aumenta la produzione di rifiuti. Istat
→  FRANCIAFRANCIA. Le sanzioni pecuniarie fisse per l'uso di droghe sono in aumento
→  ITALIAITALIA. Legge 104, dal 1 gennaio cambia la valutazione della disabilità: la guida ANFFAS alle nuove regole
→  NEPALNEPAL. Animali venerati ma senza una legge che li protegga
→  ITALIAITALIA. Ex Ilva, la Corte d'Appello: la salute prevale sugli altiforni
→  ITALIAITALIA. Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società - Secondo trimestre 2026. Istat
→  TAIWANTAIWAN. Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT
→  ITALIAITALIA. Riforma RSA Piemonte: territori pronti, ma servono risorse certe
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. I consigli comunali verdi spingono per le drug consumption room
→  U.E.U.E.. Calano i consumi di alcol a vantaggio di alternative salutari
→  ITALIAITALIA. IQVIA, dati di un milione di pazienti non erano anonimi: multa da 7 milioni
→  ITALIAITALIA. Suicidio assistito. Ass. Coscioni deposita firme per pdl in Lombardia e Piemonte
→  ITALIAITALIA. Pesaro, sfratto dalla Rsa rischia di dividere coppia sposata da 54 anni
→  MONDOMONDO. Oms: aspettativa di vita torna ai livelli pre-Covid, ma crescono le malattie croniche
→  ITALIAITALIA. Varese, medici ospedalieri in Rsa per ridurre i ricoveri degli anziani
→  ITALIAITALIA. Piemonte, 12 mila anziani in lista d'attesa per un posto in Rsa
→  ITALIAITALIA. Medici in fuga dal pubblico: nel 2025 le dimissioni superano le pensioni
→  IRLANDAIRLANDA. È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga
→  FIJIFIJI. Approvata legge sullo scambio di siringhe contro l'emergenza HIV
→  U.E.U.E.. EFSA ha espresso parere positivo sull'uso di CBD negli alimenti
→  U.E.U.E.. ​​​​​​​Il diritto alla cancellazione dei dati vale anche per i registri di battesimo
→  U.E.U.E.. Consultazione pubblica sul diritto all'oblio degli ex-malati di cancro
→  ITALIAITALIA. Decreto imballaggi approvato in via definitiva
→  USAUSA. Piombo nei Tampax: via libera alla class action contro Procter & Gamble
→  SPAGNASPAGNA. Madrid: 9mila appartamenti per affitti turistici in meno in 2 anni
→  GERMANIAGERMANIA. Studio: la legalizzazione della cannabis non ha aumentato i consumi
→  ITALIAITALIA. Casa, energia e cantieri, le proposte dell'ANCE per le città del futuro
→  U.E.U.E.. infrazione Ue a Italia, Grecia, Spagna e Malta sull'efficienza energetica
→  ITALIAITALIA. Lavoro Agosto. Crescono disoccupati, stabili occupati, calano inattivi. Istat
→  ITALIAITALIA. In quinta elementare il 52,7% degli alunni ha uno smartphone personale, in seconda media si sale al 90,7%
→  ITALIAITALIA. Avviata la campagna vaccinale 2026-2027
→  U.E.U.E.. L’inflazione esplode ovunque nella zona euro
→  ITALIAITALIA. Meloni chiede a von der Leyen più deficit per gli aiuti sull’energia
LETTERE
→  Retta RSA per malato di Alzheimer: chi deve pagarla, SSN o familiari?
→  Polizza sanitaria collettiva: massimale odontoiatrico per persona o nucleo
→  Rimborso TASI negato: avviso definitivo per mancato ricorso in tempo
→  RSA accreditata Lombardia: può chiedere ISEE e fideiussione ai figli?
→  Integrazione retta RSA: come chiedere il pagamento alla ASL
→  RSA R1 chiede di pagare farmaci: è legittimo per invalido al 100%
EDITORIALE
6 OTTOBRE 2026

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· di Redazione

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ARTICOLI
7 OTTOBRE 2026

Clima, la scienza non è un’opinione

· di Redazione

Abstract

L’Accademia desidera esprimere la propria contrarietà alle tesi negazioniste contenute nel contributo del Presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, nel volume 'Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni’ e soprattutto per la diffusione del testo nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Belluno. In particolare, si esprime viva preoccupazione per quanto riguarda l'attribuzione del riscaldamento globale attuale a cause non antropiche, proponendo un'interpretazione in contrasto con le evidenze consolidate nella comunità scientifica. Presentare informazioni distorte o certezze infondate può ostacolare lo sviluppo del pensiero critico e favorire scelte poco consapevoli. Una comunicazione scientifica basata su tesi personali e non condivise può infatti alimentare, nei giovani, confusione, ansia e sfiducia nella scienza e nelle istituzioni, in un momento in cui è necessario che proprio i giovani ricevano corrette informazioni che vedano la sostenibilità economica, ambientale e sociale al centro dell’attenzione.

Testo

L’Accademia dei Georgofili, nei suoi oltre 250 anni di attività, ha accompagnato lo sviluppo delle scienze agrarie, nella loro accezione più ampia. Seguendo l’evolversi dei tempi, continua ad affrontare le nuove problematiche che investono l’agricoltura e tutti i rapporti delle attività umane con l’ambiente naturale. Da sempre attenta alle sfide locali e globali, ha affrontato il tema dei cambiamenti climatici quando ancora l’attenzione era limitata a pochi centri di ricerca specializzati, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e adozione di misure di adattamento e mitigazione, insieme a una sensibilizzazione da parte della opinione pubblica e degli operatori del settore. Ne sono testimonianza alcuni scritti del compianto prof. Giampiero Maracchi, già Presidente dell’Accademia, che nel 1975 presentò una lettura in cui metteva in evidenza dai rischi connessi ai cambiamenti climatici, evidenziando l’origine antropica delle emissioni responsabili del fenomeno dell’effetto serra e la necessità di intervenire al presto per individuare soluzioni per la mitigazione e l’adattamento (Letture scelte dei Georgofili negli Anni Giubilari, 2026).

L’Accademia desidera quindi esprimere la propria contrarietà alle tesi negazioniste contenute nel contributo del Presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, nel volume 'Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni’ e soprattutto per la diffusione del testo nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Belluno. In particolare, si esprime viva preoccupazione per quanto riguarda l'attribuzione del riscaldamento globale attuale a cause non antropiche, proponendo un'interpretazione in contrasto con le evidenze consolidate nella comunità scientifica. Presentare informazioni distorte o certezze infondate può ostacolare lo sviluppo del pensiero critico e favorire scelte poco consapevoli. Una comunicazione scientifica basata su tesi personali e non condivise può infatti alimentare, nei giovani, confusione, ansia e sfiducia nella scienza e nelle istituzioni, in un momento in cui è necessario che proprio i giovani ricevano corrette informazioni che vedano la sostenibilità economica, ambientale e sociale al centro dell’attenzione.

La relazione fra emissione di gas serra legati alle attività umane (produzione di energia, trasporti, industria, deforestazione, ecc.) e l’incremento dell’effetto serra e dei conseguenti cambiamenti climatici è un fatto ormai riconosciuto dalla comunità scientifica attraverso misure e osservazioni che sollecita a un impegno singolo e collettivo per l’individuazione e messa in atto di soluzioni condivise per garantire il futuro del pianeta e delle prossime generazioni. Una comunicazione chiara e basata su conoscenze scientifiche consolidate aiuta l’opinione pubblica a comprendere temi complessi e a prendere decisioni informate. Distinguere i risultati solidi dalle incertezze ancora aperte rafforza la fiducia nella scienza e contribuisce a contrastare la disinformazione.

Come evidenziato da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, l'Europa occidentale ha registrato nel 2026 l'estate più calda mai rilevata, con una temperatura media di 21,7 gradi centigradi, ovvero 2,5 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020, superando il precedente record stabilito nel 2003. L’Accademia dei Georgofili condanna con decisione ogni tentativo di delegittimare simili evidenze. Le conoscenze sul clima si fondano su conoscenze scientifiche, non su opinioni personali. Invita pertanto le istituzioni competenti e i dirigenti scolastici ad avviare adeguati progetti formativi per gli studenti in modo che l’educazione dei giovani si basi esclusivamente su fonti autorevoli e scientificamente accreditate.

(Simone Orlandini - Univerità Firenze -. Marco Bindi - Università Firenze - su Georgofili Info del 07/10/2026)

7 OTTOBRE 2026

Firenze. La collina spianata per un parcheggio albergo di lusso

· di Stefano Fabbri

L’interrogativo resta nei secoli lo stesso. È nato prima l’uovo o la gallina? Sono nate prima le norme o chi le ha dettate? A leggere le dichiarazioni del capogruppo del Pd in Consiglio comunale Luca Milani si direbbe che l’uovo ha il primato: ci sono delle norme e a quelle dobbiamo attenerci. Anzi, criticare gli esiti dell’adeguamento alla «legge dell’uovo», da parte di cittadini e stampa, rischia di «screditare» le istituzioni. Parliamo della vicenda di uno degli hotel a cinque stelle sulla via Bolognese dove si è pensato bene di sostituire un’uliveta con una bella spianata-parcheggio in pieno stile Honecker, l’ex presidente della Repubblica democratica tedesca, «compasso d’oro» dell’architettura tra le peggiori che esistano sul globo terracqueo, adottata stavolta sulle colline di Firenze.

Tralasciando l’entusiastica valutazione dell’assessore all’urbanistica Caterina Biti, secondo la quale l’intervento ha aumentato il «decoro» dell’area — e tralasciamo pure il concetto di decoroso legato a un intervento urbanistico simile — sono le affermazioni di Milani a suggerire qualche riflessione più generale attorno alla vexata quaestio dell’uovo e della gallina. Dunque, il ragionamento del capogruppo Pd, chiamato ad interpretare il sentimento del più importante partito del governo, è quello per cui se le norme e le autorizzazioni prevedono determinate possibilità, come la trasformazione di un’uliveta in un parcheggio, poco altro si può fare. E ancora meno protestare, come i residenti, perché questo può «screditare» tali decisioni e le istituzioni che le hannoprese . E altro non si può, se non esprimere rispetto. Il che, dal punto di vista istituzionale, è un apprezzabile punto di vista. Ma, per quanto riguarda chi ha responsabilità politiche, stride non poco con il diritto alla critica e, soprattutto, con la mancata risposta a una domanda.

Fatte salve le spesso difficilmente comprensibili decisioni di organi statali, come le soprintendenze, l’apparato normativo dell’autorità locale, il Comune per intenderci, è stato solo erede acritico delle norme esistenti? Oppure si è posto il problema di verificare, ed eventualmente modificare, le direttive precedenti in tempo utile? È normale che chi ha responsabilità di indirizzo delle politiche cittadine teorizzi la subordinazione a ciò che decidono «gli uffici», che peraltro dovrebbero agire in base alle decisioni istituzionalmente concrete della politica e non viceversa? C’è una bellissima scena dell’antico film Fuga di mezzanotte in cui, in un carcere turco, tutto va in crisi perché uno dei detenuti decide di camminare nel senso inverso a cui tutti gli altri procedono in circolo. Chi ha deciso che quella della moltitudine di disperati era la direzione giusta? Boh? Si fa perché si è sempre fatto così. Spiegazione ben poco convincente. Ed è ancora meno convincente il fatto che norme e direttive inadeguate non solo vengano seguite senza alcun cenno di dissenso. Ma che, nei limiti dei propri poteri, non ci si batta perché vengano cambiate prima del loro discutibile esito.

(Pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 07/10/2026)

7 OTTOBRE 2026

Rette RSA. Se assistenza e cura non sono separabili paga il SSN

· di Claudia Moretti

Con un gruppo di ordinanze depositate a fine maggio 2026, la Prima Sezione ribadisce che per chi, anche dopo anni di ricovero, ha bisogno di cure continue, i costi sono a carico del SSN

Tra il 27 e il 28 maggio 2026 la Prima Sezione civile della Cassazione ha depositato un gruppo di ordinanze, decise nella stessa camera di consiglio dell'11 febbraio, su ricoveri in RSA di persone con Alzheimer, demenze e gravi patologie cronico-degenerative in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana. Il principio che ne esce è noto e senza ambiguità: quando le cure non possono essere prestate se non insieme all'assistenza quotidiana, l'intera retta è a carico del Servizio sanitario nazionale, e non divisa tra il 50% di quota sanitaria e la restante quota ai comuni con la compartecipazione dei pazienti.

Il bersaglio è il riparto al cinquanta per cento che ASL e Regioni applicano da anni, appoggiandosi alla tabella allegata al DPCM del 14 febbraio 2001: per gli anziani non autosufficienti, la fase di «lungoassistenza» sarebbe per metà a carico del SSN e per metà del Comune o dell'utente, sicché, passati i primi mesi di ricovero, la famiglia dovrebbe pagare la sua parte. La Cassazione ha però guardato al testo del decreto e non soltanto alla tabella.

L'art. 3, comma 3, qualifica come prestazioni «ad elevata integrazione sanitaria» quelle in cui cura e assistenza non si possono separare, e le riferisce espressamente anche alle patologie cronico-degenerative «nelle fasi estensive e di lungoassistenza». Su questa base la Corte ha censurato la Corte d'appello di Bologna — nel caso di un'anziana con Alzheimer ricoverata nel parmense — per non aver considerato che quelle prestazioni restano a carico del SSR «anche "nelle fasi estensive e di lungoassistenza"» (Cass. n. 16603/2026). Ha inoltre cassato la sentenza con cui la Corte d'appello di Venezia aveva diviso a metà il costo del ricovero di una signora del rodigino, un esito che «non sembra autorizzato dalla lettera» del decreto (Cass. n. 16595/2026).

Negli altri casi la Corte ha respinto i ricorsi delle aziende sanitarie. A Verona l'ASL pretendeva che la quota alberghiera del ricovero di una donna in stato vegetativo permanente restasse all'utente o al Comune, ma i giudici di merito avevano dichiarato nullo il contratto firmato dai familiari e la Cassazione ha confermato che quelle prestazioni sono di competenza integrale del SSN e quindi «gratuite, con esclusione di ogni compartecipazione del Comune o dell'utente o dei suoi familiari o eredi» (Cass. n. 16601/2026). Lo stesso esito hanno avuto due casi toscani di Alzheimer in fase avanzata (Cass. nn. 16777 e 16789/2026) e un ricovero nel bresciano (Cass. n. 16803/2026). È un orientamento che risale alla sentenza n. 4558 del 2012, secondo cui l'assistenza al malato di Alzheimer grave è attività sanitaria, e all'ordinanza n. 2038 del 2023, che ha spostato la domanda dalla prevalenza della componente sanitaria o assistenziale all'inscindibilità delle cure dall'assistenza per quel singolo paziente.

La parte più utile per le famiglie riguarda la prova. Nel caso parmense la Corte d'appello aveva respinto la domanda perché mancava un «piano terapeutico personalizzato» e aveva negato la consulenza tecnica, ritenendola esplorativa. La Cassazione ha chiarito che il piano è un elemento «non espressamente previsto dalla normativa», un indizio dell'inscindibilità e non un requisito, e ha rinviato ai giudici bolognesi perché valutino il verbale di invalidità, il referto specialistico e la scheda dei farmaci antipsicotici già agli atti. Era la stessa linea della Terza Sezione nel 2023, quando aveva scritto che non conta se il piano sia stato concordato o attuato: «Rileva invece che quel piano terapeutico personalizzato fosse dovuto» (Cass. n. 13714/2023). Se il diritto dipendesse dalla redazione del piano — che molte strutture omettono o compilano in modo generico e che le Istituzioni spesso non arrivano neppure a formulare —, le famiglie finirebbero per pagare le inadempienze altrui.

Le ordinanze di maggio mostrano anche i limiti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una famiglia fiorentina perché il giudice d'appello aveva escluso, sulla base della documentazione medica, la natura sanitaria delle prestazioni, e quella valutazione di fatto non è sindacabile in Cassazione (Cass. n. 16735/2026). Con un'ordinanza interlocutoria su un caso di Carrara ha poi riconosciuto che la questione del rapporto tra struttura, ricoverato e Comune, e dei presupposti perché quest'ultimo paghi la quota sociale, «non ha trovato soluzioni del tutto allineate», e ha rinviato la questione alla pubblica udienza (Cass. n. 16801/2026).

Il principio, dunque, è solido, ma le cause si decidono nei gradi di merito, sulla documentazione clinica e sulle consulenze medico-legali. Per questo conviene:

  • Chiedere per iscritto alla struttura e all'ASL come è composta la retta e quale parte copre la Regione;

  • Ottenere copia integrale della cartella clinica e del diario assistenziale (la cui prima copia è gratuita secondo la Corte di giustizia UE);

  • Conservare verbali di invalidità, referti, lettere di dimissione e schede della terapia, soprattutto se ci sono farmaci per i disturbi del comportamento;

  • Non considerare vincolante l'impegno a pagare firmato all'ingresso, che può essere nullo o revocabile;

  • Farsi consigliare prima di sospendere i pagamenti o di avviare una causa.

Dopo quattordici anni di giurisprudenza costante, che una persona con demenza grave, bisognosa ogni giorno di farmaci, sorveglianza e cure, sia un malato e non un ospite d'albergo dovrebbe essere un fatto acquisito. Invece, per vederlo riconosciuto, le famiglie devono ancora affrontare ricorsi, appelli e giudizi di Cassazione, spesso mentre il loro congiunto resta ricoverato nella struttura con cui sono in causa.

Sentenze citate: Cass. civ., Sez. I, ordd. 27 maggio 2026 nn. 16595, 16601 e 16603; ordd. 28 maggio 2026 nn. 16735, 16777, 16789, 16801 (interlocutoria) e 16803; Cass. civ., Sez. I, 22 marzo 2012 n. 4558; Cass. civ., Sez. III, ord. 24 gennaio 2023 n. 2038; Cass. civ., Sez. III, ord. 18 maggio 2023 n. 13714.

Per saperne di più: la guida ADUC RSA e non autosufficienza

7 OTTOBRE 2026

Marasma carburanti. Incapacità e mancanza di prospettive. Verso il peggio

· di Vincenzo Donvito Maxia

Il governo era impegnato, alla fine del taglio delle accise, ad introdurre la cosiddetta accise mobile, uno sconto sui carburanti che dovrebbe dipendere dai rincari: lo Stato prende i soldi in più incassati grazie all’Iva pagata dai consumatori al distributore, e li usa per tagliare i prezzi.

Al momento non lo ho ancora fatto. I prezzi dei carburanti salgono per il diesel o calano per la benzina nonostante il prezzo del greggio del barile rimane fermo. I prezzi col tetto massimo (cup price) dei maggiori distributori vige ancora, ma ha dovuto rimodularsi verso l’alto per la mancanza della riduzione delle accise.

Il problema, al netto dei clamori mediatici del mancato provvedimento, è che non essendo una cosa semplice mettere in atto un’accise mobile, ed essendo il governo quel che è (molto scarso) in materia energia, non c’è da aspettarsi competenze all’altezza della situazione. E, soprattutto, visioni di un futuro che vadano oltre la ricerca di consenso per provvedimenti ad effetto… come nel caso della sospensione del bollo auto per il 2027, di cui ancora si sa poco a parte che non dovrebbe essere pagato, e che non è altro che una partita di giro perché le imposte (soprattutto quelle delle Regioni, maggiori beneficiarie di questo introito) verranno comunque prelevate in modi più o meno surrettizi.

Scarsità dovuta ad assenza di politiche per far fronte, per esempio, alla mancanza di raffinerie, bombardate nel corso dell'invasione russa dell’Ucraina. Nonché mancanza di politiche per far calare i consumi. La politica italiana di neutralità energetica è stata fallimentare, ché se si fosse investito di più su biodiesel ed elettrico, sulle rinnovabili, sul trasporto pubblico locale e quello su rotaia, oggi non saremmo in questa situazione. Domanda altissima e offerta pressoché bloccata da dinamiche per le quali l’Italia e il suo governo non sono in grado di contare in qualche modo.

Prendere atto di questa situazione, significa che ci aspettano periodi anche peggiori di quelli attuali, visto che le stagioni fredde sono meno clementi di quelle calde, sulle bollette quanto sui consumi.


Qui il video sul canale YouTube di Aduc

7 OTTOBRE 2026

Quali saranno le conseguenze di El Niño e dei potenziali eventi meteorologici estremi sui viaggi?

· di Redazione

Con l'arrivo di El Niño, si potrebbero verificare alterazioni dei modelli meteorologici globali e dei climi regionali, che a loro volta potrebbero influenzare le destinazioni dei viaggiatori quest'inverno.

Questo significa la possibilità di safari bagnati nell'Africa orientale, siccità nei Caraibi e nevicate imprevedibili negli Stati Uniti che potrebbero mandare all'aria i programmi di vacanza.

La professoressa Celeste Saulo, segretaria generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), ha avvertito: "Dobbiamo prepararci a un evento El Niño potenzialmente intenso, che aggraverà la siccità e le forti piogge e aumenterà il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che in mare".

I Centri di produzione globali dell'OMM indicano una "probabilità eccezionalmente alta, pari a quasi il 100%", che El Niño persista fino a febbraio 2027.

Il Met Office ha aggiunto che si tratta di un "evento senza precedenti" per il clima mondiale, e il professor Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine, ha affermato: "Non ho mai visto un segnale di El Niño così intenso nelle nostre previsioni".

Mentre ai turisti viene raccomandato di prepararsi al fenomeno meteorologico prima della partenza, cosa comporterà El Niño per le tendenze di viaggio quest'inverno?

Cos'è El Niño?

El Niño è un fenomeno climatico naturale che comporta fluttuazioni della temperatura superficiale dell'oceano nella parte centrale e orientale dell'Oceano Pacifico equatoriale, ha affermato l'OMM.

Le acque insolitamente calde sono in grado di influenzare i modelli meteorologici in tutto il mondo – inondazioni, siccità, tempeste, incendi e ondate di calore – e di innalzare la temperatura media globale.

Un aumento prolungato di 0,5 °C o più rappresenta la soglia per definire un evento El Niño.

Secondo l'OMM, l'indice Nino 3.4, ampiamente utilizzato per misurare le anomalie della temperatura superficiale del mare, ha registrato valori superiori di +2,0 °C alla norma nel mese di luglio.

Quando inizierà El Niño?

È probabile che un El Niño di notevole intensità si verifichi verso la fine del 2026, con alcune previsioni che indicano "l'evento più forte mai registrato", ha affermato l'Ufficio scientifico del governo britannico.

L'OMM aggiunge che gli eventi El Niño possono in genere durare fino a 18 mesi.

A settembre, l' OMM ha confermato che El Niño è ormai saldamente instaurato e si prevede che "dominerà i modelli climatici globali" da settembre a novembre 2026, provocando temperature superiori alla media e precipitazioni significative.

L'Ufficio scientifico del governo britannico ha aggiunto che si prevede che l'attuale fenomeno El Niño raggiungerà il suo picco nel dicembre 2026 e potrebbe protrarsi fino alla primavera del 2027.

Dove El Niño influenzerà il clima?

Non tutte le regioni del mondo saranno interessate da questo cambiamento climatico, ma si prevedono eventi meteorologici estremi in alcune zone dell'India, dell'Asia orientale, del Sud America, di alcune parti dell'Africa e del Pacifico occidentale.

"Gli effetti di El Niño si faranno probabilmente sentire per primi, con condizioni di siccità previste in India e nell'Asia meridionale, in America Centrale e nella regione del Sahel in Africa da giugno a ottobre."

"Le previsioni indicano anche una siccità durante l'attuale stagione dei monsoni estivi. Con lo sviluppo del fenomeno El Niño, gli impatti si faranno sentire nel Pacifico occidentale, nell'Africa orientale, in Australia e in Sud America", ha dichiarato l'Ufficio governativo per la scienza.

L'OMM ha aggiunto che l'aumento delle precipitazioni nell'Africa orientale provocherà intense "brevi piogge" tra ottobre e dicembre.

La dottoressa Ioana Colfescu, ricercatrice senior in climatologia e apprendimento automatico presso il National Centre for Atmospheric Science (NCAS), ha dichiarato: "Normalmente El Niño sposta le fasce di piogge tropicali, con Indonesia e Australia che si seccano, l'Africa orientale e la costa del Perù che ricevono forti piogge, l'Africa meridionale e i Caraibi che diventano aridi, e il sud degli Stati Uniti che ha un inverno umido e tempestoso. Per il Regno Unito, l'effetto è debole."

Quali condizioni meteorologiche potrebbe causare El Niño?

L'entità dei disagi causati dagli eventi El Niño varierà geograficamente. Non ci saranno due eventi identici. Sebbene le condizioni meteorologiche estreme possano essere più probabili del solito, è difficile prevedere con esattezza come reagirà il clima.

Le Nazioni Unite hanno affermato che è aumentata la probabilità di mesi di caldo estremo, inondazioni, siccità e condizioni meteorologiche avverse in tutto il mondo.

Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (UNDRR), l'Africa orientale potrebbe subire un aumento del rischio di inondazioni e frane, mentre l'Africa meridionale rischia di essere colpita da siccità e stress idrico più intensi.

Nell'Asia meridionale e sudorientale, siccità, caldo estremo e incendi boschivi potrebbero rappresentare un problema, mentre alcune zone dell'America Latina e dei Caraibi sono soggette a inondazioni, frane e interruzioni nella produzione di energia idroelettrica.

Quali saranno le conseguenze di El Niño per i viaggiatori?

I safari nell'Africa orientale si preannunciano "più piovosi del normale". Con le intense e brevi piogge previste da ottobre a dicembre, esiste il rischio che i campi tendati in Kenya e Tanzania rimangano isolati a causa dell'innalzamento del livello dei fiumi, ha affermato il dottor Colfescu.

Tuttavia, nell'Africa meridionale El Niño di solito porta un'estate più calda e secca: le previsioni indicano Botswana, Zimbabwe, Namibia, Zambia meridionale e gran parte del Sudafrica fino a marzo.

Per quanto riguarda i Caraibi, il dottor Colfescu ha affermato che, sebbene la regione potrebbe registrare un minor numero di uragani, la siccità rappresenta una preoccupazione per i meteorologi caraibici, poiché le isole soffrono per la mancanza di piogge.

I paesi potrebbero trarre vantaggio dai cambiamenti climatici causati da El Niño?

Secondo le previsioni, i Caraibi si preparano a godere di un clima soleggiato dopo un autunno con meno uragani, e Bali vivrà un'esperienza simile prima della stagione delle piogge.

Sebbene i Caraibi e l'Africa meridionale possano registrare un inverno più secco, ciò rappresenta un "vero problema" per gli agricoltori e le famiglie che vi risiedono tutto l'anno, ha aggiunto il dottor Colfescu.

Sulle piste, gli sciatori potrebbero godere di nevicate superiori alla media nella parte meridionale dell'ovest americano; tuttavia, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) prevede tempo umido in California, nel sud-ovest e nelle Montagne Rocciose meridionali.

Quali sono i consigli degli esperti per i viaggiatori?

"Il mio consiglio è di affrontare questo El Niño un po' come si fa con le prenotazioni delle vacanze in Scozia: bisogna prevedere un certo margine di flessibilità", ha avvertito il dottor Colfescu.

Ha aggiunto: "Prenotate con rimborso quando possibile, controllate cosa dice la vostra assicurazione di viaggio in caso di disagi dovuti al maltempo e siate pronti a cambiare le date."

Si consiglia ai viaggiatori di seguire gli aggiornamenti delle previsioni meteorologiche e di verificare gli itinerari delle crociere qualora la siccità dovesse interessare il Canale di Panama.

Il dottor Colfescu ha affermato: "Se vi recate in una zona colpita dalla siccità, fate attenzione al consumo di acqua, perché gli abitanti del luogo dovranno ancora conviverci dopo il vostro ritorno. Se fate immersioni o snorkeling, preparatevi alla possibilità di trovare coralli sbiancati su alcune barriere coralline. El Niño aumenta il rischio di sbiancamento sulla Grande Barriera Corallina, e questo fenomeno si verificherà probabilmente la prossima estate."

Quali paesi hanno emesso avvisi di viaggio a causa di El Niño?

Ecuador

Le autorità ecuadoriane hanno emesso un'allerta rossa in vista del previsto evento meteorologico El Niño tra il 2026 e il 2027.

Il Ministero degli Esteri britannico (FCDO) ha emesso un avviso riguardo ai viaggi in Perù: "Si prevede che El Niño genererà precipitazioni insolitamente intense, possibili inondazioni e frane, nonché temperature più elevate, che potrebbero causare disagi ai trasporti e ad altri servizi. Le condizioni meteorologiche estreme potrebbero influenzare i vostri piani di viaggio."

Giappone

Secondo l'Agenzia meteorologica giapponese (JMA), le condizioni di El Niño persistono nel Pacifico equatoriale dalla primavera del 2026.

"È praticamente certo che continueranno fino all'inverno boreale", ha affermato la JMA.

Ad agosto, la temperatura della superficie del mare nella regione è risultata superiore alla norma, con una deviazione di +3,4 °C , ha aggiunto.

India

Il ministro degli affari esteri indiano , S. Jaishankar, ha avvertito che il mondo si troverà ad affrontare una "grave crisi alimentare" nei prossimi mesi, poiché le guerre in Ucraina e in Medio Oriente aggravano gli effetti di un El Niño "super".

Perù

Dalla fine del 2026 all'aprile del 2027, si prevede che il fenomeno meteorologico El Niño porterà forti piogge, possibili inondazioni, frane e smottamenti lungo le coste settentrionali e centrali del Perù.

"Queste misure potrebbero causare disagi ai viaggi, come la chiusura di strade, e compromettere l'accesso ai servizi essenziali", ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico (FCDO).

California, Stati Uniti

Il governatore Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza per mobilitare le risorse in vista della stagione delle tempeste El Niño di quest'inverno.

"Ci stiamo preparando in anticipo per questo El Niño perché ogni californiano merita di essere al sicuro nella propria casa, di rimanere in contatto con la propria comunità e di essere protetto quando arrivano condizioni meteorologiche avverse", ha dichiarato Newsom.

(Natalie Wilson su The Independet del 06/10/2026)

7 OTTOBRE 2026

Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 07/10/2026

· di Redazione

Premessa editoriale

Diritti amministrativi, consumi in calo, disservizi pubblici e scelte energetiche sbagliate: l'Italia attraversa una settimana dove il malfunzionamento dello stato e l'incertezza economica pesano sul quotidiano dei cittadini. Dalla casa alla sanità, dai rifiuti all'energia, le istituzioni faticano a risolvere problemi concreti mentre l'inflazione risale e le famiglie stringono la cinghia. Servono coraggio normativo e scelte coerenti, non proclami.

In questo numero

EDITORIALE

→ Cari lettori del web di Aduc... volete sostenerci?

LA PULCE NELL'ORECCHIO

→ In ricordo di Adele Faccio

OSSERVATORIO LEGALE

→ La nuova frontiera dei diritti: l’effettività amministrativa

→ Riconoscimento della paternità e tutela del minore

→ Il controllo delle procedure di acquisizione probatoria: quando le garanzie formali non bastano. Caso Garlasco

ARTICOLI

→ Firenze. Dimmi dove mandi i tuoi rifiuti e ti dirò quanto sei “sostenibile” (anche finanziariamente)!

→ Crisi della casa. No alle restrizioni delle libertà. Stimolare gli investimenti finanziari

→ Un tempo le droghe psichedeliche erano considerate "carburante rivoluzionario per razzi", ma potrebbero rivelarsi farmaci in grado di cambiare la vita?

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 06/10/2026

→ L’economia familiare galleggia con tendenza al ribasso. Futuro grigio

→ Italia. Il fine settimana drogato. Tutto come non potrebbe essere altrimenti

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026

→ Osservatorio disservizi da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Politiche energetiche. Isterie e incapacità

→ La raccolta rifiuti a Firenze

→ Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda

→ I social non hanno ucciso lo stile personale, ma il modo in cui lo comunichiamo

→ Economia in deterioramento. Da agosto a settembre si va verso un ottobre più incerto

→ Il Governo abbia il coraggio di fissare per legge i prezzi energetici

→ Lettera mensile ADUC — Ottobre 2026

→ Caro carburanti. L’alternativa è nel libero mercato con meno consumi e più ecologici

→ La tavola condivisa e il glucosio che si quieta: cronaca di un metabolismo sociale

→ Ceuta, espediente per sospendere il diritto all'asilo

→ Investire Informati. Newsletter settimanale di Aduc. 01/10/2026

→ Salute. Neswletter settimanale di Aduc. 01/10/2026

→ Hezbollah e Venezuela: vent'anni di narcotraffico e riciclaggio

→ L'inverno demografico dal punto di vista australiano

→ Le centrali elettriche a batteria del Vermont

→ Inflazione in crescita pesante a settembre. Chi semina vento raccoglie tempesta

→ L'intelligenza artificiale ha reso più costoso prendere in prestito: come stanno cambiando i mercati obbligazionari

→ Polizza assicurativa con investimenti di tipo "Wrapper"

→ Il peggior compleanno di Dylan Dog!

→ Firenze, bus del mattino: un’ora e mezza per andare a scuola, e in classe non si arriva

→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 30/09/2026

GIANNINO

→ Il saio di san Francesco

STATI UNITI D'EUROPA

→ Rilanciare la crescita per proteggere l’indipendenza della Bce. Mario Draghi

→ Le armi europee senza un governo europeo. Un’importante risposta del ministro Crosetto a Europa Radicale

NOTIZIE

→ ITALIAITALIA. L’AI entra negli investimenti (solo all'inizio), ma gli italiani continuano a scegliere il consulente

→ U.E.U.E.. Consumi, Eurostat: Ad agosto +0,1% mensile e +0,8% annuo vendite dettaglio eurozona

→ CINACINA. Mercato auto in crisi

→ U.E.U.E.. Copyright sulla voce della presidente Meloni?

→ U.E.U.E.. I prezzi di case e affitti, in Europa, continuano a salire.

→ NEPALNEPAL. Animali venerati ma senza una legge che li protegga

→ USAUSA. Trump crea la "Super Intelligence Force" per l'IA, ma senza regole vincolanti

→ ITALIAITALIA. Bonifico genitore-figlio: Cassazione, l'8% scatta senza atto notarile

→ ITALIAITALIA. Ex Ilva, la Corte d'Appello: la salute prevale sugli altiforni

→ DANIMARCADANIMARCA. Danimarca: violati dati di 8,8 milioni di persone nel registro CPR

→ U.E.U.E.. Euro ai minimi da 17 mesi sul dollaro per i timori sul debito francese

→ U.E.U.E.. BCE: investimenti in bond famiglie UE a +6,2%, risparmio in calo

→ FRANCIAFRANCIA. Nella morsa del debito: spread ai massimi dal 2011

→ ITALIAITALIA. Carburanti, da oggi stop a sconti su gasolio ma accise mobili

→ COLOMBIACOLOMBIA. L'economia sommersa di droga e oro vale il 4,4% del PIL

→ USAUSA. Caribe, nuovo raid Usa contro barca narco sospetta: 4 morti, bilancio a 235

→ ITALIAITALIA. Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società - Secondo trimestre 2026. Istat

→ U.E.U.E.. Europol smantella il gruppo KillSec guidato da un 16enne

→ TAIWANTAIWAN. Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT

→ MONDOMONDO. Narco-sottomarini dei cartelli: la cocaina sommersa che invade l'Europa

→ ITALIAITALIA. Cpr, record di ingressi ma rimpatri crollati: il rapporto ActionAid-UniBa

→ MONDOMONDO. Cimitero Mediterraneo: nel 2026 una vittima ogni 23 migranti sbarcati

→ ITALIAITALIA. Riforma RSA Piemonte: territori pronti, ma servono risorse certe

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. I consigli comunali verdi spingono per le drug consumption room

→ USAUSA. Arizona, studenti delle superiori vendono armi ai cartelli messicani

→ U.E.U.E.. Congelati aiuti alla Sierra Leone presumibilmente a causa di un narcotrafficante latitante

→ FIJIFIJI. Durante un furto in un tribunale, la cocaina è stata sostituita con farina

→ U.E.U.E.. Calano i consumi di alcol a vantaggio di alternative salutari

→ U.E.U.E.. Videogiochi, l'UE indaga 10 aziende per costi nascosti e valute virtuali

→ ITALIAITALIA. IQVIA, dati di un milione di pazienti non erano anonimi: multa da 7 milioni

→ ITALIAITALIA. Truffa oro e criptovalute: sequestri per 1,6 milioni, blitz nel Teramano

→ ITALIAITALIA. Truffa dei lingotti d'oro, Cassazione chiude la porta ai risarcimenti

→ ITALIAITALIA. Abusivismo finanziario: Consob oscura 5 siti, totale a 1.834

→ ITALIAITALIA. Finta banca d'investimenti, truffa da 6 milioni: sequestri a Torino

→ ITALIAITALIA. Scuola, alunni italiani -612mila, stranieri +83mila in 5 anni

→ MONDOMONDO. Unhcr: 5,8 milioni di bambini rifugiati senza scuola, tagli a rischio

→ U.E.U.E.. La Corte di Giustizia blocca la sospensione automatica dell'asilo

→ ITALIAITALIA. Suicidio assistito. Ass. Coscioni deposita firme per pdl in Lombardia e Piemonte

→ ITALIAITALIA. Pesaro, sfratto dalla Rsa rischia di dividere coppia sposata da 54 anni

→ MONDOMONDO. Oms: aspettativa di vita torna ai livelli pre-Covid, ma crescono le malattie croniche

→ ITALIAITALIA. Varese, medici ospedalieri in Rsa per ridurre i ricoveri degli anziani

→ ITALIAITALIA. Piemonte, 12 mila anziani in lista d'attesa per un posto in Rsa

→ ITALIAITALIA. Medici in fuga dal pubblico: nel 2025 le dimissioni superano le pensioni

→ MESSICOMESSICO. Un chihuahua nella Guardia Nazionale contro i narcos

→ IRLANDAIRLANDA. È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga

→ BOLIVIABOLIVIA. Arrestato il procuratore generale Mariaca dopo stop Usa al visto

→ FIJIFIJI. Approvata legge sullo scambio di siringhe contro l'emergenza HIV

→ MONDOMONDO. CPI, respinta richiesta Duterte su verifica prove digitali

→ ITALIAITALIA. Vendite al dettaglio in crescita ad agosto. Istat

→ U.E.U.E.. EFSA ha espresso parere positivo sull'uso di CBD negli alimenti

→ U.E.U.E.. Il diritto alla cancellazione dei dati vale anche per i registri di battesimo

→ U.E.U.E.. Consultazione pubblica sul diritto all'oblio degli ex-malati di cancro

→ ITALIAITALIA. Attenzione alle multe false sul parabrezza: la truffa del codice QR

→ ITALIAITALIA. Poste compra anche azioni Tim sul mercato. Ora è all'86,952%

→ U.E.U.E.. Rimpatri migranti senza diritto al soggiorno. Nuove norme

→ ITALIAITALIA. Decreto imballaggi approvato in via definitiva

→ USAUSA. SEC: truffe su WhatsApp e Facebook, rubati 15 milioni agli investitori

→ ITALIAITALIA. Prestiti e mutui: chi chiede meno importi paga tassi più alti

→ USAUSA. Piombo nei Tampax: via libera alla class action contro Procter & Gamble

→ ITALIAITALIA. Tamoil blocca i prezzi dei carburanti fino al 31 ottobre 2026

→ ITALIAITALIA. Piantedosi: sei nuovi Cpr in Italia, uno in Toscana

→ SPAGNASPAGNA. Madrid: 9mila appartamenti per affitti turistici in meno in 2 anni

→ COSTARICACOSTARICA. 45 tonnellate di cocaina volano negli USA per essere distrutte, ma la violenza resta nel Paese

→ GERMANIAGERMANIA. Studio: la legalizzazione della cannabis non ha aumentato i consumi

→ USAUSA. Il 65% sostiene che è colpa di Trump per gli alti costi

→ ITALIAITALIA. Casa, energia e cantieri, le proposte dell'ANCE per le città del futuro

→ U.E.U.E.. infrazione Ue a Italia, Grecia, Spagna e Malta sull'efficienza energetica

→ ITALIAITALIA. Lavoro Agosto. Crescono disoccupati, stabili occupati, calano inattivi. Istat

→ ITALIAITALIA. In quinta elementare il 52,7% degli alunni ha uno smartphone personale, in seconda media si sale al 90,7%

→ ITALIAITALIA. Avviata la campagna vaccinale 2026-2027

→ U.E.U.E.. L’inflazione esplode ovunque nella zona euro

→ U.E.U.E.. Cento accademici e quattro ex commissari denunciano l'inazione della Commissione per proteggere Schengen

→ ITALIAITALIA. Prolungati i controlli alle frontiere con la Spagna

→ ITALIAITALIA. Meloni chiede a von der Leyen più deficit per gli aiuti sull’energia

→ MONDOMONDO. Rapporto Allianz sulla ricchezza globale 2026

→ USAUSA. Prezzi fissati da algoritmi: si cerca una soluzione

→ USAUSA. McDonald's usa l'IA per i prezzi: Big Mac, costi diversi se si abita vicini al ristorante

→ ITALIAITALIA. Cellulari, Cassazione: produttori devono informare sui rischi delle onde

→ MONDOMONDO. Tre miliardi offline: GSMA avverte, l'AI allarga il digital divide

→ ITALIAITALIA. Fiducia consumatori in calo a settembre. Istat

→ U.E.U.E.. Salute delle donne, l'Ema prepara una roadmap contro i gap nella ricerca

→ ITALIAITALIA. Rsa: se la famiglia paga le cure, accompagnamento e assegno restano dovuti

→ U.E.U.E.. Nasce ENP, il circuito europeo dei pagamenti alternativo a Visa e Mastercard

→ TURCHIATURCHIA. Truffa in Borsa a Istanbul: 450mila risparmiatori coinvolti

→ ITALIAITALIA. Tonfo Juventus in piazza Affari, bilancio in rosso di 66 milioni: nuovo aumento di capitale

→ USAUSA. SEC incrimina quattro società per una truffa da 15 milioni con bot AI

→ ITALIAITALIA. Inflazione in crescita a settembre. Stima Istat

→ ITALIAITALIA. Aborto sicuro, un diritto ancora poco riconosciuto: la denuncia dell’Associazione Coscioni

→ ITALIAITALIA. Come cambia il carrello della spesa.Dal free from al rich-in

→ ITALIAITALIA. La Gen Z nello shopping online si fida poco dei consigli dell’Intelligenza artificiale

→ ITALIAITALIA. Più della metà dei bar che offrono brioche e cornetti usa prodotti surgelati, si arriva all’86% per i croissant vegani

→ ITALIAITALIA. Arera, bolletta elettrica +37,3% nel quarto trimestre per clienti vulnerabili

→ ITALIAITALIA. BTp, i rendimenti in asta volano ai massimi da tre anni

→ SPAGNASPAGNA. Crisi abitativa. Il governo approva nuove misure

→ U.E.U.E.. I trasporti, una realtà europea

→ U.E.U.E.. La Commissione promette pragmatismo e flessibilità sui prezzi dei carburanti

LETTERE

→ RSA accreditata Lombardia: può chiedere ISEE e fideiussione ai figli?

→ Unipol, ivass sinistri falsi nell'attestato di rischio auto: come farli cancellare 20/09/2026

→ Incidente in parcheggio coperto: altezza non segnalata, come chiedere danni

→ Confini, infiltrazioni e abusi edilizi: dove chiedere informazioni gratuite

→ Rimborso costumi non arrivato: come fare una messa in mora

→ Rimborso parabrezza sostituito da Carglass: a chi rivolgersi se l'assicurazione rifiuta

→ Consegna incompleta libri universitari Mondadori: come ottenere rimborso

→ Fastweb: addebito non dovuto dopo passaggio a altro operatore

→ Bollette acqua dopo vendita casa: come contestare debiti prescritti

→ Multa ZTL Dubrovnik con auto a noleggio: come agire contro l'host

→ Account Instagram e Facebook sospesi: cosa fare se Meta non risponde

→ Debito Tim 2017 segnalato da agenzia di recupero crediti: come comportarsi

→ Richiesta pagamento da C-Date: come comportarsi

→ Bollo auto Fiat Punto: esenzione 2027 e rimborso periodo già pagato

→ Clima rotto dopo 20 giorni: la garanzia copre anche la manodopera?

→ Multa su auto venduta: come contestare l'ingiunzione di pagamento

→ Integrazione retta RSA: come chiedere il pagamento alla ASL

→ RSA R1 chiede di pagare farmaci: è legittimo per invalido al 100%

→ Attestazione inutilizzabilità veicoli: cosa fare se il Comune non risponde

→ Parcheggio condominiale: come trovare la documentazione del posto auto

→ Assicurazione invalidità legata al mutuo: indennizzo prescritto, si può recedere

→ Zanzariere Leroy Merlin pagate e mai posate: come ottenere il rimborso

→ Lettera minatoria da studio legale tedesco: è una truffa o un vero debito

→ CU e giorni di sciopero: le detrazioni fiscali si riducono?

→ Separazione con figlie minorenni: affidamento, casa coniugale e mantenimento

→ Bollo auto: come verificare se il debito è prescritto

→ Disdetta assicurazione infortuni: il termine è di 30 o 60 giorni

6 OTTOBRE 2026

Firenze. Dimmi dove mandi i tuoi rifiuti e ti dirò quanto sei “sostenibile” (anche finanziariamente)!

· di Lorenzo Somigli

Dove finisce un rifiuto dopo il cassonetto? La Toscana pretratta, ma la chiusura del ciclo è in gran parte fuori. Il peso logistico nei bilanci di Plures S.p.A.

L’analisi incrociata tra i dati ambientali (MUD, ovvero il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) e i bilanci depositati al 31/12/2025 documenta l’entità dei trasferimenti fuori ambito. I costi per servizi di trasporto e smaltimento raggiungono i 93 milioni di euro, incidendo sui margini nel quadro delle vigenti regole tariffarie.

A seguito degli approfondimenti sui disallineamenti contabili tra Plures S.p.A. e alcune amministrazioni comunali dell’ATO Toscana Centro (l’Ambito Territoriale Ottimale che pianifica e gestisce il servizio rifiuti), la redazione de La Firenze che Vorrei ha analizzato la documentazione tecnica e contabile relativa all’esercizio 2025.

La presente ricostruzione si fonda sull’esame dei registri di carico e scarico, del MUD e dei Bilanci (d’Esercizio e Consolidato) approvati e revisionati. I documenti tracciano, con i rispettivi Codici Europei Rifiuti (i codici CER usati in Europa per classificare ogni scarto) e con gli impianti di destinazione autorizzati, le movimentazioni in uscita da 11 unità locali riferibili a Plures S.p.A., per un totale complessivo di 346.741 tonnellate.

Il quadro generale dei flussi: l’incidenza dei trasferimenti fuori ambito

I dati evidenziano come la fase di pretrattamento avvenga prevalentemente dentro i confini regionali (negli impianti di Case Passerini, Montespertoli, Borgo San Lorenzo e Ferrale, con l’unica eccezione del polo extra-regionale di Parona in provincia di Pavia), mentre la destinazione finale di una quota maggioritaria dei volumi si collochi all’esterno dell’ATO.

Sulla massa totale movimentata di 346.741 tonnellate:

  • Fuori dall’ATO Toscana Centro: 82-83%;
  • Fuori dalla Regione Toscana: 54-55%;
  • Restano nell’ATO Centro: 17-18% (inclusi i conferimenti a CMSA Montecatini Terme, GIDA Prato e Bisenzio Ambiente);
  • In Toscana ma fuori dall’ATO Centro: 28-30%.

Anche escludendo dal conteggio il polo lombardo di Parona (108.093 tonnellate) e i percolati storici di discarica (30.135 tonnellate), la quota di rifiuti solidi urbani in uscita dagli impianti toscani analizzati (208.513 tonnellate) e destinata a strutture fuori ATO risulta stabilmente superiore al 75%.

L’anatomia degli scarti

I documenti attestano che i conferimenti verso impianti terzi autorizzati (tra i destinatari ricorrenti figurano strutture facenti capo a Herambiente del gruppo Hera, FEA, Rea Dalmine, GCE, Belvedere e Delca Energy) si concentrano principalmente in tre categorie:

  • Trattamento Meccanico Biologico (TMB): 260.063 tonnellate, pari a circa il 75% del totale analizzato. I volumi risultano in uscita prevalentemente da Case Passerini TMB (148.051 tonnellate) e Paronese Lotto 1 (108.093 tonnellate). Si tratta in gran parte di CER 191210 (ovvero CSS, Combustibile Solido Secondario destinato a recupero energetico con operazione R1) e CER 191212 (scarti da trattamento meccanico non recuperabili come materia).
  • Compostaggio e sovvalli: 54.616 tonnellate. Dagli impianti di Montespertoli (49.375 tonnellate) e Faltona (5.241 tonnellate) proviene la frazione non trasformata in compost (FORSU, la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). A Montespertoli, 48.500 tonnellate risultano classificate con CER 190501; a Faltona, 3.713 tonnellate figurano come sovvallo. Si tratta di scarti la cui produzione è fisiologica ed è espressamente prevista dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e dalle BAT di settore (Best Available Techniques).
  • Percolati da discariche pregresse: 30.135 tonnellate. Si tratta di reflui liquidi (CER 190703 e 161002) originati dalle discariche in fase post-operativa di Case Passerini e Bosco ai Ronchi, il cui smaltimento presso depuratori industriali rappresenta un obbligo di legge disconnesso dall’ordinaria raccolta urbana annuale.

Risulta inoltre dai documenti che oltre 140.000 tonnellate complessive sono destinate a impianti riconducibili a un unico gruppo industriale extra-regionale. Tali conferimenti avvengono nel pieno rispetto delle procedure di gara pubblica, ma testimoniano la dipendenza del sistema dall’offerta di mercato.

L’impatto economico a bilancio

Il Bilancio di Esercizio individuale 2025 di Plures S.p.A. (corredato dalla relazione della società di revisione PwC) attesta ricavi delle vendite e delle prestazioni in crescita da 459,7 milioni di euro nel 2024 a 482,58 milioni di euro nel 2025 (+22,8 milioni di euro). Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si mantiene stabile a 77,7 milioni di euro, ma l’Utile Operativo (EBIT) subisce una contrazione da 31,23 a 24,43 milioni di euro, con una flessione pari al 21,8%.

A incidere in modo determinante è l’incremento dei Costi per Servizi, passati da 252,8 milioni a 286,44 milioni di euro (+33,6 milioni di euro).

All’interno di questa voce, la spesa per «Trasporto, trattamento e smaltimento rifiuti si attesta a 93,07 milioni di euro (in aumento rispetto ai 90,2 milioni dell’esercizio precedente).

Questa cifra rappresenta la prima voce di spesa operativa per servizi esterni dell’azienda, risultando persino superiore ai costi sostenuti per le attività di raccolta diretta sul territorio, pari a 74,61 milioni di euro.

Il comparto Ambiente nel Consolidato e il lag regolatorio

A livello di Gruppo (che consolida anche i risultati delle società Estra e Publiacqua), il settore Ambiente evidenzia ricavi Adjusted in crescita a 701,6 milioni di euro, a fronte di un EBITDA in calo da 100,36 a 92,98 milioni di euro (-7,3%) e di un EBIT in riduzione da 45,26 a 26,00 milioni di euro (-42,5%).

Come esplicitato dagli amministratori nelle note di bilancio (pagine 24 e 29), su questi dati pesa il meccanismo tariffario stabilito dall’Autorità di Regolazione ARERA con il metodo MTR-3. I costi sostenuti oggi per il trattamento e lo smaltimento presso terzi vengono infatti riconosciuti nei Piani Economico Finanziari (PEF) comunali soltanto a distanza di due anni (il cosiddetto lag regolatorio t-2). Questo disallineamento temporale è quantificato nei documenti in 15,1 milioni di euro per il 2024 e in 28,2 milioni di euro per il 2025.

Il riassetto finanziario della società

Le passività finanziarie non correnti di Plures S.p.A. registrano un incremento da 208,06 a 783,18 milioni di euro. Tale variazione è direttamente correlata alle operazioni straordinarie perfezionate nel corso del 2025, tra cui la sottoscrizione di un finanziamento multi-linea bancario da 765 milioni di euro e un prestito obbligazionario di tipo USPP con la società Pricoa per complessivi 235 milioni di euro.

Come indicato nella nota integrativa, 224 milioni di euro erogati nel 2025 sono stati veicolati a Estra sotto forma di finanziamenti soci per supportare i piani di investimento e ristrutturare il debito. Complessivamente, l’Indebitamento Finanziario Netto consolidato del Gruppo si attesta a 1.126,5 milioni di euro, a fronte di un Patrimonio Netto pari a 1.393,9 milioni di euro.

Riflessioni conclusive e questioni aperte

La disamina congiunta dei flussi fisici di rifiuti e degli oneri contabili restituisce la fotografia di un sistema integrato in cui la gestione logistica degli scarti costituisce un vincolo strutturale.

A fini di trasparenza e per garantire completo diritto di replica, si pongono tre quesiti agli enti preposti (Plures S.p.A., ATO Toscana Centro e Regione Toscana):

  • Recupero di materia: al netto delle operazioni di recupero energetico (R1) e di smaltimento (D1 e D10) applicate ai codici CER 190501, 191210 e 191212, qual è il dato consuntivo validato da ARRR (l’Agenzia Regionale Recupero Risorse della Toscana) relativo alla percentuale di rifiuto urbano avviato a effettivo recupero di materia (operazioni da R2 a R12) per l’anno 2025?
  • Pianificazione impiantistica: alla luce dei volumi inviati fuori ATO (superiori al 75% per i rifiuti solidi), quali tempistiche certe sono previste dai piani d’ambito e regionali per la realizzazione di nuovi impianti di chiusura del ciclo dedicati a CSS e sovvalli?
  • Innovazione nel compostaggio: quali interventi specifici risultano attualmente finanziati e cantierabili sui poli di Montespertoli e Faltona per migliorare la gestione delle bioplastiche compostabili e ridurre la quota di sovvallo?

La sostenibilità reale di un sistema si misura anche in quanti chilometri percorre un rifiuto dopo la raccolta e nell’impianto in cui trova la sua destinazione finale.

Nota metodologica: L’inchiesta si fonda esclusivamente sui registri di carico/scarico, MUD 2025 e sui Bilanci d’Esercizio e Consolidato di Plures S.p.A. (chiusura al 31/12/2025) visionati dalla redazione. I codici e le classificazioni (CER, R/D per recupero/smaltimento) rispecchiano le risultanze documentali. I dati economici sono riportati in conformità ai documenti depositati e revisionati. La presente esposizione non intende stabilire nessi causali ulteriori rispetto a quanto esplicitamente riportato dagli organi amministrativi e di controllo nei documenti citati. La redazione resta a disposizione per accogliere e pubblicare eventuali precisazioni o integrazioni da parte dei soggetti menzionati. Per le rispettive competenze, richiesta di riscontro è stata inviata anche al gruppo Hera.

6 OTTOBRE 2026

Crisi della casa. No alle restrizioni delle libertà. Stimolare gli investimenti finanziari

· di Vincenzo Donvito Maxia

La crisi abitativa in Italia si muove tra emergenza sociale, trasformazione urbana e squilibri finanziari. Se da un lato trovare una casa in affitto a prezzi sostenibili è diventata impresa ardua per lavoratori e studenti, dall'altro lato il settore immobiliare rappresenta per eccellenza il rifugio dei risparmiatori italiani. Proviamo a capire le connessioni tra queste dinamiche e le possibili strade per riequilibrare l'allocazione del capitale.

La spinta sugli affitti brevi e la desertificazione dei centri storici

In molte città italiane ed europee la domanda di immobili in affitto a lungo termine supera ampiamente l'offerta disponibile. Molti proprietari scelgono di destinare le proprie case agli affitti brevi per uso turistico. Preferenza che si spiega con:

  • Maggiore redditività potenziale: rendimenti complessivi spesso superiori rispetto ai contratti tradizionali a canone concordato o libero.

  • Minore rischio di morosità e occupazione indebita: contratti di pochi giorni eliminano le lunghe e complesse procedure giudiziarie di sfratto.

Tuttavia, il passaggio di immobili dal mercato residenziale verso quello turistico produce effetti diretti sulla struttura delle città:

  1. Spopolamento dei residenti: i centri storici perdono la comunità locale (famiglie, studenti, lavoratori della PA e dei servizi).

  2. Aumento del carovita: i prezzi delle locazioni residue salgono a causa della scarsità di offerta, trascinando al rialzo anche i costi dei servizi di quartiere e del commercio di prossimità, gradualmente sostituito da attività ad uso e consumo esclusivo dei visitatori.

Il diritto di proprietà e i limiti normativi locali

Di conseguenza, diversi Comuni hanno introdotto regolamenti, vincoli o limitazioni alla destinazione turistica degli immobili nei nuclei urbani ad alta densità abitativa. Interventi che hanno sollevato un acceso dibattito giuridico ed economico. Da un lato le amministrazioni pubbliche tentano di tutelare il diritto all'abitazione e il decoro urbano; dall'altro, molti proprietari denunciano una limitazione sostanziale del diritto di fruire liberamente del proprio bene (garantito dall'articolo 42 della Costituzione).

Il rischio avvertito dai risparmiatori che investono nella casa è di subire una rigidità normativa che riduce il valore e l'utilità del risparmio accumulato sotto forma di mattone.

In questa situazione, ignari dei disastri fatti dall’equo canone alcune decine di anni fa ed entusiasmati dalle manifestazioni in corso in Spagna (dove per la crisi abitativa il governo si è dimesso e si va alle elezioni anticipate), si fanno strada proposte di blocco degli sfratti da parte degli statalisti, nonché ampliare la possibilità di costruire nuove abitazioni. Mentre la prima creerebbe maggiori problemi spaccando il Paese in due tra proprietari e inquilini, la seconda proposta, per quanto logica, andrebbe valutata con molta attenzione. L’Istituto Bruno Leoni, per esempio, ipotizza maggiori costruzioni estendendosi verso l’alto, nonché costruzioni in periferie meglio collegate con il centro città e una riforma degli sfratti per renderli più esecutivi.

Il "culto del mattone" e l'impatto sul sistema produttivo

L'Italia si distingue per un'altissima percentuale di famiglie proprietarie della casa di abitazione (75%) e per una spiccata inclinazione verso l'investimento immobiliare secondario come forma di previdenza integrativa o conservazione della ricchezza.

La netta preferenza per il mattone rispetto agli investimenti finanziari ed azionari genera una conseguenza sulla struttura economica generale:

  • Sottrazione di capitale alle imprese: i risparmi convogliati prevalentemente nel settore immobiliare non alimentano il mercato dei capitali di rischio (mercato azionario, private equity, venture capital) né la liquidità bancaria destinata al credito d'impresa.

  • Impatto sulla crescita industriale: il settore manifatturiero e delle tecnologie avanzate necessita di ingenti capitali per l'innovazione, la transizione ecologica e l'espansione internazionale. Un mercato finanziario poco denso penalizza la competitività delle aziende nazionali.

Invertire la tendenza: educazione finanziaria e tutela dai rischi

Invertire gradualmente l'eccessiva dipendenza dall'investimento immobiliare a favore di un'allocazione più equilibrata nei mercati finanziari richiede di affrontare due ostacoli primari: la cultura finanziaria e la percezione del rischio.

Per favorire questa transizione occorre agire su precise linee guida:

1. Diffusione dell'educazione finanziaria

Molti risparmiatori scelgono l'immobile perché percepito come un bene concreto e comprensibile. Promuovere programmi capillari di alfabetizzazione finanziaria aiuterebbe a comprendere concetti chiave quali:

  • La diversificazione del portafoglio (per ridurre il rischio complessivo).

  • L'impatto dell'inflazione sui liquidi e il rendimento storico dei mercati azionari nel lungo periodo.

  • L'importanza dei fondi comuni, dei PIR (Piani Individuali di Risparmio) e degli strumenti che indirizzano il capitale privato verso l'economia reale nazionale.


2. Contrasto alle truffe e tutela del risparmio

La ritrosia verso i mercati finanziari deriva spesso anche da scandali passati o dalla paura di frodi. Un sistema finanziario in grado di attrarre capitale dal settore immobiliare richiederebbe:

  • Vigilanza stringente da parte degli organi di controllo sulle piattaforme e sui prodotti di investimento.

  • Regole trasparenti e tutele adeguate contro l'abusivismo finanziario e gli schemi speculativi fraudolenti.

  • Un quadro fiscale stabile e premiante per chi sceglie di investire a lungo termine nelle aziende del Paese.

Riequilibrare l'allocazione del risparmio privato tra mercato immobiliare e finanza d'impresa permetterebbe da un lato di allentare la pressione speculativa sul mercato delle abitazioni, e dall'altro di dotare il sistema industriale delle risorse necessarie per sostenere l'occupazione e lo sviluppo economico.

Siamo consapevoli che, soprattutto a livello europeo, le politiche di tutela e promozione del risparmio finanziario sono in corso, ma evidentemente non bastano e rappresentano ancora una nicchia, soprattutto troppo e male orchestrate da istituti finanziari più che altro interessati ai propri guadagni che alla soddisfazione dei clienti.

6 OTTOBRE 2026

Un tempo le droghe psichedeliche erano considerate "carburante rivoluzionario per razzi", ma potrebbero rivelarsi farmaci in grado di cambiare la vita?

· di Redazione

La copertina e il titolo di Trip Reports di Rich Haridy ricordano il poster di una band rock psichedelica o di un " happening " degli anni '60. Suggeriscono immediatamente l'orientamento del libro.

Trip Reports è a tratti una lettura affascinante. È scritto da un autoproclamato " psiconauta ", ovvero una persona con un interesse appassionato, a volte persino evangelico, per sostanze psicotrope potenti, strane e spesso imprevedibili.

Haridy, giornalista di Melbourne, si addentra nella scienza della medicina psichedelica e negli sviluppi in Australia. Esamina le proprietà di diverse sostanze, come l'LSD e i "funghi magici", e valuta come potrebbero essere d'aiuto all'umanità. Vuole capire se le droghe psichedeliche, tra cui l'MDMA – comunemente nota come "ecstasy" – possano essere utili per trattare disturbi come depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

Nel corso della sua ricerca, Haridy si interroga su molti aspetti. Il microdosaggio potrebbe essere utile? È possibile – e opportuno – separare la stranezza e l'imprevedibilità degli psichedelici dalle loro potenziali proprietà terapeutiche? Possono affrontare problemi sociali come la solitudine e l'isolamento?

Haridy non si sofferma sulle proprie esperienze con la droga, ma racconta con cruda onestà le sue difficoltà con la salute mentale, compresi i ricoveri ospedalieri. Le sue esperienze evidenziano la necessità di un trattamento psichiatrico migliore.

Ma le sostanze psichedeliche possono essere d'aiuto? Haridy cita una persona che descrive un viaggio con l'LSD come "la cosa più importante, commovente e profonda che abbia mai fatto". Eppure George Harrison dei Beatles, dopo molti viaggi di questo tipo, concluse che l'LSD "era come qualsiasi altra dipendenza".

Un viaggio con l'LSD può essere sublime e cambiare la vita; può anche essere terrificante.

Effetti positivi

Sebbene la ricerca sulle sostanze psichedeliche sia spesso associata all'Europa e agli Stati Uniti, Haridy osserva che "l'Australia ha occupato una posizione stranamente centrale nella scienza psichedelica negli ultimi 70 anni".

Le sostanze psichedeliche furono ampiamente utilizzate nella controcultura pacifista degli anni '60, quando orde di giovani iniziarono, come disse lo psicologo Timothy Leary , a " accendersi, sintonizzarsi e disconnettersi ". I governi si allarmarono e reagirono mettendo al bando le sostanze psichedeliche, e persino la ricerca su di esse.

L'Australia è stata uno degli ultimi paesi a interrompere la ricerca negli anni '70 e uno dei primi a ripristinare l'uso legale degli psichedelici a scopo terapeutico nel 2024. "Ultimi fuori, primi dentro", scrive Haridy.

Esamina una vasta gamma di prove. Tra queste, la testimonianza di una donna che partecipò alle sperimentazioni australiane sull'uso di sostanze psichedeliche a scopo terapeutico negli anni '70; le sue esperienze furono "vivide, rivoluzionarie e incredibilmente lucide".

La terapia di gruppo è stata fondamentale per il suo percorso di cura. Si è trattato principalmente di un "lavoro su se stessi" impegnativo e doloroso, durante il quale ha dovuto elaborare traumi infantili "profondamente repressi", alcuni dei quali di natura sessuale. Ha però constatato che la terapia "ha funzionato davvero", è stata "di grande valore" e, in definitiva, "meravigliosa". Ha affermato che "ha stabilizzato la mia vita. Ora non ho più paura di niente. [...] Affronto ogni giorno come viene, consapevole della bellezza che mi circonda".

Questa è una lezione importante in un momento in cui così tante persone sono immerse in un cupo pessimismo e nell'apatia a causa delle guerre in corso e dell'intensificarsi del riscaldamento globale, vivendo nella paura di un futuro catastrofico. La terapia psichedelica, secondo Haridy, "cambia la mente in modo così profondo che ogni altro problema quotidiano sembra quasi irrilevante".

Haridy esamina la ricerca che ha esplorato gli effetti degli psichedelici sui pazienti terminali che provano angoscia e terrore per la morte. Questo, afferma, ha avuto "ottimi risultati", riducendo l'ansia e la depressione. Non si è limitato ad attenuare i sintomi, cosa che si può fare con i sedativi. "Ciò che è stato trasformativo", scrive Haridy,

La paura della morte si è ridotta; la demoralizzazione si è ridotta. […] Il benessere spirituale [e] la qualità della vita sono migliorati e la prospettiva è cambiata. Il modo in cui hanno affrontato la mortalità è stato straordinario.

Haridy riporta che i ricercatori hanno scoperto che l'MDMA può avere "profondi effetti prosociali", come "euforia, felicità, connessione con gli altri, empatia". Le persone che hanno provato la bevanda psichedelica nota come ayahuasca hanno riferito di essere passate da una grave depressione a "gettare i loro farmaci nel fiume e sentirsi incredibilmente bene". Ci sono stati, afferma Haridy, "drammatici benefici terapeutici in grado di trasformare la vita" e un "più ampio miglioramento del benessere, dell'autopercezione e dell'autoefficacia", che sono stati "abbastanza duraturi", sebbene sia stato riscontrato che l'ayahuasca abbia anche alcuni effetti negativi significativi .

Alcuni degli esempi storici utilizzati da Haridy avrebbero potuto essere scelti meglio. Collegare le sostanze psichedeliche ai sacrifici umani aztechi – "il viaggio definitivo!" – è una scelta bizzarra.

Alcuni grossi svantaggi

Non tutto è roseo, però. Haridy descrive una sessione con i funghi allucinogeni nel 2024 durante la quale una donna è morta e altre persone hanno avuto paralisi, incapacità di parlare o stare in piedi e difficoltà respiratorie. È stato, ha detto una di loro, "un po' spaventoso".

La DMT , una droga simile alla psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, trasportava le persone in "un altro luogo" popolato da strane creature – elfi, insetti o alieni – alcune delle quali dall'aspetto malevolo. I partecipanti erano certi di trovarsi in uno "spazio tangibile" dettagliato o in un "regno alieno". È difficile individuare aspetti terapeutici in questo "circo allucinatorio", come lo definisce Haridy.

Un altro problema è che le sostanze psichedeliche sono profondamente dissociative. Possono essere utili come medicinali per alcuni, ma possono anche portare i partecipanti a "mettere in discussione tutto ciò che credevano vero e reale sull'esistenza".

Come scrive Haridy, "questi farmaci funzionano perché alterano la mente, ma sono anche imprevedibili e pericolosi proprio perché alterano la mente". Ciò può avere profonde implicazioni personali, ad esempio, se una persona che ha creduto per tutta la vita decide di non credere più in Dio. Queste persone potrebbero aver bisogno di un supporto continuo per riadattarsi.

I ricercatori hanno sottolineato che queste sostanze potenziano la psicoterapia; sono "strumenti, non trattamenti". Come gli anestetici usati in chirurgia, gli psichedelici si limitano ad assistere nei trattamenti più ampi delle malattie mentali.

La combinazione di psichedelici e psicoterapia è un ambito particolarmente oscuro. Haridy scrive che alcune psicoterapie si basano sulla convinzione che "i traumi infantili repressi siano alla base di quasi tutti i disturbi psicologici e fisici", un'affermazione discutibile. I metodi psicoterapeutici, osserva, possono essere "estremamente diversi" e "non vengono testati per sicurezza ed efficacia, a differenza dei farmaci"; la convinzione che le persone possiedano un'"intelligenza curativa interiore" "non è supportata empiricamente".

Alcuni partecipanti che si sono sottoposti a tali trattamenti hanno riferito di aver provato "una straordinaria liberazione e guarigione", sentendosi "come se si fosse liberati da un peso" e vivendo "esperienze profondamente significative". Haridy afferma che "sembra esserci poco dubbio sul potere curativo del far riemergere ricordi traumatici durante la terapia con MDMA". Altri partecipanti, tuttavia, hanno riportato "ricordi" di stupri e rituali satanici che potrebbero non essere mai avvenuti.

Nazisti, CIA e la rivoluzione degli anni '60

Durante la seconda guerra mondiale, i nazisti sperimentarono la mescalina sui prigionieri del campo di concentramento di Dachau. Venuti a conoscenza di ciò, i militari statunitensi condussero a loro volta esperimenti sulla mescalina come potenziale droga della verità, dal 1947 al 1953.

In seguito, la CIA avrebbe testato l'LSD su ignari avventori nei bar. Anche una spedizione per raccogliere i primi campioni di funghi allucinogeni per gli occidentali fu finanziata clandestinamente dalla CIA, che, come scrive Haridy, "cercava in ogni modo di superare i sovietici, e lo sviluppo di droghe uniche per il controllo mentale era una di queste strategie". (Si rivelò "per nulla utile").

Ma l'uso di sostanze psichedeliche tra la popolazione generale ha avuto un vero e proprio boom negli anni '60, quando, come afferma Haridy, "assumere LSD divenne un atto di sfida politica". Per alcuni, fu "carburante rivoluzionario" in un periodo di proteste diffuse e trasformazione culturale: la droga, sostiene Haridy, "unì e rafforzò potenti gruppi di attivisti".

Cita la convinzione del filosofo Herbert Marcuse secondo cui "c'è un poliziotto dentro la testa di ognuno di noi. Deve essere distrutto". Ma Haridy si sbaglia quando suggerisce che Marcuse fosse un sostenitore della rivoluzione violenta. Marcuse la sconsigliava in quanto tatticamente imprudente; riteneva che la disobbedienza civile e l'opera educativa fossero preferibili.

Gruppi americani come le Pantere Nere e il Weather Underground adottarono posizioni violente, ma le loro tattiche si rivelarono controproducenti, vanificando il paziente lavoro di costruzione del movimento da parte di gruppi come gli Students for Democratic Society (SDS). Le Pantere Nere ottennero risultati ben maggiori con il loro programma di colazione gratuita per i bambini neri poveri.

È inoltre inesatto affermare che le proteste degli anni '60 fossero inefficaci o che si siano interrotte. L'SDS, gli Yippie e gli hippy, con le loro tattiche non violente, fantasiose, umoristiche, artistiche e ingegnose, rappresentavano movimenti ben più ampi e rappresentativi dei cambiamenti sociali e culturali di quei tempi tumultuosi.

Sì, ci fu una violenta repressione da parte dello Stato, ma, alla lunga, le proteste diffuse portarono a molti successi, come il ritiro delle forze occidentali dal Vietnam e la nascita di Greenpeace .

A complemento dei movimenti di protesta degli anni '60, vi fu un aspetto di introspezione (che continua ancora oggi con gruppi come Rising Tide ). Marcuse esortò studenti e attivisti a lavorare all'interno di scuole, università e gruppi culturali per risvegliare la coscienza politica delle persone e cambiare la società dall'interno.

Per molti, le sostanze psichedeliche rappresentavano una scorciatoia per raggiungere questo obiettivo. Per altri, erano preferibili i " teach-in ", la terapia di gruppo, la meditazione, lo yoga, le filosofie orientali e la formazione di comunità controculturali. Questi percorsi potevano essere più impegnativi, ma evitavano i brutti viaggi e le " vittime dell'LSD " che erano comuni in quell'epoca.

«Lo stato alterato di coscienza», ammette Haridy, «non deve necessariamente essere generato da una droga».

Le sostanze psichedeliche possono peggiorare la salute mentale?

Uno studio del 2013 condotto da ricercatori norvegesi ha suggerito che l'uso di sostanze psichedeliche "non è associato a un tasso più elevato di problemi di salute mentale".

Tuttavia, un recente studio americano condotto presso il Massachusetts General Hospital ha rilevato che le sostanze psichedeliche possono avere forti effetti collaterali per alcune persone. I ricercatori hanno scoperto che possono provocare "paura intensa, disagio emotivo, paranoia, confusione o la paura di perdere il controllo, in particolare in contesti incontrollati o non supervisionati", nonché pensieri suicidi, psicosi ed episodi maniacali.

Lo studio ha inoltre evidenziato che gli individui possono sperimentare "agitazione e irrequietezza o tentare di fuggire dalla propria situazione quando si sentono angosciati o disorientati".

Secondo i ricercatori, alcune persone potrebbero avere "problemi persistenti di regolazione emotiva [e] destabilizzazione" o sperimentare "ansia persistente, depressione o ricordi intrusivi"; altre potrebbero mettere in atto "comportamenti impulsivi e pericolosi", soprattutto con dosi elevate o se assumono contemporaneamente altre droghe, come la cannabis, o se hanno una predisposizione a una condizione psichiatrica.

Questi problemi non vengono approfonditi nei resoconti di viaggio.

Haridy riflette tuttavia sulla possibilità di "svincolare" la medicina psichedelica dai sistemi farmaceutici e di reinserirla negli spazi comunitari. Cita come esempio un'iniziativa simile nel Regno Unito, che mette in contatto persone bisognose con un supporto adeguato offerto da oltre 400 gruppi, fornendo aiuto per questioni finanziarie, attività fisica, scrittura, canto e altro ancora. I risultati sono stati straordinari , tra cui una riduzione dei ricoveri ospedalieri e dei costi sanitari per la comunità. Haridy ritiene che le terapie psichedeliche potrebbero rivelarsi efficaci in un contesto analogo.

Trip Reports è una risorsa preziosa per chiunque sia interessato alle sostanze psichedeliche e alla salute mentale. Traduce concetti di biochimica, botanica, psicologia e sociologia in una prosa chiara e accessibile.

Molte persone che hanno provato le sostanze psichedeliche, osserva Haridy, sentono un "profondo bisogno di condividere le loro intense esperienze", ma faticano perché temono di "sembrare pazze". Uno dei punti di forza di Trip Reports è che demistifica le esperienze psichedeliche, rendendo più facile per le persone parlarne apertamente.

La vita moderna è fortemente digitale e virtuale. Le divisioni ideologiche sono amplificate da forze politiche, economiche e tecnologiche. Haridy ritiene che sia essenziale riconnettersi con gli altri, piuttosto che semplicemente "trovare il nostro vero io". Gli psichedelici possono "alimentare la connessione", conclude, ma la cosa più importante sono le connessioni, "non le droghe".

(Marty Branagan - Professore associato di Studi sulla pace, Università del New England - su The Conversation del 05/10/2026)

6 OTTOBRE 2026

Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 06/10/2026

· di Redazione

Sommario editoriale

Le politiche proibizioniste costano vite e risorse, ma il dibattito internazionale si muove verso approcci meno punitivi: dalla terapia psichedelica negli studi clinici alla legalizzazione della cannabis in alcuni Stati, dalla riduzione del danno con le drug consumption room al riconoscimento del fallimento del War on Drugs. Intanto, il narcotraffico evolve con tecnologie sofisticate (narco-sottomarini, droni) e infiltra economia legale e istituzioni.

In questo numero

ARTICOLI

→ Italia. Il fine settimana drogato. Tutto come non potrebbe essere altrimenti

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026

→ Osservatorio disservizi da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Lettera mensile ADUC — Ottobre 2026

→ Hezbollah e Venezuela: vent'anni di narcotraffico e riciclaggio

→ Terapia psichedelica: dai ritiri in Amazzonia agli studi clinici ufficiali

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 29/09/2026

NOTIZIE

→ COLOMBIACOLOMBIA. L'economia sommersa di droga e oro vale il 4,4% del PIL

→ USAUSA. Caribe, nuovo raid Usa contro barca narco sospetta: 4 morti, bilancio a 235

→ TAIWANTAIWAN. Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT

→ MONDOMONDO. Narco-sottomarini dei cartelli: la cocaina sommersa che invade l'Europa

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. I consigli comunali verdi spingono per le drug consumption room

→ USAUSA. Arizona, studenti delle superiori vendono armi ai cartelli messicani

→ U.E.U.E.. Congelati aiuti alla Sierra Leone presumibilmente a causa di un narcotrafficante latitante

→ FIJIFIJI. Durante un furto in un tribunale, la cocaina è stata sostituita con farina

→ MESSICOMESSICO. Un chihuahua nella Guardia Nazionale contro i narcos

→ IRLANDAIRLANDA. È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga

→ BOLIVIABOLIVIA. Arrestato il procuratore generale Mariaca dopo stop Usa al visto

→ FIJIFIJI. Approvata legge sullo scambio di siringhe contro l'emergenza HIV

→ MONDOMONDO. CPI, respinta richiesta Duterte su verifica prove digitali

→ U.E.U.E.. EFSA ha espresso parere positivo sull'uso di CBD negli alimenti

→ COSTARICACOSTARICA. 45 tonnellate di cocaina volano negli USA per essere distrutte, ma la violenza resta nel Paese

→ GERMANIAGERMANIA. Studio: la legalizzazione della cannabis non ha aumentato i consumi

→ ITALIAITALIA. Napoli capitale della ricerca lisergica: il Primo Convegno di Illuminismo Psichedelico

→ USAUSA. Gli elettori del Massachusetts si oppongono all'abrogazione della legge che legalizza la cannabis ricreativa

5 OTTOBRE 2026

Italia. Il fine settimana drogato. Tutto come non potrebbe essere altrimenti

· di Redazione

Mentre rimandiamo ad altro articolo per i dati raccolti sui danni del proibizionismo sulle droghe durante la scorsa settimana, crediamo, per il fine settimana appena trascorso, sia da mettere in evidenza che l’Italia unita da commerci e consumi di droghe illegali, abbia una peculiarità: mancanza di casi estremi.

Mentre oltre l’Atlantico Il presidente Usa Donald Trump, in campagna elettorale, ha fatto sapere che per i narcotrafficanti sarà introdotta la pena di morte, forma legale che si aggiungerà all’uccisione in corso di sospetti su imbarcazioni (anch’esse sospette) nei Caraibi e nel Pacifico (quasi 250 da inizio settembre), e che non creerà nessun deterrente psicologico e pratico per le azioni criminali del settore,

Il trend abituale italiano ha registrato, invece, una sfilata di esponenti del governo presso la comunità di San Patrignano, dove hanno ribadito l’elogio per il recupero di tossicodipendenti in quel podere romagnolo, nonché l’impegno dell’Esecutivo contro traffici e consumi di tutte le droghe, continuando ad agire come hanno fatto fino ad oggi… cioè con risultati contrari a quelli che auspicano.

Risultati che in questo fine settimana, a parte il sequestro di un paio di piantagioni di marijuana in terra di Oristano e Crotone, e ampia e diffusa solidarietà ad un prete, don Coluccia, del Quarticciolo/Roma minacciato da chi viene importunato nei propri crimini, droghe illegali incluse, … a parte questo è l’abituale filo che unisce l’italia, da Palermo a Torino, passando per Roma, Napoli, Frosinone, Firenze, L’Aquila, Caserta, Cagliari, Brescia, Rimini, Milano, Savona, Catania, Bologna, Messina, Chieti, Como, Ferrara, Prato, Pisa, Genova, Varese, Trento, Monza, Parma, Lucca, … e tutte quelle località che non sono state menzionate (o ci sono sfuggite) dai media, dai quali estraiamo questo ampia fotografia del disastro del proibizionismo sulle droghe illegali.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

5 OTTOBRE 2026

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026

· di Redazione

Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.

La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.

E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.

Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.

Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente

Anno in corso

sequestri
droghe leggere (kg) 260.820
droghe pesanti (kg) 72.200
dosi droghe sintetiche 102.300
piante di cannabis 65.200
vittime
morti 3
arresti 1.931
giorni di reclusione 963

Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026

sequestri
droghe leggere (kg) 10.300
droghe pesanti (kg) 11.000
dosi droghe sintetiche 3.500
piante di cannabis 7.200
vittime
morti 0
arresti 19
giorni di reclusione 15
5 OTTOBRE 2026

Osservatorio disservizi da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026
Pubblica Amministrazione 25,30%
Telecomunicazioni 21,60%

Energia 14,20%

Viaggi 11,20%

Salute 8,30%

Prodotti ffnanziari 07,20%

Banca 6,20%

Condominio 04,30%
Acquisti 03,10%

Assicurazioni 01,50%

Diritti immigrati 01,10%

4 OTTOBRE 2026

Politiche energetiche. Isterie e incapacità

· di Vincenzo Donvito Maxia

L’azienda energetica con maggiore azionista lo Stato italiano, Eni, è riuscita nel suo colpaccio. Si è portata dietro buona parte di altre aziende che, in ritardo, hanno capito l’aria che tirava. Governo e politici di ogni tipo, col conforto dei media, hanno abboccato e sono diventati portatori dei messaggi pubblicitari dei prodotti energetici di queste aziende… e non è detto che possa essere gratis, soldi o potere che sia. Sconti e promozioni ci sono sempre per questi prodotti, ma lanciati ora assurgono a “salvatori della patria”, col grande ritorno del governo che si è rivelato paladino dei consumatori. Che sono quelli che, come accadeva anche prima delle offerte ribassiste in corso, continuano a pagare ben oltre quelli che potrebbero essere prezzi di mercato senza che lo Stato ci faccia la sua cresta del 60% (accise e Iva).

Siamo in piena onda di isteria collettiva. Indotta da elenchi super pubblicizzati (soprattutto dall’informazione di Stato) delle ubicazioni delle stazioni di servizio e delle offerte ribassiste sulle bollette. Una isteria che, per restare nella zona geografica da cui nasce la crisi, possiamo paragonare a quella che buona parte del mondo mostrò quando, caduto lo scià Reza Pahlavi in Iran, il potere fu assunto da Khomeini che, fino ad allora, era stato rifugiato in Francia trattato come il liberatore del suo Paese. Il resto è tragica storia politica ed economica quotidiana, con ripercussioni su tutta la regione.

Crediamo che i consumatori si facciano coinvolgere poco in questa isteria e reagiscono con l’unico metodo che hanno a disposizione: la non partecipazione alle elezioni (il 20% di Reggio Calabria per le suppletive è un esempio recente). Certo, i consumatori potrebbero reagire consumando meno, con anche la conseguenza di far calare i prezzi dell’offerta, ma è difficile quando, per esempio, il trasporto privato è indispensabile visto il deficit diffuso di quello pubblico e la cronica mancanza di progetti per porvi rimedio.

Se fossimo complottisti potremmo ipotizzare una strategia di governo e buona parte delle opposizioni per tenere saldamente in mano le leve di questa politica energetica. Ma non crediamo che questi soggetti abbiano tali capacità, ché sono semplicemente incapaci. E talmente legati al loro vantaggio immediato, che non si rendono conto di distruggere tutto (la disattenzione ai cali della partecipazione elettorale fa il paio con le grandi esultanze di chi ha vinto le recenti suppletive della Camera).

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

3 OTTOBRE 2026

La raccolta rifiuti a Firenze

· di Redazione

E’ quasi una settimana che in via della Cernaia a Firenze (incluse altre due postazioni nella stessa strada e quelle delle strade intorno), questa è la situazione, con l’aggravante che ho atteso a scattare questa immagine dopo che il camion dell’Alia è passato a scaricare solo il cassonetto dell’umido che, come si vede in foto, è stato anche riposizionato in modo sbagliato, pericolante rispetto alla sua ubicazione, potenzialmente pericoloso per chi si avvicina, ché suscettibile di autoriposizionamento improvviso.

E pensare che io sono sempre puntuale nel pagare la mia Tari e, nel caso dovessi sgarrare di qualche giorno, tuoni e fulmini sanzionatori mi assalirebbero.

3 OTTOBRE 2026

Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda

· di Redazione
Francois Le Nguyen - Unsplash
Foto: Francois Le Nguyen — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Nell'Ue tra il 4% e il 9% dei tessili viene distrutto senza mai essere indossato. Ora è vietato, ma resta un nodo: chi ripara?

100 miliardi. Tanti sono, secondo le stime più prudenti, i capi di abbigliamento che ogni anno escono dalle fabbriche di tutto il mondo. Il doppio di quanti se ne producevano nel 2000. Altre stime, meno caute, arrivano a parlare di 150 miliardi. In entrambi i casi il numero fa girare la testa: significa, nella versione più conservativa, oltre 12 capi per ogni essere umano sul Pianeta. Neonati compresi.

Ma quanti di quei capi arrivano a essere indossati?

Nella sola Unione europea, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, tra il 4% e il 9% dei tessili immessi sul mercato viene distrutto prima di essere mai indossato. Non parliamo di abiti usati o rotti. Parliamo di capi nuovi, spesso mai usciti dai magazzini, bruciati o smaltiti perché invenduti o perché resi da un acquisto online. In termini assoluti sono tra le 264mila e le 594mila tonnellate di tessuti l’anno. Con un impatto climatico stimato in 5,6 milioni di tonnellate di CO2eq. Più o meno quanto le emissioni nette della Svezia nel 2021.

A pesare, in particolare, sono i resi degli acquisti online. In Europa un capo comprato su internet su cinque torna indietro al mittente. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente tra il 22% e il 43% – in media un terzo – dei capi resi finisce distrutto, invece che rimesso in vendita.

È per rispondere a questo spreco sistemico – che riguarda l’intera economia dei beni di consumo, non solo l’abbigliamento – che dal 19 luglio scorso è entrato in vigore in Europa il divieto alle grandi aziende di distruggere l’invenduto.

Il divieto di distruzione dell’invenduto nel regolamento europeo

Il divieto è contenuto nell’articolo 25 del regolamento Espr (Ecodesign for sustainable products regulation, Regolamento UE 2024/1781). Entrato formalmente in vigore nel 2024, è diventato applicabile, per la parte che riguarda l’invenduto, il 19 luglio 2026. Al momento il regolamento vale solo per le grandi imprese (oltre 250 dipendenti o fatturato superiore a 50 milioni di euro). Le medie imprese avranno tempo fino al 2030, le micro e piccole imprese restano escluse.

La definizione di “distruzione” usata dal regolamento è più ampia di quanto si potrebbe pensare. Non riguarda solo l’incenerimento o la discarica, ma anche il riciclo e il recupero energetico. Sminuzzare un capo invenduto per recuperarne le fibre, in altre parole, conta comunque come distruzione. La norma privilegia prima di tutto il riuso, poi la rivendita, la donazione e la riparazione. Solo dopo il riciclo.

L’articolo 24 dello stesso regolamento affianca un obbligo di trasparenza. Ogni anno le aziende dovranno rendicontare quanti prodotti invenduti hanno scartato, il loro peso, i motivi dello smaltimento e la quota destinata rispettivamente a riutilizzo, riciclo, recupero energetico o smaltimento finale.

Restano alcune deroghe: prodotti pericolosi, non conformi alla normativa, contraffatti, danneggiati o comunque non riutilizzabili possono ancora essere smaltiti. È proprio su questo margine di discrezionalità, ovvero su cosa un’azienda può dichiarare «non riutilizzabile», che si giocherà buona parte dell’efficacia reale del regolamento.

Tre modelli a confronto: Francia, Europa, California

L’Unione europea non è la prima a muoversi in questa direzione, e il confronto tra i diversi approcci aiuta a capire cosa cambia davvero.

Ad aprire la strada è stata, nel 2020, la Francia. La legge Agec (Anti-gaspillage pour une économie circulaire) vieta la distruzione dei prodotti non alimentari invenduti, imponendo a produttori, importatori e distributori di riutilizzarli, riciclarli o donarli. Pena una sanzione fino a 15mila euro per violazione. È il primo divieto nazionale al mondo di questo tipo, ed è servito da modello diretto per l’Espr europeo.

Nel settembre del 2024 il governatore della California Gavin Newsom ha firmato il Responsible Textile Recovery Act. L’approccio è diverso da quello francese: non si tratta di un divieto diretto di distruzione, ma di un sistema di responsabilità estesa del produttore (Epr). I produttori che vendono tessili nello Stato devono costituire e aderire a una “Producer responsibility organization” (Pro) incaricata di gestire raccolta, trasporto, riparazione, selezione e riciclo su scala statale. A febbraio 2026 CalRecycle ha selezionato Landbell USA come Pro ufficiale, segnando il passaggio dalla fase di progettazione a quella operativa. Il pieno regime sanzionatorio scatterà però solo nel 2028-2030.

Divieto diretto o responsabilità del produttore: pro e contro

La differenza tra i due approcci non è solo tecnica. Un divieto diretto come in Francia e, ora, nella Ue, sposta immediatamente l’onere sulle aziende, vietando loro un comportamento specifico. Un sistema Epr come quello della California sposta l’onere sull’organizzazione della filiera, lasciando alle aziende più margine su come raggiungere l’obiettivo. Si tratta di un compromesso che può rendere la misura più praticabile, ma anche più lenta e più permeabile a interpretazioni elastiche.

Come leggere, allora, questo confronto tra modelli? Una chiave utile arriva da Mariagrazia Berardi, esperta di sostenibilità tessile e formatrice Futures & Foresight, interpellata da Valori: «Un approccio Futures & Foresight è volto a esplorare futuri alternativi al futuro probabile, che rappresenta la proiezione del presente e quindi dello status quo. Mira quindi a esplorare una pluralità di futuri possibili e alternativi, per ampliare la capacità di anticipazione e prepararsi oggi a ciò che potrebbe emergere domani». Applicato a Francia, UE e California, questo significa non chiedersi quale dei tre modelli “vincerà”, ma continuare a esplorarli tutti. Compresi quelli che ancora non vediamo. «La filiera tessile italiana dovrebbe esplorare ora più futuri possibili», conclude Berardi, «immaginando diversi scenari, valutarne gli impatti e le conseguenze per prepararsi e anticipare il futuro preferibile».

Cosa cambia (o dovrebbe cambiare) nella filiera

Se non si può più distruggere, l’industria dell’abbigliamento dovrà rivedere il proprio modello. Da un lato, occorrerà diminuire la produzione. Ma sarà necessario trovare altri modi di gestire l’invenduto. E qui la norma comincia a toccare qualcosa di più profondo del semplice smaltimento: il modo stesso in cui i capi vengono progettati e prodotti.

Lo dice bene Giovanni Maria Conti, coordinatore del corso di laurea in Design della moda al Politecnico di Milano, interpellato da Valori: «La riparabilità sta entrando nella formazione dei capi di abbigliamento, ma non è ancora un principio strutturato, perché questo implica ampliare il concetto stesso di progetto: non progettare soltanto l’oggetto, ma il suo ciclo di vita. Bisogna compiere quel passaggio culturale che prenda la cultura della riparazione non come una caratteristica, ma come parte del processo progettuale sin dall’inizio». Un cambiamento, aggiunge, «su cui si sta lavorando e che sarà sempre più presente nei nostri laboratori progettuali», ma che oggi resta più un’intenzione che una prassi diffusa.

Nel frattempo, attorno alla riparazione sta nascendo un piccolo ecosistema industriale. All’estero, diversi brand hanno fatto da apripista. Patagonia, per esempio, ha avviato il programma Worn Wear: riparazioni gratuite in negozio, anche su capi di altri marchi, e stazioni mobili itineranti. Accanto ai brand che internalizzano il servizio, sono nate piattaforme terze specializzate. Come la britannica Sojo che connette clienti e sarti attraverso un’app restituendo i capi riparati entro cinque giorni.

Rifò, Prism, Atelier Riforma: i modelli circolari italiani

In Italia il fenomeno è ancora acerbo ma in crescita. Il caso più maturo è probabilmente Rifò, azienda pratese fondata nel 2017 da Niccolò Cipriani, oggi certificata B Corp, che recupera la tradizione dei “cenciaioli” per rigenerare lana, cashmere e denim. Nel 2023 ha prodotto 72mila capi, riciclato 14,1 tonnellate di indumenti usati attraverso 230 punti di raccolta, e venduto l’82% della produzione tramite prevendita. Un modello pensato proprio per minimizzare l’invenduto, che infatti è calato dell’11% rispetto al 2022. Offre inoltre un servizio di riparazione con garanzia di tre anni, aperto anche a capi di altri brand.

Accanto a Rifò si muovono realtà più giovani. Per esempio, a Milano c’è Prism, una società benefit che ha aperto un “Repairing Hub” dedicato a riparazione, ricondizionamento e upcycling per conto di altri brand, impiegando anche rifugiati e persone fuori dal mercato del lavoro. A Torino c’è la startup Atelier Riforma che ha sviluppato Re4Circular, un marketplace B2B per catalogare e ridistribuire tessili pre e post-consumo, con un impianto capace di lavorare fino a 70mila capi al giorno.

Il nodo che la norma non risolve: chi ripara, e chi riparerà domani

C’è però un problema strutturale che nessuna normativa, da sola, può risolvere: chi possiede davvero le competenze per riparare. L’età media dei lavoratori nell’artigianato tessile-abbigliamento italiano è di 49,3 anni, tra le più alte di tutto il comparto artigiano. Con un ritmo di invecchiamento superiore a un anno ogni anno nel periodo 2019-2023. Il settore, cioè, non si sta semplicemente invecchiando: sta invecchiando più in fretta della media. E questo accade in un momento in cui la normativa chiederebbe esattamente il contrario: più manodopera specializzata, non meno.

Secondo il rapporto L’Italia del riciclo di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unicircular, nel 2021 le imprese italiane attive nella riparazione di articoli tessili erano 2.331, in crescita del 162% rispetto al 2010. Un settore che è più che raddoppiato in un decennio, ma che parte da una base piccola e da una manodopera sempre più anziana.

Alcune risposte a questo vuoto generazionale stanno però nascendo dal basso, spesso con un’esplicita missione formativa. Dal gennaio 2025 esiste in Italia una rete di oltre 30 sartorie sociali – tra cui Kechic, InTessere a Torino, Lab Zen 2 a Palermo, Coop Soleinsieme a Reggio Calabria – che punta a costruire entro il 2030 il primo distretto nazionale del Made in Italy sostenibile, dando lavoro e formazione a oltre mille persone fragili. E in diverse città italiane sono nati Repair Café, presidi di riparazione gestiti da volontari che puntano esplicitamente a coinvolgere più generazioni, pensionati compresi, per trasmettere competenze che rischiano altrimenti di andare perse.

Gestione dello stock e ricondizionamento dei capi: il caso Ovs

Per capire come si comporta in pratica una grande catena italiana, abbiamo girato alcune domande a Ovs, che ha risposto per iscritto a Valori.

Per Ovs l’invenduto rappresenta meno dell’1% dell’immesso sul mercato, e riguarda quasi soltanto merce «non riutilizzabile né riparabile». Un risultato – spiega l’azienda – costruito investendo in gestione dello stock tra punti vendita e in una riproposta commerciale dei prodotti di stagioni precedenti. Con il centro logistico di Bari «interamente dedicato al ricondizionamento dei residui di fine stagione».

L’azienda tiene poi a marcare una distanza dal resto del settore: «Il problema della distruzione dell’invenduto è probabilmente ancora più forte e radicato in settori diversi da quelli in cui operiamo», si legge nella risposta. Settori in cui «è prassi più diffusa distruggere i capi in eccesso, anziché reimmetterli nel mercato tramite canali secondari o sconti, con il preciso scopo di preservare l’esclusività e il posizionamento del brand». Un riferimento che, per quanto non nominato esplicitamente, richiama il lusso, il segmento in cui la stampa internazionale ha documentato con maggiore continuità casi di distruzione dichiarata come scelta strategica di brand protection, più che come gestione di un eccesso produttivo.

Ovs tra riparazione, raccolta dell’usato e passaporto digitale

Il servizio di sartoria e riparazione di Ovs, invece, è ancora agli inizi: 10 punti vendita pilota a Milano, con l’avvio appena partito in una selezione di negozi in Puglia. «È un modo per testare la predisposizione del cliente verso servizi di cura del capo e testarne la scalabilità», spiega l’azienda. Che parla di un «piano di espansione progressiva nei principali centri cittadini» senza però sbilanciarsi su tempi o numeri.

Diverso e più maturo il programma di raccolta degli abiti usati, attivo dal 2013 in tutti i punti vendita diretti. E gestito dal 2016 in collaborazione con Humana People to People Italia. Nel 2025 ha raccolto oltre 300 tonnellate di abiti usati, destinate per il 67,5% al mercato dell’usato, per il 25,5% al riciclo e per il 7% alla produzione di energia. Si tratta, tuttavia, di un circuito che non ha a che vedere con l’obbligo Espr sull’invenduto, perché tratta capi già indossati, non prodotti mai venduti.

Sul Digital product passport, in arrivo dal 2027, Ovs dichiara un obiettivo preciso: dotare i propri prodotti tessili di un prototipo già nel corso del 2027, «mappando l’intera filiera produttiva», in attesa della pubblicazione degli atti delegati ufficiali della Commissione europea. Il passaporto, spiega l’azienda, sarà anzitutto uno strumento informativo per il cliente – accessibile tramite QR code, con dati su origine dei materiali, fasi produttive, impatto ambientale, composizione e certificazioni – ma anche un canale per «ingaggiare il cliente» su temi come la cura del capo, il corretto smaltimento a fine vita, la riciclabilità del prodotto e i servizi post-vendita.

Progetti di riparazione: il rischio del greenwashing

Resta una domanda a cui né la norma né i buoni propositi delle aziende rispondono da soli: quanti di questi progetti di riparazione e ricondizionamento sono risposte autentiche al problema, e quanti invece semplici operazioni di immagine?

Anche fuori dal settore moda, il mercato della compensazione ambientale ha già mostrato quanto sia facile trasformare un obbligo normativo in un’operazione di facciata. Un caso recente: un’azienda britannica di data center per l’intelligenza artificiale ha proposto di vendere carbon credit generati alimentando i propri impianti con gas da discarica. Gas che la legge già obbliga a captare, rendendo l’operazione, secondo un critico citato da un’inchiesta di Follow the Money, «un altro caso di carbon credit rilasciati dove non dovrebbero esserlo».

In Sierra Leone, invece, SwedWatch ha documentato un progetto legato alla riforestazione che, su 10mila ettari di piantagioni, avrebbe generato carbon credit rivenduti sul mercato mentre diverse comunità locali coinvolte non erano nemmeno a conoscenza dell’esistenza del progetto sulle proprie terre, con impatti sproporzionati sulle donne, che hanno perso l’accesso a raccolta di frutta e legna da ardere.

Sono casi che riguardano altri settori, ma la logica è la stessa che si applica al tessile: un obbligo di legge crea un incentivo a dimostrare conformità. E la conformità dimostrata non sempre coincide con un cambiamento reale. Interpellata su questo punto, Giusy Bettoni, fondatrice dell’ecohub C.L.A.S.S., ha preferito spostare l’accento altrove: «Indipendentemente dal “perché” si facciano le cose buone, l’importante è che si facciano, si facciano bene, e magari siano anche d’ispirazione per altri». Una consapevolezza più ampia, aggiunge, «arriverà insieme a un’altra cultura che non ci porterà a “trovare rimedi” a pratiche [dannose], ma troverà strategie propositive e positive per produrre in maniera appropriata».

È una lettura più indulgente di quella che emerge dai casi SwedWatch e Follow the Money. Ma è anche, forse, un promemoria utile: la domanda “chi lo fa e perché” conta meno, alla fine, della domanda che i prossimi report di trasparenza obbligatoria imposti dall’Espr permetteranno finalmente di porre con dati alla mano: quanto viene davvero riparato, e quanto continua, sotto altra forma, a essere scartato?

(Claudia Vago su Valori.it del 01/10/2026)

2 OTTOBRE 2026

Economia in deterioramento. Da agosto a settembre si va verso un ottobre più incerto

· di Vincenzo Donvito Maxia

Istat fa sapere che le vendite al dettaglio del mese di agosto, essenzialmente per l’andamento positivo del comparto alimentare, sono in lieve crescita sia in valore (+0,3%) che in volume (+0,1%). Dati positivi che sono tali grazie alle buone performance di commercio elettronico e grande distribuzione che - aggiungiamo noi - non potrebbe essere altrimenti, ché al di fuori di questi sistemi di vendita si tratta essenzialmente di nicchie.

Cosa è successo, visto che l'inflazione a settembre è schizzata a +4,2%, (un po’ come in tutta la zona euro, con l’Italia seconda solo alla Spagna), mentre la fiducia fiducia dei consumatori è crollata da 94,5 a 91,2?

Ci sono due fattori da considerare. Il primo oggettivo: i dati delle vendite sono del mese di agosto (il governo aveva solo tagliato le accise sul gasolio), mentre gli altri dati sono di settembre. Agosto in cui c’era stata solo in parte l’esplosione del caro carburanti e il deterioramento generale della situazione (inflazione +4,2%), su cui il governo - secondo fattore, soggettivo - ha cominciato a balbettare più che mai fino alla sospensione del bollo auto per il 2027, omettendo che tale imposta sarebbe comunque gravata sui contribuenti da altre fonti (soprattutto dalle Regioni, principali beneficiarie del bollo auto).

I dati positivi del commercio al dettaglio del mese di agosto, quindi, sono solo l’ultimo colpo di coda di un’economia che galleggiava a stento, ma che da fine settembre in poi ha cominciato ad andare a fondo. Illudendosi sulle concessioni dei big della distribuzione dei carburanti, nonché chiedendo all’Ue di consentire ulteriori aumenti del debito pubblico (richiesta già respinta).

Ottobre appena iniziato è quindi un mistero (verso il peggio): sui tavoli del governo e gli stimoli di gran parte delle opposizioni, ci sono solo baruffe per la conservazione del potere o una sostituzione, entrambi fini a se stesse.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

2 OTTOBRE 2026

Il Governo abbia il coraggio di fissare per legge i prezzi energetici

· di Gian Luigi Corinto

L’intervento pubblico per calmierare i prezzi energetici, nella sua attuale configurazione, rischia di trasformarsi in una sceneggiata politica più che in una misura strutturale. Il recente price cap autoimposto da Eni — e rapidamente emulato da altri operatori — non è un atto di responsabilità sociale, ma il sintomo di un Governo che preferisce le trattative segrete alla regola trasparente, delegando di fatto alle compagnie energetiche il compito di definire i limiti di prezzo che – se avesse coraggio – dovrebbe fissare per legge.

Il meccanismo invece praticato è semplice e pericoloso. Di fronte alla pressione sociale per il caro-carburanti e le bollette, l’esecutivo non interviene con un decreto che stabilisca un tetto legale ai prezzi, ma lascia che siano le stesse imprese a decidere volontariamente un limite temporaneo. Eni fissa 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio per 30 giorni, con possibilità di estensione “in funzione dell’andamento del mercato”. Il governo ringrazia, le opposizioni protestano per l’intervento tardivo, e il beneficio per le famiglie resta appeso alla discrezionalità aziendale.

Questa dinamica ribalta i ruoli. Invece di uno Stato che regola il mercato in nome dell’interesse collettivo, si ha un’impresa che, in piena “auto-responsabilità”, decide quanto calmierare e per quanto tempo. Ma in tutto questo il governo a che gioco gioca? Una trattativa fatta dietro le quinte trasforma il price cap da strumento di politica pubblica a gesto di compiacenza verso l’esecutivo.

Di tetto ai prezzi si parlò nel 2022, quando Mario Draghi propose il price cap all’importazione di gas dalla Russia. La differenza tra ieri e oggi non è solo tecnica, ma molto politica. Draghi chiedeva un tetto al prezzo del gas russo importato nell’UE, fissato per legge a livello comunitario, con l’obiettivo di ridurre i flussi finanziari verso Mosca e limitare la speculazione sul mercato all’ingrosso. Draghi motivava la proposta con una precisa analisi di potere di mercato. L’Europa importava gas attraverso i tubi che per la Russia non avevano clienti alternativi. L’Europa aveva un potere di mercato che poteva esercitare, ma che di fatto esercitò parzialmente e male, scegliendo comunque un provvedimento transitorio.

Il tetto artificiale a luce, gas e carburanti può alleggerire nell’immediato i conti di famiglie e imprese, ma senza interventi strutturali su energia, reti e dipendenza dalle fonti fossili il beneficio rischia di essere effimero. Il limite rischia di trasformarsi in un boomerang. Tutto può tornare d’un tratto come prima, a meno che il Governo non intervenga strutturalmente su raffinazione, reti, determinazione dei prezzi e distribuzione.

Inoltre, il price cap volontario non risolve il nodo della formazione dei prezzi, che avviene sul mercato internazionale e all’ingrosso, non dalla quota estratta in Italia. I concessionari non hanno alcun obbligo di destinare la produzione di gas e petrolio al mercato interno a prezzi calmierati, e il governo si guarda bene dall’intervenire sul meccanismo di formazione dei prezzi.

Governare significa prevenire le crisi, difendere il potere d’acquisto e costruire una politica energetica, non aspettare l’emergenza per poi ringraziare le aziende che provano a tamponarla. Il governo delle tariffe dovrebbe intervenire sui prezzi con regole chiare e trasparenti, non con trattative nebbiose che trasformano le imprese in surrogati dello Stato.

Le Autorità come l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) non esistono per assecondare le richieste congiunturali dell’esecutivo, ma per dare garanzia di indipendenza, competenza e stabilità ai cittadini e alle imprese. Per esempio, oggi i prezzi dell’elettricità sono composti da costi di produzione, costi di infrastruttura, oneri di sistema e imposte, e i poteri pubblici mantengono la facoltà di decidere su una quota significativa del costo medio del servizio elettrico. È su questa leva che dovrebbe agire un governo serio, non sulla delega in bianco alle compagnie energetiche.

Il price cap “su misura” è il sintomo di un governo che preferisce la sceneggiata politica alla riforma strutturale. Finché lo Stato delega alle imprese il compito di definire i limiti di prezzo, il beneficio per le famiglie resterà appeso alla discrezionalità aziendale e alla trattativa opaca. Serve una politica energetica trasparente, con regole chiare e interventi strutturali su raffinazione, reti e distribuzione, non gesti di compiacenza che trasformano le compagnie energetiche in clientele politiche che prima o poi chiederanno una contropartita.

1 OTTOBRE 2026

Lettera mensile ADUC — Ottobre 2026

· di Redazione

Un mese al fianco dei consumatori.

La nota politica

In Italia il livello di tassazione è così elevato che i tagli alla spesa pubblica rappresenterebbero l'unica strada sensata. Ma si preferisce aumentare le tasse, incorrendo in ulteriori problemi. Il nostro sistema fiscale è un disastro: farraginoso, ingiusto e pieno di incentivi perversi. A peggiorare le cose, il governo potrebbe presto trovarsi a dover attingere da una sorta di pozzo senza fondo. La base imponibile, che dipende in modo sproporzionato dai salari, potrebbe essere minata dall'intelligenza artificiale. Che se dovesse causare danni all'occupazione, pur aumentando i profitti, tassare il lavoro potrebbe non essere più una soluzione efficace. Cosa dovrebbe essere tassato, quindi? Il peso fiscale dovrebbe essere spostato sui consumi, sulla proprietà o sulla potenza di calcolo? I proprietari di robot, che intascherebbero la maggior parte dei profitti se le macchine sostituissero i lavoratori, dovrebbero farsi carico della maggior parte del costo?

A queste riflessioni sembra non corrispondere l’interesse di chi governa e di gran parte di chi si candida ad una eventuale sostituzione. Problemi principali sembrano essere il “caro carburanti” affrontato solo con bonus (per cui non c’è soluzione immediata se non aumentando le tasse in altro modo, come con la finta abolizione del bollo auto); i divieti a scuola per niqab e burqa (che nessuno mai indossa e che comunque sono già vietati); l’ulteriore marginalizzazione dei migranti a scuola e al lavoro (che senza migranti non sapremmo come fare); etc.

Un contesto nel quale l’inflazione è alle stelle, il costo del denaro sempre maggiore, la fiducia dei consumatori in calo.
Non spetta ad Aduc delineare governi e istituzioni. Aduc legge, commenta e informa tramite il web. I cittadini consumatori sono il target a cui ci rivolgiamo, come volontari e senza finanziamenti pubblici, per aiutarli a farsi meno male. Sono questi consumatori che mantengono in vita Aduc se la ritengono supporto alla loro vita economica, umana e politica.

Cosa abbiamo fatto questo mese

  • Ricorsi contro multe dei Comuni
  • Contrasto al telemarketing
  • Contese condominiali
  • Operazioni bancarie e finanziarie
  • Disfunzioni della P.A.
  • Acquisti non conformi e difettosi
  • Diritti sanità pubblica e RSA
  • Viaggi andati male
  • Pratiche commerciali scorrette
  • Contratti di energia e gas
  • Problemi con operatori telefonici
  • Frodi e truffe online
  • Rimborsi e recessi
  • Garanzia legale sui prodotti
  • Controversie con assicurazioni
  • Credito al consumo e finanziamenti
  • Diritti del passeggero (voli/treni)
  • Problemi con e-commerce
  • Tutela della privacy e dati personali
  • Controversie con banche
  • Accesso ai farmaci e cure
  • Immigrazione e diritti

I numeri di settembre

A settembre il sito ADUC ha registrato 3.656.320 visitatori unici e 4.710.245 pagine visitate, gestendo 291 richieste di assistenza e accogliendo 105 nuovi iscritti, per un totale di 56.805 sostenitori.

  • Visitatori unici: 3.656.320
  • Pagine visitate: 4.710.245
  • Richieste di assistenza: 291
  • Nuovi iscritti: 105
  • Totale iscritti: 56.805
  • Donazioni ricevute: 5.022,00 da 64 sostenitori
  • Articoli e notizie pubblicati: 491
  • Newsletter settimanali inviate: 17

Scrivono su ADUC: François-Marie Arouet, Sara Astorino, Giulia Barsotti, Elisabetta Bavasso, Emmanuela Bertucci, Smeralda Cappetti, Roberto Cappiello, Grazia Carifi, Gian Luigi Corinto, Anna D'Antuono, Vincenzo Donvito Maxia, Stefano Fabbri, Anna Maria Fasulo, Chiara Focardi, Angela Furlan, Libero Giulietti, Sandro Gozi, Riccardo Innocenti, Annapaola Laldi, Alessandro Lozzi, Primo Mastrantoni, Marco Mayer, Claudia Moretti, Massimo Moretti, Pietro Moretti, Alessandro Pedone, Marco Perduca, Donatella Poretti, Carlo Romeo, Marco Solferini, Lorenzo Somigli, Giulio Terzi di Sant'Agata, Alessio Vannucci.

1 OTTOBRE 2026

Caro carburanti. L’alternativa è nel libero mercato con meno consumi e più ecologici

· di Vincenzo Donvito Maxia

Dopo l’iniziativa di Eni sui carburanti a prezzo massimo, sono in diversi che si sono accodati sì da non restare fuori del mercato e, sostanzialmente, avere un po’ di pubblicità gratis da parte dello Stato e dei media. Dopo altri grandi gestori come Ip, Q8, Tamoil, Esso, che si sono aggiunti o stanno per farlo, sono comparse le offerte “scontate” per le bollette energetiche: Eni Plenitude, Fastweb-Vodafone e altre che sicuramente si accoderanno. Hanno tutti compreso che è il momento, non tanto di fare sconti per venire incontro ai consumatori, ma di fare offerte commerciali più azzardate rispetto al solito. Ché di questo si tratta…e che nessuno creda in una qualche responsabilità sociale di queste aziende: sono fatte per fare soldi, anche se alcune hanno capitali pubblici, e questa è la loro missione. Non è capitalismo di Stato, ma logici e consequenziali movimenti che un mercato decide di affrontare per non negarsi a se stesso.

Tutto questo è positivo nel breve periodo. Diamo atto al governo di aver indotto questo sommovimento, sperando che dallo stimolo al mercato non stia cominciando a fantasticare di una propria gestione dello stesso. Quanto in corso è un atto di liberismo economico ma, siccome abbiamo più di un dubbio sul liberismo economico di governo e buona parte delle opposizioni, registriamo felicemente conferma che il mercato sa essere migliore di qualunque altro meccanismo economico a gestione statale.

Qui i decisori, oltre a cominciare a smantellare l’ambaradan di bonus di ogni tipo che si sono inventati per prendere tempo verso un obiettivo che loro stessi hanno ignorato, ci vorrebbe l’intelligenza economica di decidere, organizzare e pianificare il futuro.

I nostri decisori, hanno compreso che non saranno mai in grado di gestire un mercato energetico legato agli umori di una geopolitica verso la quale non possono far altro che prendere atto? Un bagno di realismo sul fatto che, per governare l’oggi e il domani, si può solo incidere sui consumi: far calare la domanda dei consumi energetici sì da far crescere l’offerta e abbassare i prezzi… pur se - e foss’anche - ci fossero chissà quanti altri conflitti modello quello attuale tra Usa-Israele e Iran.

L’attuale mercato energetico è condizionato troppo dall’alta domanda. Per farla calare senza progetti suicidi di non-mercato o illusioni che si possa andare avanti a vita coi bonus, occorre intervenire sulle infrastrutture. Invece di mille veicoli privati in circolazione, sarebbe opportuno che ce ne fossero due o tre pubblici in grado di sostituire non solo le necessità di questi privati, ma anche di utilizzare carburanti ecologici che per essere prodotti non necessitano di accordi con Teheran o Abu Dhabi. Mezzi pubblici che, per i risparmi a cascata che sarebbero indotti, potrebbero essere gratuiti o quasi per gli utenti. Aggiungendo una mobilità ciclabile urbana che non sia, come in buona parte delle città, secondaria a quella a scoppio.

Altrettanto discorso vale per le merci, trasferendo il loro trasporto dalla gomma alle rotaie.

E’ possibile che queste politiche, che non avrebbero effetti immediati (quanto spesso inconsistenti) sui prezzi, non consentirebbero ai politici di varia tacca di continuare ad urlarsi gli uni contro gli altri con l’illusione di catturare maggiori consensi (facendo finta che gli elettori che vanno a votare non calino drasticamente). Sono politiche a lungo respiro che - soprattutto - non prenderebbero in giro i consumatori facendo loro credere, per esempio, che non pagare il bollo auto non significhi l’aggravio di ulteriori imposte su altri contesti.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

1 OTTOBRE 2026

La tavola condivisa e il glucosio che si quieta: cronaca di un metabolismo sociale

· di Primo Mastrantoni

L’idea che il corpo umano sia una macchina solitaria, regolata da ingranaggi invisibili che lavorano in silenzio per mantenere l’equilibrio interno, è una delle immagini più radicate nella fisiologia moderna. L’omeostasi, quel continuo aggiustamento che permette all’organismo di restare stabile nonostante le perturbazioni, è sempre stata descritta come un processo individuale, ottimizzato dall’evoluzione per consumare meno energia possibile. Eppure, una nuova serie di esperimenti mette in discussione questa visione solitaria del corpo umano.

Negli ultimi mesi, un gruppo di ricercatori ha condotto una serie di studi preregistrati che hanno osservato un fenomeno sorprendente: la presenza di altre persone migliora l’efficienza con cui il nostro organismo regola il glucosio nel sangue dopo un carico di carboidrati. Un risultato che, se confermato su larga scala, potrebbe cambiare il modo in cui interpretiamo la fisiologia quotidiana.

La scena degli esperimenti è semplice, quasi domestica. Due stanze identiche, due gruppi di volontari. In una stanza, i partecipanti consumano un pasto ricco di carboidrati in compagnia, seduti attorno a un tavolo, parlando a bassa voce. Nell’altra, lo stesso pasto viene consumato in solitudine, senza interazioni, senza rumore, senza sguardi. Poi, il monitoraggio: curve glicemiche, tempi di recupero, ampiezza della perturbazione metabolica.

I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori. Chi mangiava in compagnia mostrava una risposta glicemica più stabile, con oscillazioni meno ampie e un ritorno più rapido ai livelli basali. In altre parole, il corpo sembrava “lavorare meglio” quando non era solo.

Per un sistema come il metabolismo del glucosio — tradizionalmente considerato impermeabile al contesto sociale — questo dato è quasi rivoluzionario. Non si parla di emozioni, né di stress, né di comportamenti alimentari: si parla di fisiologia pura, di regolazione biochimica, di un processo che dovrebbe essere automatico e indipendente dall’ambiente.

E invece no. La vicinanza sociale, anche minima, sembra modulare la risposta omeostatica. Come se il corpo, in presenza di altri, percepisse un contesto più sicuro, più prevedibile, più favorevole alla conservazione delle risorse. Una sorta di “effetto gregge” fisiologico, che non riguarda solo la mente ma anche il metabolismo.

Gli scienziati non hanno ancora una spiegazione definitiva. Si ipotizza un ruolo del sistema nervoso autonomo, forse una modulazione del tono vagale, forse un effetto indiretto sulla secrezione insulinica. Altri parlano di un antico retaggio evolutivo: gli organismi sociali, per milioni di anni, hanno mangiato insieme. E il corpo potrebbe aver imparato che la presenza degli altri è un segnale di sicurezza, un contesto in cui può permettersi di regolare con più precisione.

Quel che è certo è che questa scoperta apre una finestra nuova sulla fisiologia umana. La solitudine, anche quando non è percepita come tale, potrebbe avere un costo metabolico. La socialità, anche quando è minima, potrebbe essere un nutriente invisibile.

In un’epoca in cui si parla molto di benessere, di alimentazione, di metabolismo, questa ricerca ricorda una verità semplice e antica: non siamo fatti per stare soli, nemmeno quando si tratta di zuccheri nel sangue.

1 OTTOBRE 2026

Salute. Neswletter settimanale di Aduc. 01/10/2026

· di Redazione

Premessa editoriale

La sanità italiana continua a mostrare crepe importanti: dall'accesso all'aborto sicuro ancora limitato alle donne con tumore al seno poco informate sulla propria malattia, dai servizi residenziali per anziani dove le famiglie pagano tutto e lo stato si tira indietro, ai ritardi cronici dei trasporti che tengono i ragazzi fuori dalle aule. Nel frattempo il caro-vita colpisce ancora: le bollette elettriche aumentano del 37,3% per i clienti vulnerabili e il carrello della spesa cambia volto con prodotti sempre più trasformati. Su questi temi serve una politica che non giri lo sguardo.

In questo numero

ARTICOLI

→ L'inverno demografico dal punto di vista australiano

→ Le centrali elettriche a batteria del Vermont

→ Inflazione in crescita pesante a settembre. Chi semina vento raccoglie tempesta

→ Firenze, bus del mattino: un’ora e mezza per andare a scuola, e in classe non si arriva

→ Terapia psichedelica: dai ritiri in Amazzonia agli studi clinici ufficiali

→ Caro carburanti. E’ il mercato bellezza

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 29/09/2026

→ Volare in classe economica. Le cinque migliori compagnie al mondo

→ Caro carburanti. Le illusioni Eni-Ip

→ Italia unita. Il filo delle droghe illegali

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 22 a 28 Settembre 2026

→ Osservatorio disservizi da 22 a 28 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ La Giustizia di Tajani e dell’Anm

→ Giornata Mondiale degli Animali, 4 Ottobre: leggi, tecnologia e antibracconaggio

→ Cos'è il kratom, l''eroina delle stazioni di servizio' che sta allarmando le autorità Usa

→ Caro carburanti. Eni ha tolto le castagne dal fuoco a governo e opposizione. Senza prospettive

→ Il falso mito del sovranismo alimentare

→ Le migliori città del mondo per il 2026: perché si distinguono

→ Energia nucleare. Il sogno nel cassetto. I consumatori pagano

→ Il nucleare potrebbe servire, ma deve superare la prova di conti, tempi e sicurezza

→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 24/09/2026

NOTIZIE

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→ ITALIAITALIA. Fiducia consumatori in calo a settembre. Istat

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→ ITALIAITALIA. Inflazione in crescita a settembre. Stima Istat

→ ITALIAITALIA. Aborto sicuro, un diritto ancora poco riconosciuto: la denuncia dell’Associazione Coscioni

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→ U.E.U.E.. I trasporti, una realtà europea

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→ ITALIAITALIA. Napoli capitale della ricerca lisergica: il Primo Convegno di Illuminismo Psichedelico

→ ITALIAITALIA. Carburanti, anche Q8 introduce price cap

→ USAUSA. Gli elettori del Massachusetts si oppongono all'abrogazione della legge che legalizza la cannabis ricreativa

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→ ITALIAITALIA. Milano, una nuova partecipata dedicata all’housing sociale

→ ITALIAITALIA. Riscaldamento condominiale. Almeno una volta al mese bisogna notificare i singoli consumi

→ U.E.U.E.. Crisi carburanti. Lettera Ue che chiede di tagliare luce e gas

→ ITALIAITALIA. Buono, pulito e giusto. Il manifesto Slow Food per il turismo

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→ ITALIAITALIA. Fentanyl. In vigore il decreto

→ ITALIAITALIA. Spreco alimentare vale 13,5 mld, di cui 7,3 in casa

→ ITALIAITALIA. Antitrust invia segnalazione a Parlamento e Governo su telemarketing e energia

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→ U.E.U.E.. Euro digitale. Eurosistema lancia un nuovo bando su come favorire l'innovazione sul mercato

→ ITALIAITALIA. Anche IP calmiera i prezzi dei carburanti

→ SVIZZERASVIZZERA. Respinto il referendum per una alimentazione sovranista

→ USAUSA. New Jersey, a Sparta installata per strada una macchina per la riduzione del danno

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Jersey, boom di cannabis terapeutica: controlli ancora assenti

→ CANADACANADA. Droghe. Aver esagerato i benefici della decriminalizzazione ha eroso la fiducia

→ CANADACANADA. Cannucce di carta per "sniffare in sicurezza" nelle carceri federali

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→ MONDOMONDO. La perdita di fonti di acqua dolce è tre volte più grande di quanto pensassimo

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LETTERE

→ Separazione con figlie minorenni: affidamento, casa coniugale e mantenimento

→ Disdetta assicurazione infortuni: il termine è di 30 o 60 giorni

NOTIZIE
7 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Rapporto Gimbe sul SSN

La Fondazione GIMBE ha presentato il 7 ottobre 2026 presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati il 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), documentando come il diritto alla tutela della salute sia sempre più condizionato dal luogo di residenza e dalle disponibilità economiche dei cittadini.

Negli ultimi quattro anni il SSN ha subito € 18,8 miliardi di “tagli invisibili”, mentre nel triennio 2027-2029 si profila un divario cumulativo di € 32,3 miliardi tra finanziamento e previsioni di spesa. Nel 2025 le famiglie hanno sostenuto direttamente € 42,4 miliardi di spesa sanitaria; persistono profonde diseguaglianze territoriali nell’accesso ai LEA e alla mobilità sanitaria e la crisi del personale continua a indebolire la capacità del servizio pubblico di garantire cure tempestive ed eque. Un medico su quattro e un infermiere su cinque censiti dall’OCSE non lavorano nel SSN, mentre per il personale sanitario si stima una minore spesa cumulativa di € 36,8 miliardi rispetto a uno scenario con quota di spesa invariata ai livelli del 2012.

Il Rapporto analizza inoltre la fase conclusiva della Missione 6 Salute del PNRR. Tutti gli obiettivi finali sono stati rendicontati alla Commissione europea, ma le evidenze pubblicamente disponibili non consentono ancora una verifica indipendente completa del loro conseguimento. La sfida, dal 2027, sarà soprattutto valutare se strutture, tecnologie e servizi siano realmente operativi, dotati di personale adeguato e capaci di migliorare accesso, qualità ed esiti dell’assistenza.

Il quadro che emerge conferma che il problema non è soltanto aumentare nominalmente le risorse, ma garantire che siano adeguate ai bisogni di salute e accompagnate da riforme capaci di rafforzare il servizio pubblico. Senza un’inversione di rotta, il rischio è che il SSN continui progressivamente a perdere la capacità di assicurare universalità, uguaglianza ed equità, ampliando il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere o rinunciare alle cure.

È per questo che la Fondazione GIMBE ha aggiornato e ampliato il Piano di Rilancio del SSN: 16 linee di intervento per orientare e monitorare le politiche di Governo e Regioni, dal finanziamento pubblico alla governance Stato-Regioni, dall’esigibilità dei LEA al personale sanitario, dal rafforzamento dell’assistenza territoriale al rapporto pubblico-privato, dalla sanità integrativa alla prevenzione, ricerca e digitalizzazione.

Un Piano che mantiene come bussola l’articolo 32 della Costituzione e i princìpi fondanti del SSN e che, in vista delle prossime consultazioni elettorali, costituirà il riferimento della Fondazione GIMBE per valutare i programmi sulla sanità di tutte le forze politiche.

7 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Cresce la raccolta differenziata, ma aumenta la produzione di rifiuti. Istat

Nel 2024 aumenta la produzione di rifiuti urbani (507,7 kg/ab, +11,5 kg a testa rispetto al 2023) e continua la crescita della raccolta differenziata che copre il 67,7% del totale.

Nel 2025, il 93,0% delle famiglie dichiara di effettuare sempre la raccolta differenziata della carta, il 92,7% quella della plastica e il 92,2% quella del vetro.

In crescita la differenziazione dell’umido/organico (89,8% dall’86,7% del 2021) e dell’alluminio (83,9% dall’81,3%).

Aumentano i rifiuti urbani, ma continuano i progressi nella differenziata

Nel 2024, i rifiuti urbani prodotti in Italia ammontano a 29,9 milioni di tonnellate, in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, e sono pari in media a 507,7 kg/ab. (+11,5 kg pro capite rispetto al 2023). L’aumento si verifica in tutte le ripartizioni geografiche, ma in modo più consistente nel Nord-est (+4,2% rispetto al 2023), in media 577,1 kg/ab. di rifiuti urbani prodotti. Seguono Nord-ovest (+3,2%), con 502,7 kg/ab., Centro (+1,2%, 538,2 kg/ab.), Sud e Isole (+1% con, rispettivamente, 451,7 e 455,5 kg/ab. prodotti). Nella dinamica di lungo periodo il livello è più basso rispetto al 2010 di 34,6 kg/ab. a livello nazionale.

La raccolta differenziata continua a crescere e copre nel 2024 il 67,7% dei rifiuti urbani prodotti (un punto percentuale in più rispetto al 2023), valore superiore al target del 65% previsto dalla normativa nazionale, già superato dal 2022. Le quote più elevate si hanno nel Nord-est (77,8%) e nel Nord-ovest (71,3%). Al Centro e nelle Isole si supera il 60%, mentre il Sud lo sfiora. Rispetto al 2010, la quota di raccolta differenziata in Italia risulta quasi raddoppiata (+32,4 p.p.). La popolazione residente in comuni che hanno raggiunto il valore target copre il 64,7% del totale, in crescita di 54,3 punti percentuali rispetto al 2010, con valori minimi nel Sud (47,7%) e massimi nel Nord-est (89,3%).

Le famiglie molto o abbastanza soddisfatte del servizio di raccolta porta a porta sono il 72,6 del totale. Maggiore soddisfazione, da questo punto di vista, viene espressa dalle famiglie residenti nel Nord-est (74,3%), davanti a quelle delle Isole (73,6%) e del Sud (73,3%), minima tra quelle del Centro (68,4%).

In costante miglioramento il comportamento delle famiglie

Dal 1998, ossia da quando i comportamenti e le opinioni delle famiglie sono monitorati, la percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare “sempre” la differenziazione di ogni tipologia di rifiuto ha registrato un aumento costante, per effetto sia dei provvedimenti normativi sia della crescente sensibilità ambientale. La percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare sempre la raccolta differenziata per carta, vetro, alluminio e plastica (set minimo di tipi di rifiuto per cui la normativa europea prevede l’obbligo della differenziazione) è salita dal 24,1%, nel 1998 all’87,4% nel 2025.

Esaminando le singole tipologie di rifiuto in dettaglio, nel 2025 il 92,7% delle famiglie dichiara di differenziare sempre i contenitori in plastica (era l’87,1% nel 2018 e il 90,8% nel 2021); quelle che differenziano sempre i contenitori in vetro sono il 92,2% (85,9% nel 2018 e 91,1% nel 2021). Per la carta l’andamento è simile: 86,6% nel 2018, 91,8% nel 2021 e 93,0% nel 2025. Nell’ultimo quinquennio si registra, invece, un lieve passo indietro nella raccolta di batterie esauste: dopo essere passati dal 45,6% al 52,8% delle famiglie, tra il 2018 e il 2021, la quota scende infatti al 51,3% nel 2025. Stesso andamento per la raccolta dei farmaci scaduti, che coinvolge il 54,0% delle famiglie nel 2025, dopo una transizione dal 48,2% nel 2018 al 54,6% nel 2021. Molto significativa, al contrario, la crescita registrata per la raccolta dei contenitori in alluminio che, dal 71,3% nel 2018 e l’81,3% nel 2021, nel 2025 viene svolta dall’83,9% delle famiglie.

Raccolta differenziata più elevata nelle regioni che producono più rifiuti urbani

A livello regionale, nel 2024, l’incremento dei rifiuti urbani si verifica quasi ovunque, tranne in Basilicata, Marche e Puglia, dove la produzione rimane stabile rispetto all’anno precedente. L’aumento più consistente si ha in Veneto (+5,5%), in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+4,5%) e in Emilia-Romagna (+3,9%). In queste ultime due regioni si produce in assoluto la maggiore quantità di rifiuti urbanipro capite (rispettivamente 649,8 e 664,0 Kg/ab).

Nel 2024, sono 11 le regioni con una produzione pro capite di rifiuti superiore alla media nazionale; nove tra queste superano il target del 65% di raccolta differenziata. La quota più alta (82,5%) si rileva per la Provincia autonoma di Trento, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, con oltre il 78%. Le regioni con minore produzione di rifiuti urbani sono la Basilicata (355,1 kg/ab), che supera per la prima volta il target fissato (66,3%, +1,4 p.p. sul 2023), il Molise (386,6 kg/ab) e la Calabria (403,8 kg/ab), che invece non lo raggiungono.

Nel 2024 la quota di raccolta differenziata aumenta in tutte le regioni, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (-0,6 punti percentuali rispetto al 2023) e le Marche (-0,3 punti percentuali), che tuttavia hanno superato da diversi anni il target previsto, raggiungendo rispettivamente il 68,7% e il 71,8%. Nel 2024, le regioni con le quote più basse sono la Liguria (59,6%), la Campania (58,1%), la Calabria (57,5%), il Lazio (56,2%) e la Sicilia (55,5%), con quest’ultima che tuttavia registra l’incremento della differenziata più elevato degli ultimi cinque anni (+13,2 punti percentuali).

Si deve infine notare che, sebbene un aumento della produzione globale dei rifiuti, sia legato alla crescita dei consumi da parte di cittadini e imprese, in alcune realtà territoriali l’associazione tra una maggiore raccolta differenziata e un incremento della produzione complessiva può derivare da una più accurata contabilizzazione dei rifiuti, resa possibile da sistemi di raccolta più efficienti, in grado di intercettare flussi che in precedenza sfuggivano alla misurazione.

7 OTTOBRE 2026

FRANCIAFRANCIA. Le sanzioni pecuniarie fisse per l'uso di droghe sono in aumento

Fino al 2025, quasi 367.000 persone sono state coinvolte in reati legati alla droga, oltre l'80% delle quali per semplice consumo, il più delle volte di cannabis. Questa ondata di persecuzioni è in costante aumento dagli anni 2000 : solo tra il 2016 e il 2025, il numero di consumatori arrestati è aumentato del 70%, rispetto a solo il 40% per il traffico. Tale aumento si è ulteriormente accelerato dal 2020, quando le forze dell'ordine hanno ottenuto la possibilità di emettere sanzioni amministrative ai consumatori senza avviare procedimenti penali, grazie all'estensione della sanzione pecuniaria fissa per reati di droga (AFD) anche al consumo di stupefacenti.

Quali sono stati gli effetti di questa riforma sul trattamento penale di questo contenzioso di massa?

In un contesto di vincoli di bilancio e sovraccarico dei servizi giudiziari, queste sanzioni possono certamente apparire come un modo per garantire una risposta penale semplificata, rapida e sistematica. Tuttavia, i risultati della loro attuazione sono contrastanti.

Verso una sanzione standardizzata?

La multa a pena fissa, una sanzione penale imposta da un agente di polizia senza l'intervento di un magistrato, fu istituita nel 1926 per i reati minori, al fine di alleggerire il carico di lavoro dei tribunali in merito a una moltitudine di infrazioni stradali considerate di lieve entità.

Quasi un secolo dopo (2016 ), è stato esteso al campo del diritto penale al fine di promuovere una gestione rapida e semplificata dei numerosi reati stradali che fino ad allora erano punibili con la reclusione (guida senza patente o senza assicurazione).

Negli ultimi dieci anni, l'ambito di applicazione della sanzione pecuniaria fissa per reati minori è stato costantemente ampliato, arrivando a comprendere circa un centinaio di infrazioni che vanno ben oltre il settore della circolazione stradale, tra cui, ad esempio:

  • uso di droghe (dal 2019/2020 );

  • Vendita ambulante, tagging e graffiti, introduzione di bevande alcoliche in uno stadio durante un evento sportivo ( dal 2023 );

  • Inalare protossido d'azoto al di fuori di un contesto medico o partecipare a un rave party non dichiarato ( dal 2026 ).

Tra il 2019 e il 2024, la polizia e la gendarmeria hanno emesso 1,6 milioni di sanzioni pecuniarie fisse, con un tasso di crescita medio annuo del 14% . Oltre il 40% di queste sanzioni riguardava l'uso di stupefacenti (generalmente cannabis).

Un forte aumento delle sanzioni pecuniarie fisse per reati minori dal 2020: quali sono le conseguenze?

In pochi anni, il trattamento penale del consumo di droga è cambiato profondamente. Oggi, la maggior parte degli arresti per consumo di droga viene gestita senza procedimento penale, tramite un mandato di arresto provvisorio ( 76% nel 2024 contro il 26% nel 2020 ).

Questo cambiamento procedurale è andato di pari passo con un cambiamento nel profilo delle persone arrestate per uso di stupefacenti: poiché la legge antidroga non può essere teoricamente applicata ai minori, l'effetto logico è stato un calo molto drastico della percentuale di minori tra gli indagati, dal 17% tra il 2016 e il 2018 a solo il 4% nel 2024.

Inoltre, l'introduzione della sanzione pecuniaria fissa per i reati minori ha portato a un aumento del numero di infrazioni registrate. Pertanto, nei dipartimenti in cui il tasso di ricorso alla sanzione pecuniaria fissa è più elevato quando si riscontra "uso illecito di stupefacenti" (in oltre il 75% dei casi), è aumentato anche il numero complessivo di reati di droga registrati (+161% tra il 2019 e il 2024). Questo aumento dei contenziosi legati alla droga interessa tutti i dipartimenti, ma è più pronunciato in quelli che hanno utilizzato sistematicamente la sanzione pecuniaria fissa, come Bouches-du-Rhône, Hérault, Rhône, Parigi e Seine-Saint-Denis.

I dati del Ministero dell'Interno dimostrano dunque che l'utilizzo dell'AFD "gonfia" il volume dei reati, ma aggrava anche le disparità territoriali nell'applicazione della legge.

Essendo un reato intrinsecamente "rivelato dall'attività delle forze dell'ordine" (ovvero dipendente dall'attenzione della polizia), il consumo di cannabis e di altre droghe classificate come stupefacenti sta affrontando una recrudescenza di misure punitive. L'ampio utilizzo del Sistema Automatico di Identificazione delle Impronte Digitali (Sistema Automatico di Identificazione delle Impronte Digitali) contribuisce alla dinamica di "ricriminalizzazione" descritta dal sociologo Henri Bergeron , nel senso che il "semplice" consumo, che resta reato in Francia, viene, in pratica, punito con maggiore frequenza.

Inoltre, poiché l'abuso di droghe è registrato nella fedina penale (bollettini n. 1 e 2), ogni nuovo reato legato all'uso di stupefacenti aumenta "meccanicamente" il tasso di recidiva in Francia.

Valutazione iniziale dell'implementazione

Una prima valutazione rivela innanzitutto, da una prospettiva strettamente contabile, il basso tasso di recupero dell'AFD, il che ridimensiona l'argomentazione relativa a una maggiore efficacia della risposta criminale.

Dopo sei anni di attuazione, il numero di multe non pagate rimane molto elevato: tra il 2020 e il 2024, appena un terzo delle multe per "uso illegale di stupefacenti" è stato effettivamente pagato (35%), percentuale ancora inferiore l'anno successivo: 24% nel 2025, un tasso di recupero pari alla metà di quello delle multe penali per reati stradali.

L'aumento dell'importo della multa per reati legati alla droga, previsto dalla legge Ripost del 2026 , che la porta da 200 a 500 euro per l'uso di stupefacenti (aumentata a 1.000 euro in caso di ritardo nel pagamento, rispetto ai 450 euro precedenti), raddoppia i dubbi sui rischi di mancato recupero.

Inoltre, le condizioni per l'attuazione della Direttiva quadro sulle vendite si stanno rivelando controverse:

  • Secondo la Corte dei Conti , il tasso di irregolarità riscontrate è aumentato di 49 volte tra il 2020 e il 2024 per quanto riguarda l'uso di stupefacenti (compresi errori o incongruenze nella segnalazione, mancato rispetto del perimetro dell'AFD, ecc.) .

  • accertamenti di mancato rispetto delle norme di utilizzo dell'AFD, talvolta applicati a minori o recidivi , oppure l'emissione di una citazione alla stessa persona per più reati, di cui almeno uno non può teoricamente essere oggetto di una procedura AFD;

  • Difficoltà pratiche per le forze dell'ordine nel distinguere tra cannabis e CBD (disponibile legalmente in negozi specializzati), il che alimenta le controversie;

  • Disuguaglianze sociali nell'applicazione della legge antifrode, oggettivate dalla ricerca nelle scienze sociali: "targeting" delle categorie più popolari , problemi di sovraindebitamento di minori e giovani adulti che hanno accumulato un volume significativo di multe, compromettendo le loro possibilità di integrazione sociale e professionale una volta che queste vengono registrate nella fedina penale.

Una risposta del sistema di giustizia penale più sistematica, ma meno individualizzata?

Sebbene l'AFD contribuisca a semplificare, accelerare e sistematizzare la risposta penale alle azioni legali collettive, presenta anche alcune ambivalenze:

Al di là di queste controversie, lo sviluppo della sanzione pecuniaria fissa per reati minori
– sia il suo rapido aumento di utilizzo sia le modalità della sua attuazione – si inserisce in un continuum di due processi documentati dalla ricerca fin dagli anni 2000: la degiudizializzazione del cosiddetto contenzioso "di massa" dovuta alla standardizzazione delle procedure sanzionatorie al di fuori del controllo del magistrato in nome di una migliore "gestione dei flussi" nel sistema di giustizia penale, da un lato; e l'aumento della logica della penalizzazione pecuniaria dei reati più comuni, dall'altro.

(Ivana Obradovic - Vicedirettrice del Centro francese di monitoraggio delle droghe e delle tossicodipendenze (OFDT), ricercatrice associata presso il CESDIP, Università di Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines (UVSQ) – Università Paris-Saclay; Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne - su The Conversation del 06/10/2026)

7 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Legge 104, dal 1 gennaio cambia la valutazione della disabilità: la guida ANFFAS alle nuove regole

Dal 1° gennaio 2027 la riforma della disabilità entrerà nella sua fase di piena applicazione su tutto il territorio nazionale. Una data che segna un passaggio importante anche per le persone che oggi fanno riferimento alla Legge 104/1992, perché cambieranno le modalità con cui viene definita e valutata la condizione di disabilità. Per aiutare le persone con disabilità, le famiglie e chi opera nei servizi a comprendere il nuovo quadro, ANFFAS ha elaborato una guida dedicata alle principali novità introdotte dalla riforma. Il documento ripercorre il percorso normativo avviato dalla Legge delega n. 227/2021 e arrivato al Decreto legislativo n. 62/2024, illustrando il nuovo sistema di valutazione di base, la valutazione multidimensionale e il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. La guida, stilata nell’ambito del lavoro di approfondimento di ANFFAS e del suo Centro Studi, vuole quindi essere uno strumento pratico per orientarsi nel cambiamento e comprendere che cosa succederà con l’entrata a regime della riforma.

Dal 2027 il nuovo sistema sarà esteso a tutta Italia

Il Decreto legislativo n. 62/2024 è entrato in vigore il 30 giugno 2024, ma la parte relativa alla nuova valutazione di base, alla valutazione multidimensionale e al progetto di vita è stata introdotta progressivamente attraverso una fase di sperimentazione. La sperimentazione ha riguardato il 2025 e il 2026 in territori individuati progressivamente. Dal 1° gennaio 2027, invece, le nuove norme e procedure saranno applicate nel restante territorio nazionale. Il passaggio non comporterà però una cancellazione dei diritti già acquisiti. La guida ANFFAS precisa infatti che, nelle more della piena applicazione della riforma, sono garantiti i diritti riconosciuti dalla disciplina vigente fino al 31 dicembre 2026. Restano inoltre salve le prestazioni, i servizi, le agevolazioni e i trasferimenti monetari già erogati o dei quali sia stata accertata la spettanza entro quella data. Per chi possiede un verbale valido a quella data, dunque, non è prevista una nuova visita medica semplicemente perché dal 2027 entrerà in vigore il nuovo sistema.

Cambia il modo di definire la disabilità

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la definizione stessa di disabilità. La riforma introduce una definizione coerente con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e modifica anche la terminologia utilizzata dalla normativa. Il riferimento diventa quello di “persona con disabilità”, superando espressioni come “persona handicappata”, “portatore di handicap”, “disabile” o “diversamente abile”. La nuova definizione considera le durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali in relazione alle barriere presenti nei diversi contesti di vita. L’attenzione si sposta quindi dalla sola menomazione alla possibilità concreta della persona di partecipare alla vita sociale su base di uguaglianza con gli altri.

Addio alla distinzione tra handicap grave e non grave

Anche la terminologia della Legge 104 cambia. Non si parlerà più di “handicap grave” o “non grave”, ma di necessità di sostegno e di sostegno intensivo. La necessità di sostegno può essere lieve o media, mentre il sostegno intensivo è individuato a livello elevato o molto elevato. Il principio alla base della modifica è quello di collegare i sostegni alle effettive esigenze della persona e alla sua possibilità di partecipare ai diversi contesti di vita. C’è però un elemento particolarmente importante per le famiglie: la modifica della terminologia non cambia la platea delle persone che hanno diritto alle misure collegate all’articolo 3, comma 3, della Legge 104. La guida ANFFAS sottolinea infatti che il presupposto per il riconoscimento dei benefici e delle prestazioni, compresi i permessi lavorativi retribuiti, rimane sostanzialmente identico.

La valutazione passa all’INPS

Il cuore della riforma è la nuova valutazione di base. Si tratta di un procedimento unitario affidato all’INPS, destinato a sostituire il precedente riconoscimento della condizione di handicap, mantenendo però i benefici collegati. La valutazione comprende diversi accertamenti: invalidità civile, cecità civile, sordità civile e sordocecità; disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica; disabilità ai fini dell’inclusione lavorativa; presupposti per alcune forme di assistenza protesica, sanitaria e riabilitativa; elementi utili per la non autosufficienza e la disabilità gravissima e requisiti per alcune agevolazioni fiscali, tributarie e relative alla mobilità. Il nuovo sistema utilizzerà le classificazioni ICD e ICF. L’ICD sarà utilizzata per la classificazione delle malattie, mentre l’ICF consentirà di considerare il funzionamento della persona, con particolare riferimento alle attività e alla partecipazione.

Il questionario WHODAS: perché è importante

È proprio all’interno di questa nuova impostazione che assume rilievo il WHODAS, il questionario previsto dalla riforma come strumento integrativo e di partecipazione della persona alla valutazione. La guida ANFFAS specifica che il WHODAS viene utilizzato, con i successivi aggiornamenti, ad eccezione dei minori di età. Il suo significato è importante perché il nuovo sistema non guarda esclusivamente alla diagnosi o alla compromissione, ma anche al funzionamento della persona e alla sua partecipazione nei diversi ambiti della vita. Per questo la diffusione delle informazioni sul questionario rappresenta un passaggio importante: conoscere lo strumento e comprendere perché viene utilizzato significa arrivare più consapevoli al nuovo percorso di valutazione.

Come si avvia la nuova procedura

Con la riforma cambia anche l’avvio del procedimento. Non è più prevista, dopo il certificato medico introduttivo, la precedente “domanda amministrativa” che il cittadino doveva inviare per perfezionare la richiesta. Il procedimento si attiva con la trasmissione telematica all’INPS del certificato medico introduttivo, su richiesta della persona interessata oppure, nel caso di un minore, dell’esercente la responsabilità genitoriale. Il certificato deve contenere, tra gli altri elementi, i dati della persona, la documentazione diagnostica, gli elementi anamnestici e gli esiti dei trattamenti, la diagnosi codificata secondo l’ICD, il decorso e la prognosi delle eventuali patologie.

Chi farà la valutazione

La valutazione sarà effettuata dalle Unità di Valutazione di Base, le UVB. La composizione prevede due medici nominati dall’INPS, un professionista sanitario rappresentante delle associazioni di categoria e una figura professionale appartenente alle aree psicologiche e sociali. La commissione è presieduta da un medico dell’INPS specializzato in medicina legale o, nei casi previsti, da un altro medico nominato dall’Istituto con specifica esperienza. Per le patologie di competenza ANFFAS è inoltre prevista la presenza del professionista sanitario designato dall’associazione. La guida sottolinea che questo professionista concorre alla formazione del numero legale della seduta e deve essere convocato quando ricorrono le condizioni previste.

Non più un verbale, ma un certificato

Un’altra novità riguarda l’esito della valutazione. La condizione di disabilità sarà attestata attraverso un unico certificato, anziché attraverso il precedente verbale. Di norma il certificato avrà valore illimitato nel tempo, salvo i casi eccezionali nei quali sia prevista la rivedibilità. Anche i tempi del procedimento vengono definiti dalla riforma: di norma la valutazione dovrà concludersi entro 90 giorni dalla trasmissione del certificato medico introduttivo; il termine scende a 30 giorni per i minori e a 15 giorni per le patologie oncologiche.

Dalla valutazione al progetto di vita

La riforma non si esaurisce nell’accertamento della disabilità. Uno degli obiettivi indicati dalla Legge delega è infatti la valutazione multidimensionale della disabilità, finalizzata alla realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Al termine della valutazione di base, la persona deve essere informata del diritto a elaborare e attivare il progetto di vita e della possibilità di presentare la relativa istanza attraverso il sistema telematico messo a disposizione dall’INPS. Il progetto di vita rappresenta quindi il secondo grande pilastro della riforma: non soltanto riconoscere una condizione, ma costruire intorno alla persona i sostegni necessari sulla base delle sue esigenze e della sua partecipazione.

L’accomodamento ragionevole entra nella Legge 104

Tra le novità introdotte dal decreto legislativo n. 62/2024 c’è anche la disciplina dell’accomodamento ragionevole, attraverso il nuovo articolo 5-bis della Legge 104. Si tratta di misure e adattamenti necessari, pertinenti e appropriati che non devono imporre un onere eccessivo al soggetto obbligato e che possono essere attivati quando le disposizioni ordinarie non garantiscono alla persona con disabilità il godimento effettivo e tempestivo dei propri diritti su base di uguaglianza con gli altri. L’accomodamento ragionevole ha però carattere sussidiario: non sostituisce né limita il diritto alle prestazioni, ai servizi e ai sostegni già riconosciuti dalla legislazione.

Una guida per arrivare preparati al 2027

La guida elaborata da ANFFAS rappresenta, dunque, uno strumento di orientamento nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema. La riforma introduce una nuova definizione di disabilità, modifica la terminologia della Legge 104, affida all’INPS la valutazione di base, introduce l’utilizzo di ICD e ICF, valorizza il funzionamento della persona attraverso il WHODAS e collega la valutazione alla possibilità di costruire un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Ma il messaggio più importante per le famiglie è forse quello relativo alla continuità dei diritti: il 1° gennaio 2027 non cancellerà i riconoscimenti già ottenuti. Chi avrà un verbale valido al 31 dicembre 2026 non dovrà sottoporsi a una nuova valutazione di base semplicemente per effetto dell’entrata in vigore della riforma. Conoscere in anticipo le nuove regole, sapere come funzionerà la valutazione e comprendere il ruolo del questionario WHODAS diventa quindi essenziale. La riforma, infatti, non modifica soltanto una procedura amministrativa: introduce un diverso modo di leggere la disabilità, spostando l’attenzione dalla sola condizione sanitaria alla relazione tra persona, funzionamento, ambiente, barriere e sostegni necessari.

(Isabella Faggiano - Sanità Informazione)

5 OTTOBRE 2026

NEPALNEPAL. Animali venerati ma senza una legge che li protegga

In occasione della Giornata mondiale degli animali, celebrata il 4 ottobre, una voce dal Nepal ha riacceso il dibattito su un paradosso che dura da decenni: un paese che venera gli animali nella propria cultura religiosa, ma che non possiede ancora una legge organica per tutelarli. A denunciarlo è Sulakshana Rana, responsabile di programma presso l'organizzazione Animal Nepal, in un intervento pubblicato da OnlineKhabar English News.

Nella tradizione induista e buddhista nepalese gli animali occupano un posto centrale: divinità che cavalcano creature sacre, racconti Jataka che narrano le vite precedenti del Buddha sotto forma animale, la vacca venerata come madre durante le festività. Eppure, dietro questa venerazione simbolica, la realtà quotidiana degli animali nel paese resta segnata da sfruttamento, incidenti e assenza di tutele concrete.

Il settore zootecnico non è un dettaglio marginale dell'economia nepalese: secondo quanto riportato nell'intervento, contribuisce per circa il 13% al prodotto interno lordo nazionale, pari a circa il 24% del PIL agricolo, generando qualcosa come 6,4 miliardi di dollari l'anno in un'economia complessiva da 49 miliardi. Le esportazioni legate agli animali hanno superato i 15 miliardi di rupie nepalesi nei soli primi sette mesi dell'anno fiscale in corso, un dato che comprende 6,4 miliardi di rupie da tappeti di lana e 2,3 miliardi dal chhurpi, il tradizionale formaggio di yak che negli ultimi anni viene venduto anche come snack masticabile per cani.

Da oltre un decennio Animal Nepal, insieme a una coalizione di circa venti organizzazioni, chiede l'approvazione di un Animal Welfare Act autonomo, una legge che riconosca esplicitamente gli animali come esseri senzienti e che faccia del loro benessere lo scopo primario della norma, non un effetto collaterale. Circa quattro anni fa la coalizione aveva elaborato una prima bozza, frutto di ricerca, consulenza tecnica e ampia consultazione, presentandola a tutti gli organi governativi competenti, incluso il Comitato parlamentare su Agricoltura, Cooperative e Risorse Naturali, che aveva a sua volta incaricato il Dipartimento dei Servizi Zootecnici di preparare una proposta di legge entro sei mesi.

Quella proposta, però, non ha mai visto la luce nella forma auspicata dalle associazioni. Il governo ha recentemente fatto circolare un testo alternativo, denominato Animal Services and Animal Welfare Bill, che tratta il benessere animale come un capitolo secondario, subordinato agli obiettivi della produzione zootecnica: una legge pensata innanzitutto per regolare il settore economico, con il benessere degli animali relegato a corollario. Per questo motivo Animal Nepal ha respinto formalmente questa bozza come sostituto di una legge autonoma dedicata esclusivamente alla tutela animale.

La proposta avanzata dalla coalizione includerebbe invece la protezione di ogni categoria di animale con cui l'uomo entra in contatto: animali da compagnia e randagi; animali da allevamento, tutelati per quanto riguarda alloggio, alimentazione, trasporto e modalità di macellazione; animali da lavoro, con equipaggiamento adeguato, carichi di lavoro ragionevoli, riposo, acqua e cure veterinarie; animali selvatici tenuti in cattività e impiegati nell'intrattenimento; infine animali utilizzati nella ricerca scientifica, sotto approvazione etica. La legge prevederebbe inoltre standard per un trasporto umano, procedure di soccorso, riabilitazione e adozione, l'inclusione degli animali nei piani di preparazione alle catastrofi (un tema reso urgente dalle alluvioni e dalle frane degli ultimi anni) e un sistema di applicazione affidato a funzionari specializzati, dotati di poteri di ispezione e sequestro, sanzioni effettive e percorsi educativi rivolti a scuole, forze dell'ordine, magistratura e opinione pubblica.

5 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Ex Ilva, la Corte d'Appello: la salute prevale sugli altiforni

La Corte d'Appello di Milano ha respinto per la seconda volta i ricorsi presentati da Ilva spa e Acciaierie d'Italia holding, entrambe in amministrazione straordinaria, che chiedevano di sospendere il decreto dello scorso luglio con cui è stato disposto lo spegnimento degli altiforni e la fermata dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto. La decisione dovrà essere attuata entro il 28 ottobre.

Il provvedimento, di 11 pagine, è stato depositato il 5 ottobre dal collegio della sezione specializzata in materia di impresa, presieduto da Giuseppe Ondei e composto anche dai giudici Del Vecchio e Cortelloni. Nel testo i magistrati affermano che il pericolo legato all'eventuale spegnimento degli impianti deve cedere "rispetto al preminente diritto alla salute nell'ottica del necessario bilanciamento dei contrapposti interessi".

La Corte sottolinea che la tutela della salute risulta "comunque prevalente, nel doveroso rispetto dell'interpretazione data in sede comunitaria, oltre che delle stesse previsioni costituzionali di diritto interno". Un richiamo, questo, alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 25 giugno 2024, secondo cui la direttiva 2010/75 sulle emissioni industriali impone la sospensione di un impianto quando ne derivino pericoli gravi per la salute dei cittadini.

I giudici non hanno ritenuto rilevante, ai fini della decisione, nemmeno l'udienza fissata per il 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a esaminare i ricorsi straordinari presentati ad agosto da Ilva e Acciaierie d'Italia contro il decreto del 27 luglio, che scade il 26 ottobre. Secondo la Corte d'Appello, la fissazione di quell'udienza è "meramente consequenziale alla presentazione dei ricorsi straordinari" e non modifica nulla rispetto alla tutela sostanziale degli interessi già valutati nei provvedimenti precedenti, legati alle emissioni nocive degli impianti e alla presenza di amianto nello stabilimento.

I legali delle società avevano chiesto che gli impianti fossero mantenuti in condizione di "pre-riscaldo" anziché di spegnimento vero e proprio, in modo da non pregiudicare un eventuale riavvio della produzione, sostenendo che dallo stop sarebbe derivato un danno grave e irreparabile. Una tesi che i giudici non hanno accolto, osservando che la sospensione dell'efficacia esecutiva di un provvedimento impugnato in Cassazione presuppone appunto la prova di un simile pregiudizio, prova che nel caso specifico non sussisterebbe. Anche il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva chiesto il rigetto della nuova istanza di sospensiva, dopo quella già respinta l'11 settembre.

Il collegio richiama inoltre l'articolo 41 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 2022, secondo cui l'iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute o all'ambiente. Proprio su questo principio si è soffermato il Codacons, che attraverso l'avvocato Giuliano Leuzzi ha espresso soddisfazione per la decisione della Corte milanese.

Soddisfazione arriva anche dall'avvocato Ascanio Amenduni, legale di undici cittadini tarantini - tra cui un bambino di 12 anni - riuniti nell'associazione Genitori Tarantini, promotori dell'azione civile che ha portato al blocco dell'area a caldo. Il legale ha parlato di una vittoria della tutela della salute su quello che ha definito un pregiudizio economico "sempre più cedevole e pretestuoso".

Resta dunque in vigore la decisione con cui il tribunale civile di Milano, lo scorso 27 luglio, aveva ordinato al gruppo siderurgico di interrompere entro 90 giorni l'attività produttiva dell'area a caldo degli altiforni, fino alla rimozione integrale dell'amianto ancora presente nello stabilimento. Il fronte giudiziario si sposta ora alla Cassazione, che il 20 ottobre esaminerà i ricorsi straordinari delle due società, mentre è atteso anche il parere del procuratore generale presso la Suprema Corte.

5 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società - Secondo trimestre 2026. Istat

Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) e le stime relative alle famiglie e alle società presentati in questo comunicato stampa sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

Nel secondo trimestre 2026 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al -2,0% (-2,1% nello stesso trimestre del 2025). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,0% (2,2% nel secondo trimestre del 2025). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,9% (3,3% nel secondo trimestre del 2025).

La pressione fiscale è stata pari al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,7%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

A fronte di un incremento dell’1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,1%, è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 26,4%, è aumentato di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

I dati trimestrali relativi al conto delle AP e ai conti dei settori istituzionali sono stati rivisti in modo coerente con la revisione ordinaria dei Conti Economici Nazionali pubblicata lo scorso 22 settembre. In linea con gli obblighi comunitari, a partire dalla pubblicazione odierna sono disponibili sul sito e nelle tavole allegate al comunicato nuove serie destagionalizzate: totale entrate, totale uscite e rapporto deficit/Pil delle AP

Il commento

Nel secondo trimestre del 2026, in termini tendenziali, il saldo primario e l’indebitamento netto delle AP sono migliorati a fronte di una crescita della pressione fiscale. Nello stesso periodo, il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio. In diminuzione è risultato anche il potere d’acquisto delle famiglie.

Per le società non finanziarie, la quota di profitto ha registrato una diminuzione, in continuità con la dinamica osservata nel trimestre precedente. Il tasso d’investimento, invece, è aumentato, proseguendo la tendenza già evidenziata nel primo trimestre dell’anno.

4 OTTOBRE 2026

TAIWANTAIWAN. Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT

Raimond Spekking - Wikimedia
Foto: Raimond Spekking — Wikimedia (CC BY-SA 4.0)

A Taipei la campagna per le elezioni del sindaco si è accesa sul tema delle politiche antidroga. Come riporta Taiwan News, il candidato del Partito Democratico Progressista (DPP) Puma Shen e il sindaco uscente del Kuomintang (KMT) Chiang Wan-an si sono scontrati sull'impostazione da dare alla lotta alla droga in città, pur condividendo entrambi il sostegno ai programmi già esistenti di scambio di siringhe e terapia sostitutiva con metadone.

La polemica è esplosa dopo che Shen ha affrontato il tema richiamando approcci internazionali di riduzione del danno, tra cui centri comunitari, distribuzione di siringhe pulite e trattamenti con metadone. Chiang ha reagito con un post su Facebook, sostenendo che la politica sulle droghe deve mantenere una distinzione netta tra sostanze stupefacenti e farmaci.

Il giorno successivo il sindaco uscente ha precisato la propria posizione, chiarendo di sostenere sia il metadone sia le politiche sugli aghi puliti, ma di opporsi alla decriminalizzazione delle droghe e ai centri comunitari che forniscono sostanze stupefacenti. Chiang ha inoltre chiesto un'azione più incisiva contro il contrabbando, il traffico, la produzione e il consumo di droga, insieme a un potenziamento dell'educazione antidroga nelle scuole.

Shen ha ribattuto che la riduzione del danno deve essere parte di una strategia più ampia, che unisca prevenzione, cura e applicazione della legge. Il candidato del DPP ha ricordato che i programmi di scambio di siringhe e di terapia con metadone sono già misure di sanità pubblica consolidate a Taiwan, non un'innovazione da introdurre.

A sostegno dell'efficacia di questi strumenti è intervenuto anche il direttore generale dei Centri per il controllo delle malattie (CDC), Lo Yi-chun, che ha citato uno studio della facoltà di Sanità pubblica dell'Università Nazionale di Taiwan. Secondo la ricerca, i due programmi hanno permesso di evitare 13.664 nuove diagnosi di HIV tra le persone che si iniettano droghe nel periodo 2005-2020, con una proiezione di altre 10.821 diagnosi prevenute tra il 2021 e il 2040.

Sul piano economico, lo studio stima che le misure siano costate circa 21 miliardi di dollari taiwanesi (circa 660 milioni di dollari USA) tra il 2005 e il 2020, a fronte di un risparmio di circa 404,1 miliardi di dollari taiwanesi in costi sanitari legati all'HIV. Lo Yi-chun ha sottolineato che ogni dollaro taiwanese investito nei programmi avrebbe permesso di risparmiarne circa 19 in spese mediche.

3 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Riforma RSA Piemonte: territori pronti, ma servono risorse certe

Diocesi di Pinerolo, Diaconia Valdese e Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità hanno diffuso un comunicato congiunto dopo il tavolo di confronto che si è svolto il 30 settembre 2026, dedicato al futuro dell'assistenza agli anziani in Piemonte e alla riforma annunciata dalla Regione. Come riporta NEV - Notizie Evangeliche, il documento si apre con una dichiarazione netta: le strutture sono disponibili a costruire la riforma, ma occorre garantire la tenuta del sistema.

Il confronto ha preso in esame la proposta illustrata dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel dibattito del 31 agosto 2026: collegare ogni posto letto convenzionato in RSA all'assistenza di altri quattro o cinque anziani a domicilio. Un'impostazione che, secondo la Diaconia valdese, attribuirebbe alle strutture nuove responsabilità nella presa in carico territoriale, ampliando di fatto il loro ruolo oltre la residenzialità.

Il dibattito si inserisce anche nel solco delle dichiarazioni di monsignor Vincenzo Paglia, che in un'intervista a La Stampa del 10 agosto 2026 aveva richiamato la centralità della casa e della comunità nell'assistenza agli anziani, sottolineando che non è più tempo di rincorrere il numero dei posti letto. Il tavolo condivide questo obiettivo di rafforzare l'assistenza domiciliare, ma chiede che il percorso valorizzi e sostenga anche la residenzialità, ritenuta essenziale per chi necessita di cure continuative.

Dal confronto sono emerse preoccupazioni sulle modalità di attuazione della riforma, insieme a una disponibilità esplicita a collaborare con la Regione per costruire un modello che integri residenzialità e domiciliarità, mettendo a disposizione competenze, professionalità e radicamento nei territori. Questa apertura, però, viene condizionata a risposte concrete su tre questioni ritenute fondamentali.

La prima riguarda le risorse: una riforma di questa portata ha bisogno di finanziamenti e personale aggiuntivi, non di un semplice spostamento di budget dalla residenzialità alla domiciliarità. Il settore è già segnato dalla difficoltà di reperire infermieri, operatori sociosanitari e altre figure professionali, e ampliare i compiti delle RSA richiede investimenti nella formazione, nel reclutamento e nella stabilità del lavoro. Per questo si chiedono risorse aggiuntive, adeguate e strutturali, insieme a standard assistenziali precisi e organici adeguati sia per la residenzialità sia per i nuovi servizi domiciliari.

La seconda questione riguarda la necessità di sostenere il presente per costruire il futuro: il tavolo chiede la piena attuazione degli impegni assunti con il Patto per un Welfare innovativo e sostenibile, di cui la Regione Piemonte ha preso atto con la Dgr 38-8654, prima di ampliare ulteriormente i compiti delle RSA. Senza un sostegno effettivo, tempestivo e sufficiente a garantire l'equilibrio economico delle strutture già esistenti, aggiungere nuove responsabilità rischierebbe di aggravare una situazione già fragile.

La terza questione collega la difesa delle RSA a quella dei territori. Il Piemonte conta 33.025 posti letto RSA accreditati, esclusi quelli dedicati all'Alzheimer, con un indotto occupazionale stimato tra i 25.000 e i 30.000 lavoratori. La crisi del settore mette quindi a rischio migliaia di posti di lavoro e può compromettere gli equilibri economici di piccoli Comuni e interi territori, dove ogni struttura che chiude rappresenta una perdita difficile da colmare.

Il comunicato si chiude con una richiesta precisa alla Regione Piemonte: avviare subito un tavolo operativo con obiettivi, risorse, tempi e responsabilità definiti. Occorrono delibere, finanziamenti certi e strumenti operativi concreti, perché la riforma possa trasformarsi da promessa elettorale a politica pubblica effettiva, superando la fase degli slogan.

3 OTTOBRE 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. I consigli comunali verdi spingono per le drug consumption room

Il successo elettorale del Green Party alle elezioni amministrative inglesi ha dato nuovo slancio alla proposta di istituire anche in Inghilterra strutture per il consumo sicuro di droghe, seguendo l'esempio già avviato in Scozia. Come riporta PoliticsHome, diversi consigli comunali a guida verde, molti insediati solo a maggio 2026, stanno attivamente valutando l'apertura di spazi dedicati alla riduzione del danno per i consumatori di droghe.

Il modello di riferimento è The Thistle, a Glasgow: aperta il 13 gennaio 2025 al numero 55 di Hunter Street, è la prima struttura di consumo sicuro di droghe (SDCF) mai autorizzata nel Regno Unito. Dall'esterno l'edificio a un piano, rivestito in intonaco a ghiaia, assomiglia a un qualunque ambulatorio del servizio sanitario nazionale. All'interno, però, le persone possono iniettarsi le proprie sostanze sotto la supervisione di personale clinico, ricevendo al tempo stesso accesso a percorsi di trattamento e supporto sociale.

Secondo attivisti ed esperti consultati da PoliticsHome, l'iniziativa potrebbe essere replicata in Inghilterra a livello di singole autorità locali, tramite intese dirette con le forze di polizia del territorio. Una modifica della legge nazionale renderebbe il percorso più lineare per i consigli comunali, ma non sarebbe strettamente indispensabile, come dimostra proprio il precedente scozzese: ad agire è stato infatti il Lord Advocate, la massima autorità di accusa in Scozia, che ha limitato la politica di perseguibilità penale per il possesso di sostanze controllate esclusivamente all'interno del perimetro della struttura di Glasgow.

The Thistle si trova ora in pieno svolgimento del suo progetto pilota triennale, mentre cresce la frustrazione verso il governo di Westminster, che continua a rifiutare un cambio di rotta sulla disciplina nazionale in materia di stupefacenti. Proprio per questo i consigli comunali inglesi guidati dai Verdi guardano all'esperienza di Glasgow per capire se un approccio analogo possa essere riprodotto a sud del confine.

Un esempio concreto arriva da Bristol, dove il consiglio comunale a maggioranza verde ha approvato a luglio una mozione che dichiara la città "città di riduzione del danno" (city of harm reduction), impegnandosi a privilegiare un approccio di sostegno verso i consumatori di droghe piuttosto che una logica punitiva, e aprendo la strada a una possibile futura struttura di consumo sicuro sul modello scozzese.

2 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. Calano i consumi di alcol a vantaggio di alternative salutari

Le bevande continuano a crescere nei sei principali mercati europei, ma cambiano le abitudini dei consumatori. Nell’ultimo anno la spesa complessiva è aumentata del 2,9%, raggiungendo i 180 miliardi di euro, mentre gli alcolici hanno perso terreno a favore di una nuova generazione di bevande considerate più salutari e di alternative a basso o nullo contenuto alcolico.

Secondo la più recente analisi di Circana sul mercato dei beni di largo consumo, relativa a Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, la spesa per gli alcolici è diminuita dello 0,8%, mentre le vendite di alternative a basso o nullo contenuto alcolico sono cresciute del 7,3%.

Crescono le bevande analcoliche e le alternative all’alcol

La maggiore spesa per bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt, insieme a una gamma sempre più ampia di prodotti pensati per consumatori attenti alla salute, ha contribuito alla crescita del 5,4% delle bevande analcoliche. Il valore della categoria ha raggiunto i 109 miliardi di euro, mentre quello complessivo del mercato delle bevande è arrivato a 180 miliardi.

A perdere terreno sono state invece birra, sidro, vino e superalcolici, le cui vendite sono diminuite rispettivamente dello 0,9%, dell’1,2%, dell’1,5% e del 2,2%.

Il 43% dei consumatori ha dichiarato a Circana di aver ridotto il consumo di alcol acquistandone meno, rimandando gli acquisti o rinunciandovi del tutto. Tra le persone tra i 25 e i 39 anni la percentuale arriva alla metà.

Le scelte si spostano così verso altre tipologie di bevande: il 44% dei consumatori dichiara di acquistare più acqua in bottiglia, il 31% più succhi e smoothie e il 29% più tè e caffè.

Solo il 15% afferma invece di acquistare più bevande alcoliche, nonostante il forte ricorso alle promozioni. Nel corso dell’anno, infatti, circa il 41% della birra e il 37% delle bevande alcoliche è stato venduto in promozione, contro il 25% delle bevande nel complesso.

“Non è ancora la fine per il settore degli alcolici”

“Non è ancora la fine per il settore degli alcolici”, afferma Ananda Roy, Senior Vice President, Strategic Growth Insights di Circana, dopo il suo keynote al Beverage Forum del 1° ottobre.

“Negli ultimi cinque o sei anni, a partire dalla pandemia, l’alcol ha perso popolarità. Questo ha favorito la disponibilità di una gamma più ampia di alternative e di prodotti più salutari, offrendo ai consumatori una maggiore possibilità di scelta su cosa bere a casa e nelle occasioni di socialità”, spiega Roy.

“In particolare, i più giovani consumano molto meno alcol e non ci sono segnali che questo atteggiamento sia destinato a cambiare con l’avanzare dell’età. La crescente disponibilità di bevande analcoliche e di alternative più leggere sta semplicemente diventando una componente sempre più normale del consumo quotidiano”, aggiunge.

Secondo Roy, per i produttori di alcolici sarà quindi necessario andare oltre la leva del prezzo e sviluppare prodotti a minore gradazione alcolica, con meno zuccheri e meno calorie, così da mantenere birra, vino e superalcolici rilevanti mentre cambiano le abitudini di consumo.

I nuovi prodotti portano 242 milioni di euro di vendite aggiuntive

La ricerca di Circana evidenzia anche il ruolo delle novità di prodotto. Nell’ultimo anno i nuovi prodotti nel settore delle bevande hanno generato 242 milioni di euro di vendite aggiuntive.

Di questi, 161 milioni di euro sono riconducibili alle bevande a base di latte, mentre 32 milioni di euro ciascuno derivano dai prodotti a basso o nullo contenuto alcolico e dall’acqua in bottiglia.

Le vendite crescono, ma i volumi solo dello 0,5%

L’aumento della spesa per le bevande non corrisponde però a una crescita altrettanto forte dei volumi. Nell’ultimo anno i quantitativi effettivamente venduti sono aumentati appena dello 0,5%, mentre l’incremento medio dei prezzi è stato del 2,3%.

Nel Regno Unito le vendite di bevande sono aumentate del 3,2%, raggiungendo i 54 miliardi di euro. Il Paese rappresenta il 30% della spesa complessiva nei sei principali mercati europei, ma solo il 19% dei volumi venduti.

L’aumento dei prezzi ha contribuito anche alla crescita della spesa in Italia, pari al 2,9%, e nei Paesi Bassi, pari al 2%, nonostante in entrambi i Paesi i volumi acquistati siano rimasti stabili.

In Spagna il quadro è stato più equilibrato: i prezzi sono aumentati del 2,4%, mentre i volumi acquistati sono cresciuti del 2,6%.

In Francia, invece, la crescita della spesa è stata determinata soprattutto dall’aumento degli acquisti. I volumi venduti sono cresciuti del 3,3%, a fronte di un incremento dei prezzi dello 0,4%.

La Germania è stato l’unico dei sei Paesi ad aver registrato una diminuzione dei volumi di bevande acquistati, scesi del 2,7%, mentre i prezzi sono aumentati del 4%.

Yogurt drink, ready to drink e bevande vegetali continuano a crescere

Nonostante l’aumento dei prezzi, alcune categorie hanno continuato a registrare una crescita dei volumi. Le bevande a base di yogurt sono aumentate del 12,3%, mentre i superalcolici pronti da bere hanno registrato una crescita del 12,9%.

Anche l’acqua naturale e le bevande a base vegetale hanno segnato un aumento dei volumi, entrambe del 5,2%.

Il quadro generale del mercato delle bevande è inoltre migliorato nel secondo trimestre del 2026. In questo periodo i prezzi medi sono diminuiti dello 0,2%, mentre i volumi di bevande venduti sono aumentati dell’1,6%.

Le marche del distributore raggiungono il 35% della spesa

Un altro elemento evidenziato da Circana riguarda la crescita dei prodotti a marchio del distributore, che rappresentano oggi il 35% della spesa complessiva per le bevande.

Le marche dei retailer stanno guadagnando terreno in diverse categorie, tra cui caffè, vino e champagne e bevande a base di latte.

I dati utilizzati nell’analisi di Circana si riferiscono ai dodici mesi terminati alla fine di giugno 2026 e riguardano Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.

(FoodAffairs.it)

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. IQVIA, dati di un milione di pazienti non erano anonimi: multa da 7 milioni

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato IQVIA Solutions Italy S.r.l. con una multa da sette milioni di euro per il trattamento illecito di dati sanitari riferiti a circa un milione di pazienti. La società, parte di un gruppo multinazionale attivo nell'analisi dei dati sanitari e nella ricerca clinica, aveva costruito una banca dati raccogliendo informazioni da circa 800 medici di medicina generale, utilizzata anche per studi commissionati da aziende farmaceutiche.

Il provvedimento, il numero 710 del 23 settembre 2026, è arrivato al termine di un'istruttoria avviata dopo accertamenti ispettivi condotti nell'aprile 2025, a cui è stato riunito anche il procedimento relativo a una violazione di dati personali notificata dalla stessa azienda.

Il nodo centrale della vicenda riguarda la presunta anonimizzazione dei dati, tesi sostenuta da IQVIA ma respinta dal Garante. Secondo l'Autorità, il codice persistente assegnato a ciascun paziente, pur privo di nome o codice fiscale, permetteva comunque di seguirne la storia clinica nel tempo. A questo codice erano associate informazioni molto dettagliate: anno di nascita, sesso, diagnosi, sintomi, farmaci prescritti, esami, vaccinazioni e dati di localizzazione geografica. Questa combinazione di elementi, secondo il Garante, rendeva possibile isolare i singoli individui e, con mezzi ragionevoli, risalire alla loro identità.

L'Autorità ha inoltre stabilito che IQVIA fosse titolare del trattamento fin dal momento della raccolta dei dati presso gli ambulatori dei medici di famiglia. Tra le violazioni contestate figurano il trattamento di dati sanitari senza un'idonea base giuridica, un'informativa insufficiente fornita ai pazienti, l'assenza della valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA) e la mancata definizione di tempi di conservazione: nel database erano presenti informazioni risalenti fino al 2001. Il Garante ha giudicato inadeguate anche le misure di sicurezza adottate dalla società.

Un ulteriore elemento critico emerso dall'istruttoria riguarda la presenza, all'interno della banca dati, di informazioni direttamente identificative - nomi, codici fiscali, indirizzi e recapiti - relative a oltre 3.300 pazienti. Per più di 3.000 di questi, tali dati identificativi erano associati anche a informazioni sulla salute, un dettaglio che rafforza le contestazioni dell'Autorità sulla reale natura "anonima" del trattamento rivendicata dall'azienda.

Il Garante ha disposto che, qualora intenda proseguire l'attività, la società adegui entro 120 giorni i propri trattamenti alle prescrizioni indicate nel provvedimento. In alternativa, il processo di anonimizzazione dovrà essere effettuato autonomamente dai singoli medici di famiglia, seguendo le garanzie stabilite dall'Autorità.

Nel determinare l'importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto di diversi fattori: il numero elevato di pazienti coinvolti, la natura particolarmente delicata dei dati trattati, la cessazione dell'invio delle informazioni da parte dei medici a partire dal 2023, e la collaborazione dimostrata dalla società nel corso del procedimento istruttorio.

Come riporta il comunicato ufficiale del Garante per la protezione dei dati personali, il caso rappresenta un precedente significativo sul tema della pseudonimizzazione dei dati sanitari: un codice al posto del nome, da solo, non è sufficiente a garantire l'anonimato quando permette comunque di ricostruire nel tempo il profilo clinico completo di una persona.

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Suicidio assistito. Ass. Coscioni deposita firme per pdl in Lombardia e Piemonte

Sono oltre 17.000 le firme depositate in Consiglio Regionale della Lombardia, mentre sono 16.000, il doppio di quelle necessarie, le firme portate in Consiglio Regionale del Piemonte, a favore di “Liberi Subito”, la proposta di legge regionale sul “suicidio assistito” già approvata in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna.

“Queste firme ci dicono che è il momento della responsabilità: chiediamo ai Consiglieri di decidere in un modo o nell’altro, ma di assumersi una responsabilità”, commenta Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Il punto Regione per Regione.

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Pesaro, sfratto dalla Rsa rischia di dividere coppia sposata da 54 anni

A Pesaro una coppia di coniugi, sposati da 54 anni, rischia di essere separata a causa della chiusura di 14 posti destinati agli anziani ospiti di Casa Roverella, struttura gestita dal Consorzio Santa Colomba. Come riporta Il Resto del Carlino, il figlio della coppia racconta di aver venduto la casa dei genitori lo scorso 18 luglio per riuscire a pagare le rette necessarie a mantenerli entrambi nella struttura. La madre, 79 anni, è malata di Alzheimer in fase avanzata e vive a Casa Roverella dal 2024. Il padre, 89 anni, l'ha raggiunta soltanto nel dicembre 2025, andando a vivere al piano di sotto rispetto alla moglie. Ora, dopo appena pochi mesi trascorsi sotto lo stesso tetto, la famiglia rischia di vedere i due anziani separati di nuovo: il 18 settembre è arrivata la comunicazione che chiedeva di lasciare la struttura, con scadenza fissata al 30 settembre. Il termine è stato poi prorogato al 30 ottobre. Il caso della coppia si aggiunge a quello di Diana Palena, 90 anni, un'altra delle 14 persone coinvolte nello sfratto. I figli di Diana, Laura e Paolo Bernardi, tramite il loro avvocato hanno inviato una seconda lettera, datata 30 settembre, indirizzata all'Azienda sanitaria territoriale e per conoscenza anche all'assessorato regionale alla Sanità. Nella missiva si contesta il procedimento in corso per l'autorizzazione alla realizzazione di 27 posti di Rsa per disabili, il cosiddetto progetto "Tomasello", che verrebbe collocato proprio all'interno del complesso di Casa Roverella. Tale autorizzazione muterebbe la destinazione attuale della struttura, che da residenza per anziani diventerebbe, almeno in parte, una Rsa per persone con disabilità, con la conseguenza di far sloggiare i 14 anziani attualmente ospitati. Nella lettera i legali chiedono esplicitamente che l'Azienda sanitaria territoriale non assuma ulteriori provvedimenti lesivi dei diritti di Diana Palena e degli altri 13 ospiti, almeno fino a quando non sarà stata svolta un'istruttoria specifica per valutare l'impatto dell'autorizzazione sugli attuali ospiti della struttura, e comunque non prima di aver concordato e sottoscritto con le rispettive famiglie una soluzione a parità di costo. Il figlio di Diana ha dichiarato di essere pronto a presentare ricorso al Tar qualora non si trovi un'intesa condivisa con le famiglie coinvolte. La vicenda nasce da un accordo risalente al 2022 tra Comune di Pesaro, Regione Marche e Azienda sanitaria territoriale, che prevedeva il trasferimento dei 27 ospiti della Rsa Tomasello, struttura collocata nell'area dell'ospedale di Muraglia, proprio a Casa Roverella, per liberare gli spazi necessari alla costruzione del nuovo ospedale. Le famiglie dei 14 anziani sostengono di essere state informate solo all'ultimo momento di un problema noto da anni, mentre il sindaco di Pesaro ha chiesto all'Azienda sanitaria di concedere più tempo per individuare una soluzione che tuteli tutte le persone coinvolte.

2 OTTOBRE 2026

MONDOMONDO. Oms: aspettativa di vita torna ai livelli pre-Covid, ma crescono le malattie croniche

L'aspettativa di vita mondiale è tornata quasi ai livelli precedenti la pandemia, ma il peso delle malattie non trasmissibili sulla salute globale continua a crescere. È quanto emerge dalle nuove Stime globali sulla salute diffuse dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che aggiornano al 2023 i dati su mortalità, morbosità e aspettativa di vita in tutti i Paesi del mondo.

Secondo l'Oms, nel 2023 l'aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto 73,3 anni, un dato molto vicino ai 73,4 anni registrati nel 2019, prima dello scoppio della pandemia di Covid-19. Il recupero dell'aspettativa di vita in buona salute procede invece più lentamente: nel 2023 si è fermata a 62,8 anni, ancora 0,4 anni sotto il livello pre-pandemico. Un segnale che, pur in un contesto di ripresa generale, le persone continuano a convivere più a lungo con malattie croniche e disabilità rispetto a prima della crisi sanitaria globale.

Il dato più significativo riguarda però il cambiamento nella natura delle principali cause di morte nel mondo. Le malattie non trasmissibili hanno causato il 74% dei decessi globali nel 2023, una quota in costante crescita rispetto al 58% registrato nel 2000. Otto delle dieci principali cause di morte nel 2023 appartengono ormai a questa categoria, a conferma di quella che l'Oms definisce una transizione epidemiologica ormai consolidata a livello mondiale.

In cima alla classifica resta la cardiopatia ischemica, che da sola ha provocato circa 9,5 milioni di decessi nel 2023, seguita dall'ictus con 6,8 milioni di morti e dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) con 3,6 milioni di decessi. Un dato che colpisce riguarda le demenze, salite al quinto posto tra le cause di morte globali con 2,1 milioni di decessi, il 66% dei quali tra le donne: dal 2000 i decessi per demenza sono triplicati. Il diabete si colloca al sesto posto con 2 milioni di morti nel 2023.

Le stime segnalano anche un peggioramento sul fronte della salute mentale: tra il 2019 e il 2023 gli anni di vita sana persi a causa della depressione sono aumentati del 20%, mentre quelli legati all'ansia sono cresciuti addirittura del 45%.

Sul fronte delle malattie infettive, il quadro mostra invece segnali di miglioramento per alcune patologie storicamente gravi. L'HIV/AIDS è uscito dalla top ten delle cause di morte globali, con un calo dei decessi del 62% rispetto al 2000. Anche il Covid-19, che nel 2021 era stata la prima causa di morte al mondo, è sceso al quattordicesimo posto nel 2023, con circa 900mila decessi registrati nell'anno.

Le stime dell'Oms evidenziano tuttavia profonde disuguaglianze tra le diverse aree del mondo. Nei Paesi a basso reddito restano prevalenti le malattie trasmissibili come malaria, tubercolosi e HIV/AIDS, legate a condizioni di povertà, accesso limitato alle cure e sistemi sanitari fragili. Nei Paesi ad alto reddito, al contrario, nove delle dieci principali cause di morte sono ormai malattie non trasmissibili, a dimostrazione di come l'invecchiamento della popolazione e gli stili di vita abbiano spostato il peso della mortalità verso patologie croniche e degenerative.

Come riporta Quotidiano Sanità, i nuovi dati dell'Oms confermano quindi un duplice scenario: da un lato il recupero, seppure parziale, dagli effetti devastanti della pandemia sull'aspettativa di vita; dall'altro una pressione crescente e strutturale delle malattie croniche, che richiede politiche di prevenzione, diagnosi precoce e cura sempre più mirate, soprattutto nei Paesi dove l'invecchiamento della popolazione è più marcato.

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Varese, medici ospedalieri in Rsa per ridurre i ricoveri degli anziani

Un medico dell'ospedale che entra nella stanza della casa di riposo, invece del consueto percorso inverso che porta l'anziano fragile dalla Rsa al Pronto soccorso. È questo il senso del nuovo progetto avviato dall'Asst Sette Laghi di Varese, che prevede l'arrivo nelle residenze sanitarie assistenziali di medici internisti provenienti direttamente dai reparti ospedalieri.

Come riporta La Prealpina, il progetto diventerà operativo entro due settimane e prevede che i medici del Dipartimento di Area medica si rechino in otto strutture residenziali della provincia, con un paio di uscite settimanali per ciascuna. Si parte dalla Fondazione Molina di Varese.

L'obiettivo dichiarato è duplice: ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso e accorciare la durata delle ospedalizzazioni, migliorando al tempo stesso il coordinamento tra ospedale e territorio e la tempestività delle cure. Il meccanismo si basa sul confronto diretto tra due figure professionali: i medici della Rsa, che conoscono quotidianamente il paziente, e quelli ospedalieri, che possono valutare se sia davvero necessaria una corsa in ambulanza verso il Pronto soccorso o se il problema possa essere gestito direttamente in struttura.

Il progetto è stato realizzato dal direttore sociosanitario dell'Asst Sette Laghi, Giuseppe Calicchio, insieme a Francesco Dentali, direttore del Dipartimento di Area medica. "Il paziente della casa di riposo è un paziente fragile che ha bisogno di ricorrere spesso all'ospedale", ha spiegato Calicchio, sottolineando che l'iniziativa nasce per ridurre la distanza tra ospedale e territorio e rafforzare la collaborazione tra l'azienda sanitaria e le residenze per anziani.

L'iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di integrazione tra ospedale e Rsa già avviato a Varese nei mesi scorsi, con la collaborazione tra Asst Sette Laghi e la Fondazione Molina per la gestione delle urgenze non emergenti attraverso canali diretti tra i medici delle strutture residenziali e il Pronto soccorso dell'Ospedale di Circolo.

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Piemonte, 12 mila anziani in lista d'attesa per un posto in Rsa

In Piemonte oltre 12 mila anziani non autosufficienti attendono un posto convenzionato in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa). Il caso è seguito da tempo da La Stampa, che dai primi di luglio denuncia una situazione sempre più critica per le famiglie coinvolte.

Secondo una ricostruzione della Fondazione Promozione Sociale, le persone non autosufficienti in attesa di una prestazione residenziale convenzionata sarebbero passate da 8.592 a febbraio 2025 a 12.148 a giugno 2026, con una crescita superiore al 40% in poco più di un anno. I dati, diffusi anche dal gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione, segnalano inoltre un aumento preoccupante dei casi classificati come "urgenti" dalle Unità di valutazione geriatrica (Uvg), passati da 892 a fine dicembre 2025 a 1.255 al 30 giugno successivo.

Tra le storie raccolte da La Stampa c'è quella di Loretta, la cui madre è affetta da una grave forma di demenza e viene seguita dal Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell'ospedale Martini di Torino. La donna è stata ricoverata in una Rsa al costo di 3.600 euro al mese, nonostante l'Unità di valutazione geriatrica dell'Asl abbia classificato il suo caso come "Non Urgente", pur certificando 13 punti sanitari su un totale di 14 corrispondenti a una condizione di totale dipendenza. Per la famiglia si prospettano almeno 18 mesi di attesa prima che le cure vengano riconosciute e coperte dal sistema sanitario pubblico, con una spesa stimata di circa 70 mila euro a carico dei familiari.

Per affrontare l'emergenza, venerdì 30 ottobre alla Nuvola Lavazza di Torino si terrà una giornata pubblica di confronto, organizzata da La Stampa insieme alla Regione Piemonte. L'iniziativa sarà aperta dagli interventi del presidente della Regione Alberto Cirio e del sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Sono previste due sessioni, una al mattino dalle 10,30 alle 12,30 e una al pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30, che coinvolgeranno rappresentanti delle istituzioni, gestori delle strutture, mondo del no-profit, sindacati, medici, giornalisti e caregiver. Tra i contributi, anche testimonianze video raccolte dalla rubrica "Specchio dei Tempi" del quotidiano torinese.

Come riporta La Stampa, il caso piemontese mette in luce una criticità più ampia del sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, dove l'allungamento delle liste d'attesa per le quote sanitarie convenzionate finisce per scaricare sui familiari costi economici e carichi di cura sempre più pesanti.

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Medici in fuga dal pubblico: nel 2025 le dimissioni superano le pensioni

Il 2025 passerà alla storia come l'anno dello spartiacque per la sanità pubblica italiana. Per la prima volta nel decennio 2015-2025 le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri hanno superato i pensionamenti: 3.767 contro 2.876. Lo rivela uno studio del Centro Studi Anaao Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri, basato sui dati Onaosi, sul Conto annuale dello Stato e sulle cifre del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Il balzo è stato improvviso e netto: le dimissioni sono aumentate del 150% in un solo anno, passando dalle 1.503 del 2024 alle 3.767 del 2025. Si tratta del 3,5% del totale dei medici in servizio, una soglia mai raggiunta nell'intero decennio preso in esame, nemmeno nei mesi più critici della pandemia.

Il fenomeno non è circoscritto a poche realtà locali, ma attraversa in modo capillare l'intero Paese: in 12 regioni su 20 i medici che nel 2025 hanno scelto di lasciare il Servizio Sanitario Nazionale prima della pensione sono stati più numerosi di quelli che hanno raggiunto i limiti di età per il ritiro. Le situazioni più marcate si registrano in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove i dimissionari arrivano a superare da 2,4 a 3,3 volte i pensionati.

Un altro dato restituisce la dimensione dell'emorragia di personale: nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi, mentre 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico considerando insieme pensionamenti e altre cause di cessazione. "Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale, ma di un vero e proprio esodo", ha commentato Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, attribuendo il fenomeno a turni massacranti, stipendi non allineati agli standard europei, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti. Di Silverio ha parlato di una "vasca senza tappo" per descrivere il mancato equilibrio tra nuove assunzioni e uscite dal sistema.

Non mancano, tuttavia, segnali di ricambio generazionale: tra il 2015 e il 2024 l'età media dei medici ospedalieri si è ridotta di 2 anni e 7 mesi tra gli uomini e di 2 anni e 4 mesi tra le donne. Un ruolo rilevante in questo senso, secondo Anaao Assomed, lo ha giocato il cosiddetto Decreto Calabria, che tra il 2019 e il 2025 ha permesso l'ingresso nel sistema di quasi 10.000 giovani medici.

Lo studio conferma però la persistente frattura tra Nord e Sud del Paese: il Centro-Nord registra un saldo positivo di 4.029 medici, pari a +5,9%, mentre il Mezzogiorno ne ha persi 1.166, con un calo del 3,1%. I cali più drammatici si osservano in Basilicata (-24,6%), Molise (-17,2%), Valle d'Aosta (-14,2%) e Calabria (-12,6%).

Per contrastare quello che il sindacato definisce un "segnale d'allarme che nessuno può permettersi di ignorare", Anaao Assomed ha presentato un piano in 10 punti rivolto a Governo, Parlamento e Regioni. Tra le richieste principali figurano il superamento del tetto di spesa per il personale, retribuzioni allineate agli standard europei, una riforma della responsabilità professionale e l'istituzione di un osservatorio nazionale permanente sulle dimissioni, utile a monitorare motivazioni e destinazioni dei professionisti che lasciano il sistema pubblico.

2 OTTOBRE 2026

IRLANDAIRLANDA. È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga

In Irlanda il dibattito pubblico sulle politiche in materia di droghe continua a scontrarsi con una confusione di fondo: quella tra legalizzazione e decriminalizzazione, due concetti spesso usati come sinonimi ma che comportano conseguenze molto diverse. A sottolinearlo è James Windle, docente di Criminologia all'University College Cork, secondo cui una corretta informazione del pubblico su questi termini è un passaggio indispensabile per costruire politiche efficaci.

Come riporta il Cork Independent, Windle spiega che la legalizzazione trasforma una sostanza in un prodotto vendibile e regolamentato, sul modello di alcol o tabacco, con il rischio concreto di un aumento dei consumi legato alla maggiore disponibilità commerciale. La decriminalizzazione, al contrario, non apre alcun canale di vendita né facilita in alcun modo l'accesso alle sostanze: si limita a togliere la sanzione penale a chi viene trovato in possesso di piccole quantità per uso personale, orientando queste persone verso i servizi sanitari e sociali piuttosto che verso un'aula di tribunale o il carcere.

Il docente ricorda che questa distinzione era già stata al centro dei lavori dell'Assemblea dei Cittadini sull'uso di droghe, riunitasi in Irlanda tra il 2023 e il 2024, che aveva raccomandato di non trattare più il possesso per uso personale come una questione di giustizia penale. Durante quei lavori lo stesso Windle aveva evidenziato come il proibizionismo abbia "funzionato fino a un certo punto", contenendo il consumo di droghe su livelli relativamente bassi attraverso la limitazione della disponibilità e dei prezzi, ma aveva anche messo in guardia sul fatto che la severità delle pene ha scarso effetto deterrente, specialmente sui più giovani.

Secondo Windle, perché una riforma delle politiche sulle droghe abbia senso servono investimenti consistenti nei servizi dedicati alle dipendenze: più posti letto per la disintossicazione, una formazione specifica per i medici di base, l'estensione dei programmi di distribuzione del naloxone (il farmaco salvavita che blocca gli effetti di un'overdose da oppioidi) e l'apertura di strutture per il consumo controllato sotto supervisione sanitaria.

Quanto al ruolo delle forze dell'ordine, il criminologo ritiene che le risorse della polizia debbano essere concentrate sulla disgregazione delle grandi reti di traffico e sul contrasto ai nuovi oppioidi sintetici, sostanze sempre più diffuse e pericolose che stanno cambiando il mercato della droga, piuttosto che sugli arresti di piccoli consumatori, che hanno un impatto limitato sulla sicurezza pubblica ma gravi conseguenze sulla vita delle persone coinvolte.

2 OTTOBRE 2026

FIJIFIJI. Approvata legge sullo scambio di siringhe contro l'emergenza HIV

Il parlamento delle Fiji ha approvato una legge che consente l'avvio di un programma di scambio di siringhe per arginare la rapida diffusione dell'HIV legata all'uso di droghe per via endovenosa. Come riporta Radio New Zealand, il testo normativo, denominato HIV/AIDS (Amendment) Bill 2026, introduce programmi di riduzione del danno basati su evidenze scientifiche ed è stato definito una vera e propria "ancora di salvezza" per il Paese.

Le Fiji registrano uno dei tassi di crescita dell'HIV più rapidi al mondo: il governo ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria il mese scorso, dopo che è emerso che un adulto su 60 nel Paese convive attualmente con il virus. Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per l'HIV/AIDS (UNAIDS), le nuove infezioni sono aumentate di dodici volte tra il 2010 e il 2025, con circa 9.100 persone sieropositive stimate nel 2025, di cui solo il 39% a conoscenza del proprio stato e appena il 22% in trattamento antiretrovirale.

Dopo l'approvazione del testo da parte del parlamento giovedì, il Ministero della Salute fijiano ha parlato di una "pietra miliare monumentale" nella lotta contro l'HIV/AIDS. In un messaggio diffuso su Facebook, il ministero ha voluto chiarire che la norma non legalizza le droghe illecite: "legalizza la compassione" e "costruisce un ponte protettivo di assistenza sanitaria verso i più vulnerabili tra noi".

Il provvedimento, composto da tre soli articoli, modifica l'HIV/AIDS Act del 2011 e autorizza il ministro della Salute a disporre programmi di riduzione del danno, tra cui la distribuzione gratuita di strumenti pungenti come aghi e siringhe, preservativi e lubrificanti, profilassi pre ed post-esposizione (PrEP), attività di counselling e percorsi di invio ai servizi di cura. Il ministro della Salute, Ratu Atonio Lalabalavu, ha spiegato che la legge consente agli operatori sanitari in prima linea, alle farmacie e ai lavoratori di prossimità (i cosiddetti "peer outreach workers") di distribuire materiale sterile, preservativi, PrEP e counselling salvavita "in sicurezza e senza timore" di conseguenze legali.

Il ministero ha precisato che la normativa è fondata sul rispetto dei diritti umani, sulla riservatezza e sulla libertà da discriminazioni. Il provvedimento prevede anche strutture per la gestione e lo smaltimento sicuro del materiale usato, informazioni di sensibilizzazione sull'HIV/AIDS e percorsi di invio verso servizi di trattamento, riabilitazione, salute mentale e sostegno sociale. Lalabalavu ha precisato che la legge non autorizza in alcun modo il traffico, la produzione, la coltivazione o l'importazione ed esportazione di sostanze stupefacenti: le tutele legali si applicano esclusivamente a chi opera nell'ambito dei programmi di riduzione del danno autorizzati.

Il viceministro della Salute, Penioni Ravunawa, ha dichiarato che il dicastero si è già preparato all'avvio del programma, con l'acquisto del materiale necessario, l'individuazione dei soggetti erogatori dei servizi e la predisposizione degli standard operativi. Il programma offrirà anche opportunità di test per l'HIV, collegamento ai percorsi di cura e invio a servizi di supporto per la dipendenza da droghe e la riabilitazione.

Il Ministero della Salute prevede oltre 3000 nuovi casi di HIV quest'anno. Con l'entrata in vigore della legge, le Fiji si uniscono ad Australia, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea come unici Paesi del Pacifico dotati di un programma formale di scambio di aghi e siringhe.

2 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. EFSA ha espresso parere positivo sull'uso di CBD negli alimenti

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha emesso il suo primo parere positivo sull'uso del cannabidiolo (CBD) negli alimenti, un passo fondamentale in un momento in cui alcuni Paesi stanno intensificando i controlli su tali prodotti.

La valutazione fa seguito alla richiesta presentata dalla società irlandese Chanelle McCoy per la commercializzazione di un integratore alimentare a base di olio di CBD, come previsto da Euractiv.

Il CBD si ottiene tipicamente dalla canapa ( cannabis sativa ) e, poiché contiene solo tracce del componente psicoattivo tetraidrocannabinolo (THC), è ampiamente considerato non inebriante.

Anziché estrarre il composto dalla pianta, l'azienda ha prodotto l'olio di CBD attraverso un processo chimico, ottenendo livelli di THC prossimi allo zero.

L'EFSA ha ritenuto l'integratore alimentare sicuro a dosi fino a 2 mg/giorno, in linea con le raccomandazioni precedenti , per gli adulti di età superiore ai 25 anni, escluse le donne in gravidanza e in allattamento.

Il parere positivo apre la strada all'approvazione del prodotto da parte della Commissione ai sensi del Regolamento sui nuovi alimenti, che riguarda i prodotti non ampiamente consumati prima del 1997 e richiede un lungo processo di autorizzazione.

Poiché nessun alimento a base di CBD ha ancora ottenuto l'approvazione, il parere dell'EFSA rappresenta una pietra miliare per il settore.

La Commissione può ora elaborare una proposta che verrebbe poi sottoposta al voto dei paesi dell'UE.

Divieti nazionali

Il parere positivo dell'EFSA giunge dopo che diversi paesi dell'UE hanno imposto restrizioni sui prodotti a base di CBD, la cui popolarità è cresciuta grazie alle presunte proprietà rilassanti e medicinali.

Sebbene gli alimenti a base di CBD non avrebbero mai dovuto essere commercializzati senza l'approvazione dell'UE, hanno prosperato in un mercato grigio.

La Francia ha cambiato rotta in modo significativo all'inizio di quest'anno, introducendo un divieto rigoroso che ha colto di sorpresa il settore.

Aallineamento del Regno Unito

Per quanto riguarda gli alimenti a base di CBD, l'UE e il Regno Unito sembrano muoversi nella stessa direzione, seppur a velocità diverse.

L'Agenzia britannica per gli standard alimentari (FSA) ha espresso pareri positivi sulle prime tre richieste di autorizzazione per alimenti innovativi a base di CBD presentate nel paese, una delle quali anche da Chanelle McCoy. La decisione finale spetta ora al governo.

Ma l'FSA ha accettato un'assunzione giornaliera molto più elevata: 10 mg al giorno, rispetto ai 2 mg dell'EFSA.

Il destino delle richieste di autorizzazione per la commercializzazione del CBD nel Regno Unito potrebbe presto essere incerto, poiché Londra dovrebbe adottare la legislazione alimentare europea nell'ambito del suo allineamento con Bruxelles.

Si prevede che l'accordo sanitario e fitosanitario (SPS) in questione entri in vigore a metà del 2027 e che venga presentato al prossimo vertice UE-Regno Unito.

(Maria Simon Arboleas su Rapporteru del 26/09/2026)

2 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. ​​​​​​​Il diritto alla cancellazione dei dati vale anche per i registri di battesimo

Nemmeno la Chiesa Cattolica è esente dal Regolamento generale sulla protezione dei dati e le sue garanzie a favore dei cittadini. Almeno così la pensa l’avvocato generale della Corte dell’Ue, Laila Medina, in un parere su un ricorso presentato da un cittadino belga battezzato che ha chiesto alla diocesi di Gand di cancellare ogni riferimento alla sua persona da registri e archivi, cartacei e digitali, invocando il RGDP. La diocesi ha registrato il suo abbandono della Chiesa cattolica, ma i dati sono stati conservati in forma leggibile.

Secondo l’avvocato generale, il registro battesimale contiene un insieme “strutturato” di dati personali delle persone battezzate e costituisce quindi un archivio ai sensi del RGDP, che le organizzazioni religiose e le chiese devono rispettare. Per le persone che abbandonano la Chiesa è dunque possibile chiedere la cancellazione dei dati dal registro battesimale mediante un’opposizione formale al trattamento.

(Il Mattinale europeo)

2 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. Consultazione pubblica sul diritto all'oblio degli ex-malati di cancro

La Commissione europea ha avviato una consultazione mirata sull'accesso equo ai servizi finanziari per i sopravvissuti al cancro.

I progressi scientifici e medici hanno permesso a un numero sempre maggiore di persone di sopravvivere al cancro. Tuttavia, una storia di cancro può ancora creare ostacoli all'accesso ai servizi finanziari, come i mutui, anche a distanza di anni dalla fine delle cure. Una precedente diagnosi di cancro non dovrebbe essere presa in considerazione indefinitamente nel determinare le condizioni di accesso ai servizi finanziari. Il Piano dell'UE per la lotta contro il cancro ha contribuito a inserire il diritto all'oblio saldamente nell'agenda europea. La Commissione sta ora raccogliendo suggerimenti pratici su come un approccio efficace potrebbe funzionare in tutta l'UE.

Desideriamo raccogliere le opinioni di assicuratori, banche e altri soggetti interessati, nonché di persone guarite dal cancro, delle loro organizzazioni di rappresentanza e della comunità medica. Il vostro contributo aiuterà a definire le prossime mosse della Commissione.

La consultazione è aperta fino al 27 ottobre 2026 .

Partecipa alla consultazione

2 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Decreto imballaggi approvato in via definitiva

Dagli involucri di frutta, verdura e bevande ai cosmetici usati dagli alberghi, sono numerosi i prodotti coinvolti dalla stretta sulla plastica usa e getta contenuta nel decreto imballaggi approvato in via definitiva dall’aula della Camera con 178 sì, 57 no e 79 astenuti. Le misure sono in vigore dall’8 agosto scorso e mirano a vincolare l’immissione sul mercato di alcuni specifici imballaggi di plastica monouso al rispetto dei criteri di biodegradabilità e compostabilità. Tra gli obiettivi, tutelare l’ambiente e le risorse naturali, ridurre gli impatti ambientali della plastica monouso e promuovere l’economia circolare.

1 OTTOBRE 2026

USAUSA. Piombo nei Tampax: via libera alla class action contro Procter & Gamble

Un giudice federale della California ha autorizzato la prosecuzione, come azione collettiva, di una causa contro Procter & Gamble che riguarda i tamponi Tampax Pearl e Tampax Radiant. Al centro della controversia ci sono le diciture riportate sulle confezioni e la presunta presenza di piombo nei prodotti. Come riporta greenMe, la decisione è arrivata il 29 settembre 2026, quando il giudice federale Gonzalo P. Curiel ha certificato la class action nel caso Barton v. The Procter & Gamble Company, presso il Tribunale Distrettuale della California meridionale. Alcune consumatrici contestano all'azienda le informazioni fornite sulle confezioni dei due prodotti e chiedono che la causa possa estendersi anche ad altre acquirenti che si trovano nella stessa situazione. È bene chiarire che questa decisione non equivale a un accertamento di colpevolezza: il tribunale non ha stabilito che i Tampax contengano effettivamente quantità pericolose di piombo, né che P&G abbia violato la legge. Si tratta piuttosto di una fase procedurale, con cui il giudice ha autorizzato le persone che condividono le stesse contestazioni a procedere insieme, in un'unica azione legale collettiva, invece che con cause separate. Nello specifico, la causa riguarda alcune dichiarazioni presenti sulle confezioni dei Tampax Pearl e Radiant, tra cui i riferimenti all'assenza di profumi e di determinati trattamenti chimici, oltre alle affermazioni sulla sicurezza generale dei prodotti. Secondo le consumatrici che hanno promosso l'azione, queste indicazioni avrebbero indotto gli acquirenti a ritenere i tamponi privi di sostanze potenzialmente nocive, senza che fosse resa nota la presunta presenza di piombo, un metallo pesante tossico. La causa principale è stata avviata in California nel 2024. Le ricorrenti sostengono che P&G abbia commercializzato i prodotti attraverso una comunicazione tale da farli apparire sicuri, omettendo di informare sulla presenza del contaminante. Nei mesi scorsi il tribunale federale del Southern District of California aveva già respinto in larga parte la richiesta di P&G di chiudere il procedimento, consentendo alle principali contestazioni relative alla tutela dei consumatori di proseguire. Nel maggio 2026 le ricorrenti avevano quindi presentato la richiesta di certificazione della classe, cioè il riconoscimento della possibilità di procedere come azione collettiva per l'intero gruppo di consumatrici coinvolte: una richiesta contestata da P&G, ma che il tribunale ha infine accolto. Nella causa californiana viene citato anche il limite previsto dalla Proposition 65 della California per l'esposizione al piombo, fissato a 0,5 microgrammi al giorno per quanto riguarda la tossicità riproduttiva. Secondo quanto sostenuto nella denuncia, l'utilizzo quotidiano dei prodotti potrebbe determinare un'esposizione superiore a questa soglia. Si tratta solo di una delle azioni legali collettive che negli Stati Uniti chiamano in causa Procter & Gamble sulla sicurezza e sulla comunicazione commerciale dei Tampax. Un'altra class action, depositata presso il tribunale federale dell'Illinois, ha presentato analisi condotte sui tamponi che avrebbero rilevato concentrazioni di piombo comprese tra 12,6 e 40,8 volte il livello di intervento stabilito dall'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA). Il procedimento californiano proseguirà ora nella fase istruttoria, durante la quale le parti potranno scambiarsi prove e documenti in vista di un eventuale processo.

1 OTTOBRE 2026

SPAGNASPAGNA. Madrid: 9mila appartamenti per affitti turistici in meno in 2 anni

Gli appartamenti adibiti ad affitti turistici a Madrid sono passati da 22.435 a 13.431 da agosto 2024 ad oggi. Le nuove richieste sono crollate a sole 51 unità nei primi mesi del 2026.

La riduzione è stata dunque di 9.004, pari a circa il 40%. Questa flessione, come riporta preferente.com è quasi tre volte superiore a quella registrata a livello nazionale, che si è attestata al 15%.

La drastica riduzione di Madrid coincide con le nuove regole comunali e l’entrata in vigore nel settembre 2025 del ‘Plan Reside’, l’iniziativa voluta dal sindacato José Luis Martínez-Almeida.

Madrid ha infatti sospeso il rilascio di nuove licenze in aree specifiche, ha intensificato le ispezioni e ha inasprito le sanzioni. Il tutto con l’obiettivo di eliminare gli appartamenti turistici dagli edifici residenziali del centro città e di tutelare gli immobili destinati alla residenza.

Anche i controlli sono stati intensificati e nel 2025, un totale di 323 immobili destinati ad affitti turistici privi di licenza sono stati riconvertiti a uso residenziale.

(TTG)

1 OTTOBRE 2026

GERMANIAGERMANIA. Studio: la legalizzazione della cannabis non ha aumentato i consumi

Una nuova ricerca condotta su quasi 36.000 persone in Germania non ha trovato alcuna prova che la legalizzazione della cannabis abbia fatto aumentare il consumo di marijuana nell'ultimo anno né quello definito "pesante", nei primi due anni successivi alla riforma. Lo riporta The Marijuana Herald. Lo studio, pubblicato questo mese sull'International Journal of Drug Policy, ha esaminato 35.957 persone tra i 14 e i 64 anni attraverso 23 sondaggi ripetuti condotti tra aprile-maggio 2022 e marzo-aprile 2026. La legge tedesca sulla cannabis, nota come Cannabis Act, è entrata in vigore il 1° aprile 2024 e consente agli adulti di possedere e coltivare legalmente marijuana. I ricercatori hanno analizzato circa due anni di dati precedenti al cambiamento normativo e due anni successivi alla sua entrata in vigore. Tra tutti i rispondenti, 2.302 persone, pari al 6,4%, hanno dichiarato di aver utilizzato marijuana almeno una volta nei dodici mesi precedenti al sondaggio. I ricercatori hanno riscontrato che la prevalenza del consumo nell'arco dell'anno è rimasta sostanzialmente stabile dopo la legalizzazione. Anche la quota di consumatori che hanno dichiarato un uso giornaliero o quasi giornaliero - classificato dagli autori come "uso pesante" - è rimasta sostanzialmente invariata. Nessuna delle misure statistiche utilizzate per verificare se la traiettoria del consumo di marijuana fosse cambiata dopo l'entrata in vigore della legge ha raggiunto la soglia di significatività statistica. Lo stesso risultato è emerso quando i ricercatori hanno analizzato separatamente i dati per genere e per fascia d'età, confrontando il gruppo 14-24 anni con quello 25-64 anni. Le analisi di sensibilità condotte con date alternative per l'inizio di un possibile cambiamento hanno confermato la stabilità del trend osservato. Gli autori dello studio, affiliati a istituzioni come l'Università Heinrich-Heine di Düsseldorf, lo University College London, il Centro medico universitario di Amburgo-Eppendorf, l'Università di Lipsia e l'Università di Maastricht, precisano che la riforma tedesca del 2024 non è stata associata a cambiamenti nella prevalenza del consumo nei dodici mesi né nell'uso pesante nei primi due anni dall'attuazione, ma raccomandano un monitoraggio continuo su periodi più lunghi e attraverso fonti di dati multiple, poiché eventuali effetti potrebbero manifestarsi più avanti nel tempo. La normativa tedesca consente agli adulti di possedere fino a 25 grammi di cannabis in luoghi pubblici e fino a 50 grammi in casa, oltre a coltivare fino a tre piante a testa. La legge prevede inoltre la costituzione di associazioni di coltivazione no-profit, i cosiddetti cannabis club, ma non introduce un mercato commerciale tradizionale su scala nazionale. La riforma, voluta dal precedente governo di coalizione a guida socialdemocratica, resta oggetto di critiche da parte dei partiti conservatori CDU e CSU, che continuano a chiedere un inasprimento delle regole. Questo studio si aggiunge ad altre ricerche recenti condotte in Germania che non hanno riscontrato aumenti significativi del consumo di cannabis tra i giovani né un incremento della guida sotto l'effetto della sostanza dopo la legalizzazione.

1 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Casa, energia e cantieri, le proposte dell'ANCE per le città del futuro

Poca casa pubblica, abitazioni vecchie ed energivore, reti idriche che perdono acqua e imprese ancora in attesa dei ristori per il caro materiali. È il quadro tracciato dall'ANCE a Città nel Futuro 2030-2050, insieme alle proposte per uscirne. Per la seconda edizione di Città nel Futuro 2030-2050, la conferenza promossa dall'ANCE con la direzione di Francesco Rutelli, i costruttori hanno messo a punto un documento con dati e proposte su case accessibili, case vivibili e infrastrutture per l'adattamento, più un capitolo sulle emergenze immediate del settore.

Il filo conduttore è che la casa non sia più un semplice bene di consumo ma un'infrastruttura sociale strategica, da cui dipendono la tenuta e la competitività dei territori.

In Italia 300mila famiglie sono in lista d'attesa per un alloggio pubblico e solo il 3,5% vive in una casa popolare, contro il 29% dei Paesi Bassi, il 24% di Austria e Svezia e il 17% della Francia.

Su dati ISTAT, l'ANCE calcola che nei primi sette mesi del 2026 i costi di costruzione siano cresciuti del 25% rispetto al 2019, a fronte di retribuzioni salite del 14%.

Le proposte puntano sui progetti diffusi che coinvolgono i cosiddetti capitali pazienti, con flessibilità urbanistica, semplificazioni e leva fiscale; su fondi pluriennali per l'edilizia pubblica e sociale; sul riuso degli edifici dismessi.

C'è anche l'idea di una "Zes Casa", che mutua il modello delle zone economiche speciali con un regime fiscale di favore per investitori e famiglie.

Delle 35,3 milioni di abitazioni italiane il 52% è in classe energetica F o G e il 68,3% è stato costruito prima del 1980. Passare in media dalla classe G alla C, secondo l'ANCE, riduce del 54% i consumi per riscaldamento e raffrescamento e del 62% le emissioni di CO2. Da qui la richiesta di incentivi stabili e di lungo periodo che premino solo chi risparmia, di parametri di sicurezza sismica nei territori più esposti e di un uso più ampio del Conto termico per l'edilizia popolare e le fasce deboli, con l'efficientamento degli edifici tra gli interventi finanziabili con la flessibilità europea.

Il 42,4% dell'acqua immessa nelle reti comunali va disperso, circa 157 litri per abitante al giorno, anche se gli investimenti nel settore idrico sono cresciuti del 74% grazie anche al PNRR.

L'elettricità all'ingrosso costa 180 euro al megawattora, contro i circa 126 di Germania e Francia e i 119 della Spagna, e la flessibilità europea 2026-2028 permetterebbe di destinare alle reti energetiche circa 14 miliardi.

Per il futuro l'ANCE propone di conservare il metodo PNRR riprogrammando le risorse su opere cantierabili, una cabina di regia a Palazzo Chigi per gli investimenti energetici, più concorrenza, partenariato pubblico-privato e più presenza sui mercati esteri.

L'emergenza più immediata resta il caro materiali, quantificato in circa 3,8 miliardi per 13mila cantieri e 6.900 imprese. Circa 2 miliardi sono compensazioni maturate tra l'ultimo trimestre 2024 e il 2025 e non ancora pagate, altri 1,8 miliardi la stima per il 2026. Per coprirli l'associazione indica i risparmi del PNRR, stimati in 8-10 miliardi. "Spendiamo le riserve del PNRR senza snaturarne la missione che era proprio quella di promuovere la ripresa e la crescita del Paese", ha detto il presidente dell'ANCE Antonio Ciucci, che ha rivendicato la volontà di "dare le risposte che servono al Paese, sull'emergenza abitativa, energetica e l'adattamento climatico, tutte correlate e sulle quali abbiamo proposte concrete".

(PPNADI - Agenzia delle Infrastrutture del 01/10/2026)

1 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. infrazione Ue a Italia, Grecia, Spagna e Malta sull'efficienza energetica

La Commissione Ue ha inviato un parere motivato all'Italia, e altri tre stati membri, per non aver recepito pienamente la direttiva rivista sull'efficienza energetica, sulla quale andavano notificate le misure di recepimento entro ottobre 2025, salvo alcune disposizioni con altre scadenze. La normativa introduce misure più ambiziose in materia di efficienza energetica per contribuire alla riduzione del consumo complessivo di energia nell'Ue, agli obiettivi climatici europei e al rafforzamento della sicurezza energetica e dell'accessibilità dei prezzi. La direttiva fissa obiettivi in materia di consumo energetico e risparmio energetico, con particolare attenzione alle misure per contrastare la povertà energetica, oltre a obiettivi per i consumi delle autorità pubbliche e per la ristrutturazione degli edifici di proprietà pubblica. Introduce inoltre il principio 'energy efficiency first' come principio fondamentale della politica energetica dell'Ue, imponendo agli Stati membri di tenere conto dell'efficienza energetica nelle decisioni politiche e nei principali investimenti nei settori energetici e non energetici. Italia, con Grecia, Spagna e Malta, hanno ora due mesi per rispondere e completare il recepimento. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell'Unione europea chiedendo l'imposizione di sanzioni finanziarie. (ANSA).

1 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Lavoro Agosto. Crescono disoccupati, stabili occupati, calano inattivi. Istat

Ad agosto 2026, su base mensile, il numero degli occupati rimane invariato, crescono i disoccupati e diminuiscono gli inattivi.

La sostanziale stabilità degli occupati, sia per gli uomini sia per le donne, è sintesi dell’aumento dei dipendenti permanenti e di coloro che hanno almeno 50 anni d’età e del calo dei dipendenti a termine, degli autonomi, dei 25-34enni e dei 35-49enni; il numero di occupati è invece invariato tra i 15-24enni. Il tasso di occupazione scende al 63,0% (-0,1 punti).

La crescita delle persone in cerca di lavoro (+3,1%, pari a +48mila unità) coinvolge gli uomini, le donne e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione sale al 6,2% (+0,2 punti) e quello giovanile al 20,3% (+0,6 punti).

La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,2%, pari a -21mila unità) riguarda gli uomini e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni tra i quali è in crescita; tra le donne invece l’inattività è sostanzialmente stabile. Il tasso di inattività cala al 32,7% (-0,1 punti).

Confrontando il trimestre giugno-agosto 2026 con quello precedente (marzo-maggio 2026) si registra un aumento di 40mila occupati (+0,2%).

Rispetto al trimestre precedente, crescono anche le persone in cerca di lavoro (+8,5%, pari a +123mila unità), mentre diminuiscono gli inattivi di 15-64 anni (-1,3%, pari a -164mila unità).

Ad agosto 2026, la crescita del numero di occupati rispetto ad agosto 2025 (+1,2%, pari a +291mila unità) interessa gli uomini, le donne, i 25-34enni e coloro che hanno almeno 50 anni; tra i 15-24enni e i 35-49enni, invece, gli occupati diminuiscono. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,6 punti.

Rispetto ad agosto 2025, cresce il numero di persone in cerca di lavoro (+8,8%, pari a +129mila unità) e diminuisce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,0%, pari a -381mila unità).

Il commento

Ad agosto 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 352mila, è stabile rispetto al mese precedente. La crescita dei dipendenti permanenti (16 milioni 669mila) è compensata dal calo dei dipendenti a termine (2 milioni 391mila) e degli autonomi (5 milioni 292mila).

La crescita dell’occupazione rispetto ad agosto 2025 (+291mila occupati in un anno) è sintesi dell’aumento dei dipendenti permanenti (+370mila) e degli autonomi (+78mila), e della diminuzione dei dipendenti a termine (-157mila). Su base mensile il tasso di occupazione e quello di inattività sono in calo al 63,0% e al 32,7%, rispettivamente; il tasso di disoccupazione sale al 6,2%.

1 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. In quinta elementare il 52,7% degli alunni ha uno smartphone personale, in seconda media si sale al 90,7%

L’ingresso nella preadolescenza si conferma uno dei momenti più critici e delicati per il benessere emotivo e relazionale di bambini e ragazzi nel nostro Paese. È quanto emerge dal policy brief pubblicato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, intitolato “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche” curato dai ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera.

Lo studio mette a confronto gli indirizzi strategici dei tre recenti atti di programmazione nazionale (il 6° Piano nazionale di azione per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – PNIA, il Piano nazionale per la famiglia – PNF e il Piano di prevenzione contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori – PNCP) con i dati empirici raccolti su un campione rappresentativo di 4.750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni nell’ambito dell’indagine internazionale Children’s Worlds – Wave 5.

Il crollo delle relazioni: famiglia e amici al bivio dei 10-12 anni

Dallo studio emerge un quadro di forte stabilità per quanto riguarda l’accudimento “di base”: oltre il 91% dei minori di tutte le età sente di ricevere cura e protezione all’interno del nucleo familiare. Tuttavia, nel passaggio dalla scuola primaria (5ª elementare) alla secondaria di primo grado (2ª media), si assiste a una sensibile flessione della qualità relazionale.

La sensazione di essere ascoltati dai genitori cala significativamente, in particolare tra le ragazze, passando dal 79,3% della 3ª elementare al 73,6% della 2ª media (a fronte del 74,3% dei ragazzi). Parallelamente, crolla di 11 punti percentuali la percepita possibilità di condividere

con la famiglia le decisioni che li riguardano direttamente, passando dal 78% in quinta elementare al 67,3% in seconda media per entrambi i generi.

Anche la soddisfazione per il rapporto con gli amici subisce un declino progressivo e precoce: dall’83,3% complessivo registrato in 5ª elementare si scende al 75,1% in 2ª media, con picchi negativi marcati nel Nord Est (-20,1 punti percentuali), a dimostrazione che il deterioramento sociale comincia prima dell’ingresso alle scuole medie.

Solitudine e gender gap: soffrono di più le ragazze

Un altro dato d’allarme riguarda l’isolamento emotivo. Il senso di solitudine rivela un divario di genere che si allarga con l’età: se in 5ª elementare la quota di chi si sente sola “spesso, molto spesso o sempre” riguarda il 15% delle femmine e il 16% dei maschi, in 2ª media la percentuale di ragazze che vive questa condizione di sofferenza emotiva impenna al 25% (1 su 4), contro il 16,5% dei coetanei maschi.

Esplosione del digitale e impatto dei Social Network

A fare da catalizzatore di queste fragilità relazionali è la pervasività dei dispositivi tecnologici e della vita online. Se la dotazione domestica di connessione internet e computer condivisi è ormai pressoché universale (oltre il 95%), a cambiare radicalmente nell’arco di soli due anni scolastici è la disponibilità dello smartphone personale, che passa dal 52,7% in 5ª elementare all’87% già in 1ª media, raggiungendo il 90,7% in 2ª media (in pratica solo un preadolescente su dieci non possiede un cellulare).

A questa disponibilità corrisponde un vero e proprio boom nell’accesso ai social media:

· L’iscrizione alle piattaforme social passa dal 31,5% in 5ª elementare al 74,8% in 2ª media.

· L’uso ad altissima frequenza (quotidiano o quasi, pari a 7 o più volte a settimana) schizza dal 20,4% a ben il 55,3% tra i ragazzi di 12 anni, senza rilevanti differenze di genere.

Tale sovraesposizione comporta inevitabili ricadute sul benessere psicofisico e familiare. In 2ª media, un ragazzo su tre (32,5%) ammette di aver provato a ridurre l’uso di internet senza riuscirci, e un quarto del campione (25%) riconosce che l’uso della rete gli crea problemi. Aumentano significativamente i conflitti in famiglia e con gli amici (segnalati dal 20,1% dei dodicenni, con un picco di incremento tra le femmine che sale dal 10,4% della primaria al 19,8%) e il peggioramento dei voti scolastici (dichiarato dal 17,4% degli studenti di seconda media).

In termini di vittimizzazione e cyberbullismo, emerge chiaramente che mentre la violenza fisica a scuola rimane un fenomeno a forte prevalenza maschile (in 2ª media è vittima il 17% dei maschi contro il 5,9% delle femmine), nell’ambiente digitale sono le ragazze a subire maggiormente forme sottili ed escludenti di prevaricazione: l’essere escluse o ignorate sui social riguarda il 20,7% delle ragazze in 2ª media (contro il 14,3% dei maschi).

Le raccomandazioni dell’INAPP

Il Policy Brief evidenzia una buona coerenza teorica tra i bisogni rilevati e gli obiettivi definiti dai Piani nazionali (come il rafforzamento dei Centri per la Famiglia, l’educazione alla salute digitale e il contrasto al ritiro sociale), ma sottolinea l’urgenza di un cambio di passo operativo.

Secondo i ricercatori dell’Istituto occorre anticipare la soglia degli interventi di supporto relazionale e sociale ai 10 anni d’età, trasformando le azioni oggi riservate all’emergenza o alle situazioni di forte svantaggio socio-economico in un accompagnamento universale e strutturale alla transizione verso l’adolescenza. Inoltre, si richiama la necessità di monitorare in maniera continuativa non solo le forme estreme di isolamento (come gli hikikomori), ma anche la solitudine “ordinaria” e progressiva che colpisce in misura preponderante le giovani ragazze.

Dichiarazione del Presidente INAPP, Natale Forlani: “L’indagine Inapp conferma la crescita esponenziale e incontrollata dell’utilizzo degli strumenti digitali e dell’accesso ai social da parte dei minori nelle fasi preadolescenziali, con conseguenze negative di varia natura, cognitive e relazionali e con preoccupanti effetti di dipendenza cronica. Urge una presa di consapevolezza collettiva dell’entità del fenomeno e dell’esigenza di contrastarlo con un coinvolgimento organico delle istituzioni, del sistema scolastico e delle famiglie”.

1 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Avviata la campagna vaccinale 2026-2027

Avviata la campagna vaccinale 2026-2027. Alcune Regioni stanno già partendo in questi giorni altre lo faranno da metà ottobre. La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente a una larga fetta della popolazione: tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, le donne in gravidanza e che hanno partorito da poco tempo, i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze e a chi se ne prende cura, chi è ricoverato nelle strutture di lungodegenza. Vaccini raccomandati e offerti gratuitamente anche agli addetti a servizi pubblici di primario interesse (come personale sanitario, forze di polizia e vigili del fuoco), a lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti e ad altre categorie come i donatori di sangue. Ma in diverse Regioni comunque l’offerta gratuita in una seconda fase è disponibile per tutta la popolazione.

1 OTTOBRE 2026

U.E.U.E.. L’inflazione esplode ovunque nella zona euro

Eurostat pubblicherà la sua stima preliminare sull’inflazione per la zona euro solo domani. Ma i dati che vengono dagli Stati membri non sono positivi per l’andamento dei prezzi. Tutti i grandi paesi hanno registrato un’accelerazione dell’inflazione più rapida del previsto a settembre. In Francia è passata dal 2,6 per cento di agosto al 3,4 per cento, in Italia dal 3,3 per cento al 4,2 per cento, in Spagna dal 4,6 per cento al 5 per cento. In Germania, il tasso di inflazione è salito dal 2,9 per cento al 3,3 per cento. All’origine dell’impennata dei prezzi c’è l’inflazione sui prodotti energetici e, in parte, sui prodotti alimentari.

Dopo la pubblicazione della stima di Eurostat, la Banca centrale europea sarà ancora più sotto pressione per alzare i tassi di interesse. Le ultime stime della Bce collocano l’inflazione dell’ultimo trimestre del 2026 al 3,6 per cento, ma il livello potrebbe essere molto più alto, allontanando ancora di più l’obiettivo di riportarla al 2 per cento.

(Il Mattinale europeo)

1 OTTOBRE 2026

ITALIAITALIA. Meloni chiede a von der Leyen più deficit per gli aiuti sull’energia

Il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha annunciato una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per chiedere di concedere più flessibilità fiscale per aiutare i consumatori e le imprese di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia. L’Italia ha già ottenuto da von der Leyen di poter usufruire della Clausola di salvaguardia nazionale, inizialmente prevista per le spese per la difesa, per gli aiuti nel settore energetico. “Crediamo che, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese”, ha detto Meloni.

“Abbiamo già posto in sede Ecofin la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione”, ha spiegato Meloni: “Intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione: sto scrivendo alla presidente von der Leyen perché la questione venga trattata nella riunione Ecofin che si terrà la prossima settimana in Lussemburgo e poi ovviamente al prossimo Consiglio europeo fra due settimane.”

(Il Mattinale Europeo)

LETTERE
6 OTTOBRE 2026

Retta RSA per malato di Alzheimer: chi deve pagarla, SSN o familiari?

· di Redazione
Vi contatto per richiedere assistenza per mio padre, affetto da Alzheimer/Demenza grave e titolare di indennità di accompagnamento.
Attualmente è a casa, ma la malattia è aggravata e dobbiamo ricoverarlo d'urgenza in RSA tramite l'ASL (Società della Salute Pistoiese). L'assistente sociale ci ha però già comunicato che, avendo due figli con un reddito, non gli spetta niente né la retta sociale gratuita e che noi figli dovremo pagare o integrare la quota alberghiera di tasca nostra.
Sapendo che per l'Alzheimer la retta deve essere interamente a carico del SSN e che i parenti non sono tenuti a pagare, vi chiedo supporto per capire come ci dobbiamo muovere perché ci sentiamo abbandonati.
Andi, dalla provincia di PT

Risposta:
Gentile Andi,

la giurisprudenza afferma, in linea con le leggi primarie, che prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria, ossia quelle che sono inscindibili nel loro apporto di cura e di assistenza, debbano esser a carico del SSN.

Il sistema regionale toscano, tuttavia, non dissimilmente ad altre regioni, respinge questa impostazione e coinvolge i parenti nell'assistenza o negandone i presupposti in presenza di figli, come nel suo caso, oppure invocando il riparto per quote (sociale e sanitaria) e la compartecipazione al costo in base all'Isee sociosanitario per residenze (unico strumento LEA legittimo)
Le suggeriamo di fare la domanda per l'inserimento in RSA e depositare questo tipo di ISEE, ma deve esser consapevole che l'Ente si determinerà sulla base di regolamenti che, se contestati, vanno impugnati insieme alle determine.
Ci tenga informati se ritiene.

Per la materia specifica di rette e diritti in RSA le segnaliamo anche la nostra scheda dedicata su rette e diritti in RSA, che approfondisce proprio questi aspetti.

Ha risposto Claudia Moretti
6 OTTOBRE 2026

Polizza sanitaria collettiva: massimale odontoiatrico per persona o nucleo

· di Redazione
Gentile Avvocato,
Le scrivo per richiedere un parere e, se necessario, assistenza legale in merito a una controversia insorta con la compagnia assicurativa/broker che gestisce la polizza sanitaria collettiva sottoscritta tramite la mia azienda.
La questione riguarda il rimborso delle spese odontoiatriche sostenute per i miei figli. In seguito alla presentazione della richiesta di rimborso, mi è stato comunicato che il massimale previsto per tali prestazioni deve essere considerato a livello di nucleo familiare e non per singolo assicurato.
Tuttavia, dalla lettura delle condizioni aggiuntive della polizza, che allego alla presente, emerge chiaramente che il massimale dovrebbe essere inteso come riferito a ciascuna persona assicurata per anno assicurativo.
Nonostante diversi tentativi di chiarimento in via bonaria, le risposte ricevute dal broker sono state generiche e non hanno mai affrontato nel merito le specifiche clausole contrattuali da me richiamate. In particolare, non mi è stata fornita alcuna motivazione giuridica o contrattuale che giustifichi l'interpretazione adottata e il conseguente diniego del rimborso richiesto.
Con la presente Le chiedo pertanto di valutare la documentazione allegata e di fornirmi un parere circa:
la corretta interpretazione delle clausole contrattuali;
la legittimità del comportamento della compagnia e/o del broker;
l'eventuale fondatezza di una richiesta formale di revisione della pratica;
le possibili azioni da intraprendere per ottenere il riconoscimento del rimborso spettante.
Resto a disposizione per fornire ogni ulteriore documento o informazione utile all'analisi del caso.
RingraziandoLa anticipatamente per l'attenzione, porgo cordiali saluti.
Daniele, dalla provincia di RM

Risposta:
Gentile Daniele,
Dalla documentazione allegata risulta una precisazione importante da fare prima di tutto. Il DIP aggiuntivo che ci ha fornito indica, per le prestazioni odontoiatriche, un massimale "per Anno/Nucleo" come regola generale, con una eccezione esplicita: per il personale del gruppo IGT, i massimali relativi a "Visite specialistiche e accertamenti diagnostici", "Lenti/occhiali" e "Prestazioni odontoiatriche" sono espressamente da considerarsi per Anno/persona. Questo significa che, se lei o il suo familiare titolare rientrate nella categoria "personale del gruppo IGT" richiamata nel documento, il massimale odontoiatrico dovrebbe effettivamente essere conteggiato per ciascun assicurato e non cumulativamente per l'intero nucleo, come lei sostiene.
Se quindi il broker o la compagnia hanno applicato il criterio "per nucleo" senza considerare questa deroga specifica, la sua richiesta di chiarimento è fondata e merita una risposta puntuale sul punto, non generica. Le consigliamo di formalizzare un reclamo scritto indirizzato all'Ufficio Reclami di Intesa Sanpaolo RBM Salute, citando espressamente la clausola di pagina 3 del DIP aggiuntivo relativa al personale del gruppo IGT, chiedendo una risposta motivata punto per punto. Il reclamo può essere inviato tramite il modulo online indicato nel documento, per pec, o per raccomandata alla sede di Venezia-Mestre. L'impresa è tenuta a rispondere entro 45 giorni.
Qualora la risposta risulti ancora insoddisfacente o elusiva, può rivolgersi all'IVASS, che vigila sulle compagnie assicurative, oppure rivolgersi all'arbitro assicurativo.
6 OTTOBRE 2026

Rimborso TASI negato: avviso definitivo per mancato ricorso in tempo

· di Redazione
In breve, ad inizio 2021 giunge un avviso di accertamento TASI di fine 2020 relativo al 2015 che si riferisce ad € 50,00 non versati. A gennaio 2021 viene inoltrata all'ufficio protocollo del Comune di Turi una comunicazione via pec in cui si chiede l'annullamento dell'avviso in quanto l'"ammanco" era proprio relativo ai 50 euro della legittima detrazione. Non giunge risposta.
A gennaio 2026, giunge un avviso di intimazione al pagamento, entro cinque giorni dalla notifica, di circa € 90,00 relativo all'avviso di accertamento suddetto. In data 31.01.2026 si inoltra nuova istanza di annullamento via pec. Eseguo il pagamento ma con "riserva di ripetizione".
In data di ieri giunge risposta via pec dall'Ufficio Tributi in cui si dice "Innanzitutto, si precisa che, nel 2021, secondo la normativa allora vigente, prima della riforma, il mancato riscontro di una istanza di autotutela doveva essere considerato come silenzio/rifiuto dell'Ente e, dunque, come mancato accoglimento della richiesta del contribuente. Pertanto, l'avviso di accertamento è divenuto definitivo e, a questo, è seguita la notifica dell'avviso di intimazione, segnando quindi l'inizio della fase del recupero coattivo.". Si nega pertanto il rimborso perché avremmo dovuto fare ricorso contro un evidente errore della pubblica amministrazione.
Chiedo pertanto gentilmente il Vs sostegno per fare giustizia ad una palese vessazione nei confronti di mia madre che chiaramente non può difendersi autonomamente date le sue condizioni di salute che la obbligano a usufruire dell'ospitalità di una RSA.
Allego istanza di rimborso di marzo 2026.
Mi pongo a disposizione per eventuali richieste di chiarimenti.
Cordiali saluti.
Modesto, dalla provincia di BA

Risposta:
Gentile Modesto,
la posizione del Comune, per quanto spiacevole, non è priva di una sua logica giuridica: prima della riforma dell'autotutela tributaria (che ha reso obbligatorio il riscontro dell'ente in certi casi), il silenzio su un'istanza di autotutela equivaleva a un rifiuto tacito, e il contribuente che riteneva l'accertamento illegittimo avrebbe dovuto impugnarlo nei termini di legge davanti alla Commissione Tributaria (oggi Corte di Giustizia Tributaria), e non limitarsi a un'istanza in via amministrativa. Se sua madre non ha presentato ricorso nei termini, l'accertamento del 2020 può essere effettivamente divenuto definitivo, a prescindere dalla fondatezza nel merito della detrazione per invalidità. Questo non equivale a una "vessazione": è l'applicazione di una regola generale sulla definitività degli atti amministrativi non impugnati, che vale per tutti i contribuenti.

Detto questo, le segnaliamo due possibili spazi di tutela che solo un tributarista può verificare nel dettaglio: primo, se l'avviso di accertamento del 2020 presentava vizi di notifica o di motivazione tali da renderlo nullo (non semplicemente annullabile), la definitività potrebbe essere comunque contestabile anche oggi; secondo, resta sempre percorribile un'istanza di autotutela "doverosa" per errori palesi dell'ente, anche su atti definitivi, sebbene il suo accoglimento sia discrezionale e la giurisprudenza su questo punto sia rigorosa.

Per approfondire: la nostra guida su come fare ricorso contro gli atti del fisco davanti alla Corte di Giustizia Tributaria e la nostra scheda sul silenzio della pubblica amministrazione
6 OTTOBRE 2026

RSA accreditata Lombardia: può chiedere ISEE e fideiussione ai figli?

· di Redazione
Buongiorno.
Vi contatto a seguito di ricerche su internet dove ho trovato il vostro contatto per ricevere informazioni.
Ho presentato varie domande in più RSA per mia mamma affetta da Alzheimer e in una, Golgi Redaelli Abbiategrasso accreditata SSN, mi stanno chiedendo il 730 sia di mia mamma che dei due figli non conviventi; ho risposto che intendo solo presentare l'Isee sociosanitario residenziale che devo richiedere al Caf.
Questa mattina a seguito di questa mia risposta mi hanno specificato che al momento della firma del contratto anche noi figli firmeremo come garanti della retta.
A quanto capito questo non è legalmente corretto ma insistono nel dire che è scritto nel contratto.
Volevo sapere se è effettivamente così o se non è corretto come mi devo comportare per evitare che "cestinino" la domanda di ingresso di mia mamma.
Inoltre sono tenuta a consegnare 730 e isee?
Vi ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti.
Laura, dalla provincia di MI

Risposta:
Gentile Laura,
Proviamo a distinguere i due profili che lei pone, perché sono diversi tra loro.

Sul piano della documentazione reddituale: per l'accesso a una RSA accreditata, ai fini della compartecipazione alla retta, l'ISEE richiesto è quello sociosanitario (nella versione per prestazioni residenziali), che la struttura ha titolo a richiedere in base alla normativa regionale lombarda sulle unità d'offerta sociosanitarie. L'ISEE sociosanitario, a differenza di quello ordinario, può includere i redditi dei figli anche non conviventi se la DSU viene presentata in forma "ristretta" solo con il beneficiario, proprio perché la normativa prevede meccanismi di corresponsabilità economica dei familiari tenuti agli alimenti nell'ambito delle prestazioni sociosanitarie. La richiesta del 730 come documento a sé, oltre o in sostituzione dell'ISEE, non ha invece un fondamento altrettanto solido: l'ISEE è il documento che la normativa individua come strumento di attestazione della situazione reddituale e patrimoniale ai fini dell'accesso alle prestazioni agevolate, e le chiediamo di verificare con il CAF se l'ISEE sociosanitario che lei si appresta a richiedere assorbe già le informazioni reddituali necessarie, rendendo superflua la consegna del 730 a parte.

Sul tema della fideiussione dei figli: qui il discorso è diverso e più delicato. Si tratta di una clausola contrattuale, non di un obbligo di legge: nessuna norma impone ai figli di garantire personalmente il pagamento della retta della RSA. Se la struttura inserisce questa clausola nel contratto di ingresso, lo fa in base all'autonomia contrattuale, e lei è libera di sottoscriverla o meno; un eventuale rifiuto a firmare come garante non equivale di per sé a rinunciare alla domanda di ammissione, ma la struttura potrebbe effettivamente condizionare l'accoglimento della domanda alla sottoscrizione della fideiussione, se il contratto è strutturato in questo modo. Le consigliamo di farsi mostrare per iscritto la clausola contrattuale specifica prima della firma e di valutare, con un legale, la portata e le conseguenze di un'eventuale fideiussione prima di sottoscriverla, trattandosi di un impegno patrimoniale personale che può avere conseguenze rilevanti nel tempo. Se non dovessero ammettere la paziente al suo rifiuto di offrire garanzia, e si trovasse a "dover coattivamente firmare" potrà valutare l'inciso che scrive a mano: "con riserva di valutazione anche giudiziale della legalità dell'atto di impegno richiesto".

Le ricordiamo che per queste problematiche relative a rette e contratti RSA può consultare anche la nostra scheda dedicata a rette e contratti RSA.
3 OTTOBRE 2026

Integrazione retta RSA: come chiedere il pagamento alla ASL

· di Redazione
Mia madre ha demenza senile grave, è bipolare ed è in carrozzina. È in RSA in provincia di Pisa e paga 2000 euro al mese di sola quota sociale (retta complessiva 4000 euro/mese). Nel giro di un anno finirà i soldi. Come devo fare?
Silvia, dalla provincia di PI

Risposta:
Gentile Silvia,
il nostro suggerimento è di chiedere ad un medico legale di sua fiducia una valutazione tecnica (una sorta di perizia) sull'intensità sanitaria delle prestazioni che vengono erogate a sua madre e sulla inscindibilità delle prestazioni sanitarie rese da quelle socioassistenziali, fornendogli i diari infermieristici giornalieri della RSA. Se la valutazione che il medico legale farà sarà di prestazioni di elevata intensità sanitaria, può seriamente prendere in considerazione l'opportunità di una azione legale contro la ASL per vedere riconosciuto, sia per il passato che per il futuro, il pagamento a totale carico della ASL.
3 OTTOBRE 2026

RSA R1 chiede di pagare farmaci: è legittimo per invalido al 100%

· di Redazione
Mia moglie, invalida al 100% e con la sola pensione di invalidità, è ricoverata (temporaneamente) presso una rsa R1 sita in Morlupo (RM). La direzione sanitaria mi chiede di acquistare di tasca mia (anche se con il ticket invalidi) tutti i medicinali che mia moglie assume per patologie serie e croniche, nonché altri (eparina) e delegando me a trovare un medico geriatra per avere un piano terapeutico senza il quale devo pagare di tasca mia anche quella (50 euro). Io non so come cavarmela, ho solo l'assegno sociale (540 euro). Possono comportarsi così?
Giandiego, dalla provincia di RM

Risposta:
Gentile Giandiego,
non ci dice se sua madre sia ricoverata in RSA con quota sanitaria a carico del sistema sanitario o meno, che è informazione di certo rilevante. Per quanto concerne i medicinali, deve sentire il medico di famiglia di sua madre.

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