Mercoledì 30 settembre 2026
Menu

Firenze, bus del mattino: un’ora e mezza per andare a scuola, e in classe non si arriva

Articolo · Claudia Moretti ·

Alle 7:30 una ragazza esce di casa per andare a scuola. Prende il 7, come ogni mattina, scende in piazza della Libertà e va alla fermata di via Pier Capponi ad aspettare l'8 per completare il tragitto. Ma l'8 non arriva: passano venti minuti, poi trenta, poi quaranta, e alle 9:00 lei è ancora lì, sui viali, a guardare in fondo alla strada. Le lezioni sono iniziate da un pezzo e lei non ha potuto far altro che attendere un mezzo che non è mai passato.

 

Non è un racconto tratto da una segnalazione anonima: quella ragazza è nostra figlia. Ed è per questo che sappiamo bene che non si tratta di un episodio isolato né di una sfortunata coincidenza. È la fotografia di ciò che accade, con le scuole riaperte da poche settimane, sulle linee del mattino che a Firenze dovrebbero portare migliaia di studenti in classe: corse saltate, attese al buio, mezzi che arrivano già strapieni e tirano dritto, coincidenze che esistono solo sulla carta.

 

Nelle ore di punta scolastiche, il trasporto pubblico locale non è un servizio accessorio. Per molte famiglie rappresenta l'unico modo per permettere ai figli di raggiungere l'istituto in autonomia: ed è precisamente quell'autonomia che il sistema dovrebbe garantire e che invece viene tradita. Un ragazzo che resta un'ora e mezza a una fermata non perde soltanto la prima ora di lezione: accumula ritardi e assenze che finiscono sul registro, resta esposto in strada senza che nessuno ne conosca la sorte e costringe i genitori a scegliere tra l'abbandonare il posto di lavoro per accompagnarlo o l'affidarsi a un servizio privo di certezze.

 

Ad Autolinee Toscane, gestore del servizio, e agli enti concedenti e di controllo — Regione Toscana e Comune di Firenze — chiediamo di rendere conto di quanto sta accadendo sulle linee del mattino, a partire dall'8: quante corse programmate sono state effettivamente svolte dall'inizio dell'anno scolastico, quante ne sono saltate e per quali ragioni, e quali misure si intendano adottare, nell'immediato, per potenziare il servizio nella fascia oraria studentesca. Chiediamo inoltre che l'informazione in tempo reale alle fermate e sulle app sia davvero affidabile: sapere in anticipo che un autobus non passerà permette almeno di riorganizzarsi, mentre l'attesa senza notizie è la condizione peggiore.

 

Ricordiamo che il contratto di servizio prevede precisi standard di regolarità e puntualità e che gli utenti hanno il diritto di presentare reclamo e, nei casi previsti dalla Carta della Mobilità, di ottenere un indennizzo. Invitiamo quindi le famiglie che vivono situazioni analoghe a segnalare formalmente al gestore, conservando data, orario, linea e fermata: più le segnalazioni saranno puntuali e documentate, più diventerà difficile liquidare il problema come un disagio occasionale.

 

C'è poi una contraddizione che l'amministrazione non può continuare a ignorare. Da anni si chiede ai fiorentini di lasciare l'auto a casa, si investe sulla tramvia, si restringono gli accessi e si promuove la visione di una città più vivibile e meno congestionata. Ma come si pensa di ridurre il traffico se, proprio nelle ore di punta, i genitori sono costretti a prendere la macchina per accompagnare i figli poiché dell'autobus non ci si può fidare? Ogni corsa saltata al mattino si traduce in decine di auto in più sui viali, davanti ai cancelli delle scuole e nelle code di cui poi ci si lamenta. Un trasporto pubblico inaffidabile il traffico non lo toglie: lo genera.

 

E su questo punto il Comune di Firenze non può limitarsi a scaricare la colpa sul gestore. La linea 8, da novembre 2025, non percorre più i viali tra piazza della Libertà e piazzale Donatello, ma è stata deviata su via Pier Capponi e sulle strade parallele proprio a causa  dell'avanzamento dei cantieri della tramvia Libertà–Bagno a Ripoli, di cui il Comune è ente promotore e committente. È Palazzo Vecchio a decidere le fasi dei cantieri, le chiusure e le ordinanze di viabilità, ed è con il Comune che il gestore concorda i percorsi alternativi: se una linea deviata non regge l'impatto di strade ristrette e congestionate nelle ore di punta, la responsabilità di quella pianificazione non ricade soltanto sull'azienda dei trasporti.

 

A questo si aggiunge l'incertezza sui tempi: gli stessi atti ufficiali indicano per la linea 3.2.1 la fine dei lavori al 30 ottobre 2026 e l'entrata in servizio nel secondo trimestre del 2027, a fronte di una conclusione comunicata alla cittadinanza entro la fine del 2026. Ogni mese di cantiere in più equivale a un mese in più di deviazioni, attese e corse saltate. Chiediamo quindi al Comune di chiarire quando i viali torneranno percorribili dal trasporto pubblico, quali verifiche siano state condotte con il gestore sulla tenuta delle linee deviate nella fascia scolastica e quali correttivi si intendano introdurre da subito: corsie riservate, semafori preferenziali o corse aggiuntive dedicate agli studenti.

 

Siamo fiduciosi che la Firenze di domani, con la tramvia completata, sarà migliore di quella di ieri. Ma quel futuro non può essere pagato dai ragazzi di oggi con il sacrificio della loro autonomia: sono loro che, anno dopo anno di cantieri, crescono aspettando alle fermate un autobus che non passa, imparando che per andare a scuola serve comunque un genitore in auto.

 

Spedire i figli a scuola con i mezzi pubblici dovrebbe essere la scelta più semplice e sostenibile. Oggi, a Firenze, è diventata una scommessa: e chi la perde finisce incolonnato nel traffico insieme a tutti gli altri.

 

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →